martedì 18 aprile 2017

Nel sonno della mia Resurrezione pasquale

Nel sonno della mia Resurrezione pasquale
Si sta rivelando un errore tremendo che abbia fatto disfare l ufficio del Bapucultulturaltours dove tenevo le mie lezioni, e dove non ci recavamo più io o Kailash o i nostri bambini, pur di risparmiare le 2.000 rupie dell’affitto mensile, e poter imporre alle altrui richieste nei miei confronti, di Kailash, Mohammad, dei miei familiari in Italia per assicurare a mia madre ogni conforto nella sua vecchiaia, il limite pesantissimo che così ponevo a me stesso, senza più consentirmi niente di più che il mangiare e il bere , oltre al ricorso ai farmaci sedativi, l uso di internet con la connessione più economica. e disagevole, qualche ebook di tanto in tanto.. 
“ I felt bad, ho provato dispiacere- ha poi detto Kailash, a opera compiuta, “ era veramente così bello…”
Così facendo, sacrificandomi a tal punto per potere imporre agli altri di limitare le richieste che mi avanzano, di notte non sogno Kailash o Mohammad, o i miei piccoli bambini indiani, ma il continuo corpo a corpo in cui mi sbrano con la figura di mia sorella, che in me è colei che esige per mia madre un obolo sempre maggiore, incurante della mia situazione reale, e per mia madre più che l’affetto vale il ritornello mentale “obiit anus abiit onus”, avverto la fonte d’angoscia che mi fece sbiancare, quando lei mi ebbe a dire rallegrandosene che con quel tenore di salute che si ritrova, un medico le ha pronosticato che diventerà senz’altro centenaria.
Nei confronti dei miei ulteriori familiari che ho in Italia, più che la riconoscenza per il loro rispetto delle mie scelte, per quanto di ammirevole fa mia sorella per mia madre, consentendomi la vita pur grama di meravigliosi affetti che qui vivo in India, in me si rinfocola così inestinguibile il risentimento per tutto il disprezzo che hanno ostentato per come figuro socialmente in ciò di cui solo dispongo e per cui non ho ricambio, per l irrinunciabilità che professano di tutto ciò di cui debbo fare a meno e non mi è concesso, auto, viaggi continui, ristoranti, abiti belli, tablet e smartphones, case proprie confortevoli riscaldate d’inverno e climatizzate d’estate .Con loro, di fatto, il ritrovarci a distanza di anni è stato il reinghiottire ciò che avevo in animo e il farmi tremebondo di giustificazioni per non apparire un miserabile che striscia sulla faccia della terra, al cospetto di domande del genere:
“ Ma perché non prendi un altro volo aereo dalla capitale al tuo centro d’arrivo dove vivi? ( tu, sottinteso, che come tutti gli straccioni di questo mondo, i malriusciti colpevoli d’essere senza successo, ti adatti ancora a fare invece 12 ore di sudicio treno ?)
Di Kailash e Mohammad sono riuscito finora a tollerare le pressioni e le sollecitazioni perché a differenza dei miei familiari in Italia la loro situazione è senza scampo senza il mio aiuto, ma se Kailash tutto intende e ha nel cuore, e i suoi bambini si conformano meravigliosamente, nel moderare le richieste di Mohammad ben poco potere dissuasivo ha avuto, quale esempio testimoniale, che lui mi ritrovi sempre e solo in Khajuraho, rinchiusovi nella mia stanza, che egli sappia bene che vi frequento, per lo più con lui, solo i caffè e le locande meno costose, come finora non vi sia entrato una sola volta a visitare i templi su cui pur conduco la mia ricerca, per non pagarne ogni volta il biglietto d’ingresso di 500 rupie, nemmeno facendolo desistere che non mi sia ancora riacquistato il cellulare che mi hanno rubato, e che acceda ad internet con una connessione che non mi consente più nemmeno l’upload d’immagini, o il download dei games di Pokemon che Chandu ieri ha invano tentato seduto sulle mie ginocchia.
Oramai, per gli errori di Kailash che senza interpellarmi si è troppo esposto nei confronti di suo padre, assicurandogli da parte mia un aiuto per cui anche la famiglia di Mohammad viene ora a dipendere da me, nella emergenza continua della sua situazione il ragazzo ricorre a me in tutto e per tutto, soprattutto ora che è rientrato da solo da Kanpur, irretendomi in uno stato delle cose per cui se non accetto quanto richiede, decado dall’essere il suo Dio e finisco per essere chi con i suoi dinieghi può indurlo al suicidio
Così ieri notte, quando gli ho telefonato sul tardi, temendo che si fosse isolato al telefono da ogni contatto in cupi propositi , mi ha anticipato la richiesta per oggi che gli pagassi la bolletta della luce, cui sono certo seguirà quella del pagamento della nuova bombola del gas, della ricarica della sim card di cellulare e smartphone.
Io ho tergiversato, ho differito la risposta, così come mi servo del fatto di non disporre del cellulare per diradare i nostri contatti, poi ho trangugiato una sovradose di ansiolitico e sono entrato nel sonno della mia resurrezione pasquale.


sabato 15 aprile 2017

La mia vita futura, tra la veglia e il sogno

La mia vita futura mi appariva, tra la veglia e il sogno come una discesa lungo un condotto oscuro senza più vie d’uscita, ove non mi resta che cadere, cadere, e ancora cadere, in un vortice che mi aspirava nella sua spirale  inesorabile.

mohammad, di ritorno

Ieri sul tardi è ricomparso nella mia stanza Mohammad reduce da Kanpur, nel nuovo taglio di capelli che lo faceva apparire nella sua bellezza  più uomo e meno ragazzo, fragrante di profumo nella sciarpa che recava sulla diellaba che portava come d’abitudine ogni Venerdì islamico-
Ma non era andato alla moschea per la preghiera del Venerdì, ora che non crede più a Dio, più a nient’altro che all amore per la sua Mouskan, e alla sua amicizia per me,  le ragioni affettive che l’avevano indotto a lasciare in Kanpur la propria famiglia, per ritrovarsi  in Khajuraho da solo nella loro casa, in cerca di un  lavoro per sé e di un  negozio per il padre.
L’aveva ritrovata sporca e tutto il giorno si era dato da fare per pulitla, cucinandosi pomodoro e cipolle di cui nutrirsi con un po’ di chiappati.
Mentre ci recavamo a piedi al Madhur cafe, - sembrava ieri quando mi aveva spiegato che madhur in sanscrito significa dolce, dolce come il canto dell  usignolo, dolce come una voce, dolce coè Chandu per il mio amore, - al telefono ricontattava il cugino desolato, perché anche il secondo figlio che aveva avuto la moglie era appena morto dopo il parto.
Prima che Mohammad lasciasse Khajuraho per Kanpur, era avvenuta anche la morte di un suo vicino di casa, per un’emorragia  esofagea, a causa del suo alcolismo, che  aveva causato la morte già del fratello, ed essendo già scomparsa sua moglie, un amico di Kailash  che ne era il nipote aveva ereditato in sorte i suoi tre figli che si erano aggiunti altri due  del fratello già deceduto,  e si era ritrovato così a provvedere a  cinque piccoli con il suo salario di muratore di appena 300 rupie.al giorno.
Né da Kanpur Mohammad aveva da recarmi liete notizie. La sorella aveva la bocca guastata dalla piorrea, ed il medico curante si era adirato con la madre per quanto aveva trascurato la figlia, che ora avrebbe dovuto essere operata.” Ne avrà almeno per altri due mesi” mi ripeteva Mohammad
Al padre era stata riscontrata una forma di idropisia, di ascite che gli gonfiava il ventre, come gonfie aveva le gambe, e il volto. Sarà di ritorno dal medico tra quindici giorni,  ma intanto ha perso il posto di lavoro che gli era stato riservato in una fabbrica di cooler, essendo parso nocivo per la sua salute, ed il suo posto è stato già occupato da un altro,
Ma la madre lavorava, per 200 rupie al giorno, addetta alla mansione di infilare capi di abbigliamento nei loro involucri, e questa era la notizia consolante che comunque poteva recarmi, a  conforto  di un suo stato d’animo di ritrovata energia e  vitalità, che lo animava dei più asseriti fermi propositi. Sapeva che ora doveva trovarsi un lavoro, che solo così avrebbe potuto recuperare l’anno di scuola che si profila perduto,  mostrarsi responsabile e farsi indipendente , secondo le sue stesse parole, che ero consapevole con quanta cautela dovessi prendere per buone.
Anche Kailash , quando gli avevo detto che stavo domandando tramite messenger di facebook un aiuto al mio giovane amico Rahul per Mohammad, aveva asserito che non c’erano problemi se era la richiesta di un lavoro, come ad altro non avevo pensato,   e non di denaro.
Ma se consideravo a come si e risolto finora ogni sforzo di assicurargliene uno, che lo rendesse indipendente, a come mi è invece avvolta sempre più intorno e all’interno la sua situazione e quella della nostra famiglia,  prendendomi tutta la mia vita futura, a come mi ha  irretito nel destino stesso dell intera famiglia di Mohammad, e non solo del ragazzo, assicurando al padre di sua iniziativa il mio aiuto nel reperire e nell’affittare un negozio, nel dotarlo del banchetto per la frutta e di quanto gli serva,  quando ogni sua attività lavorativa è solo una perdita e non mi reca sollievo nei miei sforzi economici…
Gli ho chiesto perché l’avesse fatto, sordo ad ogni mio invito a non darsi da fare più di tanto, a non intervenire più oltre, a lasciare le cose al loro corso, sapendo bene, come gli avevo detto, e ripetuto, come in India se allunghi un dito ti si prende un braccio, l’intera esistenza , che se avesse provveduto a se stesso e alla sua famiglia come febbrilmente  si stava facendo in quattro per Mohammad suo padre e gli altri suoi familiari, anche solo una volta raccogliendo il mio invito a recarsi in Chhatarpue, chìè in espansione, per perlustrare le occasioni che offriva……
L ho fatto per farti felice, mì ha detto, per non vederti  triste, sapendo  cosa è per te Mohammad.
E l’amico che così si comporta è lo stesso che nella ambigua doppiezza del suo atteggiarsi  inveiva contro Mohammad come un opportunista ladro, alcune sere fa, credendo che quando l avevo appena contattato al cellulare  egli, non io,  avesse sollecitato che  potessi staccare per ritelefonargli a mie spese, il che Kailash fa abitualmente,  le pochissime volte in cui sia lui a telefonarmi dall India e non io dall Italia.
“ Adesso che è rientrato da solo è come un maraja di cui sei il servo…dovrai cero  dargli da mangiare ogni giorno… e quando suo padre rientra,  cercargli il negozio…”
Un’anticipazione dell evolvere degli eventi era stato il porsi del problema dell’autorickshaw , che andasse a prendere Mohammad al suo arrivo di notte da Kanpur alla stazione.esterna di Khajuraho  Defilandomi il più possibile, per evitare attriti,  chiedevo a Mohammad di contattare un conducente che mi conoscesse,  che potessi ripagare il giorno seguente, di passare al cancello di casa se questi avesse voluto essere retribuito prima di averlo riportato a casa. Dovevo in ogni caso affrontare Kailsh perché non chiudesse a chiave il cancello ed egli prima s’imbizzarriva credendo che gli stessi chiedendo di andare a prendere Mohammad alla stazione, dove ha paura a recarsi di notte, e nemmeno andrebbe a prendere suo padre, poi era lui stesso che contattava un autorickshawallah  di sua conoscenza perché fosse all’arrivo del ragazzo per ricondurlo in Manjunagar.
“ Io non so perché sia così, mi diceva l’amico, ma per quel chor e madarchod di Mohammad sto facendo ciò che non ho fatto per il mio Ajay.
E così la vita, e dobbiamo accettare che così sia. Anch’io sto facendo per voi più di quanto non faccia ciò che non faccio per mia madre la mia famiglia in Italia- se solo ripensavo a come mia madre fosse divenuta un obiit anus abiit onus,  a come  fossi sbiancato quando mi aveva detto che il dottore l’aveva rallegrata dicendole che poteva diventare una centenaria,- e tu stesso mi hai detto più volte di avere fatto per me quello che non avresti fatto per tuo padre.”
E ‘ cosi che vanno le cose e che adempiono disegni più grandi delle nostre vedute,  se non diciamo no a ciò che il cuore ci detta, contro ogni sordità e ragionevole resistenza.
Mohammmad, seduto a me d’accanto sulla panchina mi mostrava quanti messaggi fossero già intercorsi tra lui e Mouskan, sotto la dicitura fittizia Low Bactery . Con quelli che si stavano scambiando avrebbero raggiunto tra poco il migliaio.
La coppia di giovani innamorati di Manjunagar di cui mi aveva detto in settimana , che era fuggita per  imporre la propria unione prima che tra un mese e mezzo la ragazza fosse costretta a sposare un uomo che non amava,  si era fermata a Rewa, dove si ritrovava senza denaro. Erano fuggiti con l oro e l’argento che avevano sottratto a una nonna della giovane,  e non aveva avuto il coraggio di commerciarlo.
“ E tu e Mouskan fareste così?- gli chiedevo
“ No. Anche lei è contraria. Prima chiederemo il consenso delle nostre famiglie.
“ E se seguitano ad essere contrarie?
“ Mouskan mi ha detto che allora non vorrà più sposare nessun altro. E anch’io farò così.
Cos’ addio gli Ali del loro Babbà”, i babies di cui sarei stato felice di essere il nonno.
Coisì’ dicendomi Mohammad mi sembrava  più  forte nel porsi rispetto al proprio futuro.
Non era certo il ragazzo che con il ricatto del suo suicidio tentava di impormi di accettare di tutto, come a volte torna a fare Kailash , prospettandomi lo spettro di Bahoriband, della famiglia sterminatavi da un padre sconvolto dai debiti.
Mohammad passava a mostrarmi i video del suo smartphone, mentre i miei occhi infastiditi dal bruciore del sudore Uno in particolare riguardava dei gruppi coreografici che come le danzatrici di certe stampe e dipinti del Rajasthan, o in Orccha,  erano composti a simulare le forme di un animale.
“ A volte mi guardo anche le tue fotografie. Come chi soffre guarda il suo Dio..”
“ Mohammad, gli dicevo grato e trasecolato, se solo immaginassi che pensieri passano per la testa del tuo Dio”
E smentendomi nel mio status divino, gli chiedevo, scherzando, se ora che si ritrovava in casa da solo si fosse proposto fosse stato dell idea di farvi venire Mouskan.
“Glie l ho detto scherzando e lei si è rifiutata. “You have dirty mind- lo aveva  messo a tacere.
Gli ho chiesto se parlassero tra loro di me- Mouskan crede che io sia un  suo buon amico, solo non si spiega perchè io non sia sposato. Mohammad le ha detto di non avermelo mai chiesto e che non intende chiedermelo.
“ Ed io , tu credi che possa avere dirty mind?”
“ You have clean mind “ asseriva Mohammad.
Io lo guardavo di tralice, come per dirgli di fare attenzione comunque al suo Dio.








venerdì 14 aprile 2017

Il complesso dei templi di Vyas Badora a raffronto con altri templi in granito della dinastia Chandella.

Il complesso dei templi di Vyas Badora


Il complesso dei templi di Vyas Badora, un villaggio nel distretto di Chhatarpur situato 8 km a est di Chandla, e a 53 km a Nord est di Khajuraho, comprende in particolare un duplice tempio dedicato a Shiva e un tempio in onore delle Chausat Yogini
Il tempio gemino shivaita è in granito , ed è composto di due edifici di culto raccordati e pressoché identici, nella  pianta ed elevazione come nell’ ornamentazione, differenziandosi solo nello stato di conservazione.  Tutti e due tali edifici di culto,  allineati parallelamente, sono costituiti di un proprio portale  d’ingresso principale, volto a oriente,  dalla corrispettiva sala del mandapa cui esso è d’accesso e dal santuario del garbagriha al quale  la sala dà adito,  preceduto dal vestibolo di un antarala e sormontato dal solo nucleo superstite di un sikhara  Entrambe le sale tra loro  simili dei mandapas sono collegate da una breve galleria . A ciascun  mandapa, oltre che la galleria recano  ulteriormente due entrate laterali che si fronteggiano in profondità,  facendo breccia nei fianchi  elevati a balcone in guisa di transetti Al  rispettivo garbagriha un tempo si volgeva un  nandi in adorazione del lingam al suo  interno,  riposto in una nicchia. sulla parete di fondo. Della coppia dei veicoli animali del dio resta ora soltanto un esemplare dilapidato. L’ elevazione di entrambi i templi  è scandita canonicamente nel basamento dell’ adhishthana, costituito dallo zoccolo del  bitha, dal plinto del pitha  e dal vedibhanda,   nel sopraelevarsi delle  pareti del jangha, delle modanature del varandika e dai due sikharas che sovrastano i rispettivi santuari, di cui rimane il solo nucleo interno .
Il basamento iniziale del bitha, o zoccolo,  consiste di tre modanature, quella iniziale e quella terminale lisce, mentre quella intermedi a è fregiata di rombi floreali diamantini. Isolati o alternati a rosette, essi sono il motivo ornamentale che pervade tutto il complesso dei due edifici di culto gemini,  in compresenza con le orlature di pattikas e kapotas, di gagarakas inferiori e di takarikas sovrastanti, e sono variate solo da reticoli-jalaka e  palmette che secondo un’istanza invalsa già nei templi Pratihara, sono il fregio di prammatica del primo corso delle trabeazioni
Sullo zoccolo si stagliano inconfondibili le conformazioni ulteriori del plinto, o pitha, composte di un jadya kumba, un karnika, un kapota ornato di gagarakas e di takarikas, con un fregio di rombi.  floreali diamantini alternati a rosette
Quindi si susseguono le modanature del podio, o vedibhanda , un kura reticolato a scacchi, secondo il motivo del jalaka pattern, un kumbha con madhya banda fregiata di takarikas frontali, che intercorre tra  rombi e le stilizzazioni dell’abbondanza di vasi floreali, un kalasa insolitamente fregiato di gararakas sottostanti e di takarikas superiori, sormontato a sua volta da kapota e da pattika, ambedue abbellite con un fregio di rosette e rombi diamantini e con gagarakas inferiori, il kapota anche con takarikas superiori.
All’altezza della proiezione centrale dei badhras dei templi,  tra la seconda modanatura dello zoccolo  e il vedibhanda si erge una nicchia che conteneva una statua , preludendo alle due (nicchie) che  compaiono nel badhra.  Rombi floreali diamantini ricorrono nel corso intermedio della decorazione dei pilastri badhrakas** e lungo lo stipite inferiore di tutte quante le nicchie.
Il  basamento imponente del tempio gemino  di cui si è così ricostruito il decorso è di per se già di grande rilevanza perché lo proietta nell’ambito edificativo già  dei Chandella di Jejakabuthi edoltre i templi del periodo dei loro antecedenti signori Pratihara di Kannauj  , in cui solo  nel tempio di  Barwa Sagar, il Jarai Math,   una serie di modanature  soggiacenti al consueto vedibhanda di kura, kumba, kalasa e  kapotika,  dà luogo a un pitha vero e proprio, ed appare attestata per la prima volta una sorta di karnika.
Lungo le pareti quindi del jangha  nelle vestigia di pilastri si dipartono cinque  proiezioni principali per lato, delle quali soltanto quella centrale, il badhra, è fregiata di nicchie, che costituiscono le costolonature della conformazione pancharatha* del tempio.
Tali pilastri-rathas si elevano oltre un kapota,  insito tra due recessi, anch’esso bordato con takarikas e gagarakas, e  decorato frontalmente di rosette alternate a rombi floreali diamantini. Essi, da un ulteriore profondo recesso intermedio appaiono divisi in due sezioni* ad ognuna delle quali corrisponde una nicchia del badhra. A profilare inizialmente tali sezioni è un kapota che  replica quello soggiacente ai rathas, sia nei gagarakas penduli che nella serie di rosette e di rombi floreali diamantini che l’adornano. Tale ornamentazione è replicata nella  madhya bandha di una fascia  è il pregio intermedia  di ambo le sezioni dei rathas , nonche nella modanatura conclusiva della prima di tali partizioni, mentre la seconda è terminata da una sorta di kumba liscio che ambo le sezioni e in quelle duplice nella prima sezione, e unica nella seconda, che è conclusa invece da un kumba( o kapota?. Tale fascia intermedie  ripartisce a sua volta le due sezioni * del pilastro nelle specchiature di soli rombi diamantini.  Rombi ancor più  dilatati sono di stanza negli stessi badhras, come si è già visto che vi ricorrono nei loro stipiti e nei pilastri badhrakas,  ove figurano alternati a rosette,  tra i gatha-pallavas di due vasi dell’abbondanza.
Nicchie simili , cui ne susseguivano altre ai lati del frontone del sukanasaika, ricorrono nella kapili esterna del vestibolo dell’antarala, secondo una consomiglianza nella loroeminenza devozionale tra badhra e kapili dell’ antarala, che risale ai templi Pratihara, e che si ritrova nei templi Chandella di Khajuraho, come nei templi Kalachuri e Kachchhapagatha
Un capitello bharani*, un kapota ulteriore  con gagarakas e takarikas e un kapota (o pattika?* )di nuovo a rombi e rosette con gagarakas si susseguono ai rathas del jangha nel costituire la varandika., che funge da interstizio-cuscinetto tra jangha e Sikhara. Negli upabadhras che affiancano il badhra centrale, quale sue estensioni laterali*,  e nei rathas dei  karnas d’angolo tali modulazioni del varandika precedono gli sringas di miniature tri-rathas  di sikharas.
All’altezza della base di tali sringas è  quindi la volta della varandika , composta , oltre di due modanature lisce- di pattika(‘?), kapota,_  e  del ricorso successivo di più antarapatras,  a rombi,  tra pattikas con jalakas patterns**



Giunti a tal punto della sua rievocazione visiva, ad un raffronto esterno con altri templi  Chandella edificati in granito nel Bundelkhand   il tempio shivaita  di Vyas Badora  presenta affinità accentuate sia  con il tempio Rahila di Mahoba che con il tempio Shivaita di Makarbai, sempre nelle vicinanze di Mahoba, a solouna ventina di ,Km di distanza*,   ma  nel distretto di *, .in direzione di Banda. Già li accomuna  la grandiosità movimentata della mole nell’elevazione e nella pianta, che anche nel tempio Rhaila  presenta due ingressi laterali oltre a quello frontale del  solo  mandapa di un  unico tempio con un unico garbagriha, mentre nel tempio di Makarbai dal portico d’accesso si accede ad un mandapa su cui convergono con il loro vestibolo tre santuari garbagrihas sormontati ognuno da un proprio sikhara, ma addirittura li apparenta l’ ornamentazione, la serie delle cui modulazioni è assolutamente identica in tutto il decorso dell’adhishthana. nei templi di Vyas Badora e di Rahila, laddove nel tempio di Makarbai se ne differenzia solo nelle prime due modanature dello zoccolo, entrambe decorate a rombi.
Sono quanto mai significative , perché nei vedibhandas più in generale appaiono  *inconsuete, le particolarità comuni del jalaka pattern  del kura- altrimenti abitualmente liscio., e dei gagarakas del  kalasa del vedibhanda, che di solito è del tutto disadorno., così come gli identici rilievi del kumba, dei quali quello sovrastante è inusuale in simile evenienza, pur se va rimarcato il distinguo/ pur se si fa rilevare la differenza che nel tempio Rahila non si ravvisa l’intercorrere tra tali rilievi di una  madhya bandha,.
Inoltre anche nei templi Rahila e di Makarbai i janghas  presentano rathas in cui fasce sia di rombi che di rosette intervallano rombi diamantini incastonati , benché un recesso non intercorra a  sezionare il pilastro in più segmenti. E’ una caratteristica che accomuna ambo i templi a quello di Baragaon  nel distretto di Tikamgarh,  una trentina di km più a sud,  un tempio di transizione di estremo interesse: simile  nella pianta ai templi Pratihara, giacchè non presenta alcun mandapa oltre il portico dell’ardhmandapa,  è di essi più sviluppato  per la elaborazione dell’adhishthana in uno zoccolo e un podio dove fa la sua decisa comparsa un karnika. Oltrechè l’articolazione dei rathas, incrementa inoltre le sue similarità con gli altri templi in granito del periodo Chandella la ricorrenza ornamentale continua di rombi e rosette, negli stessi pilastri badhrakas di ogni ordine e grado
 In esso come nel tempio di Vyas Badhora due sono le nicchie del badhra, mentre una soltanto è quella dei templi Rahila e di Makarbai, in corrispondenza sia di pilastri e di una parete meno elevati che di un varandika più dilatato. In Rahila esso si articola in una cornice chaddya cui succedono due pattikas e due kapotas ugualmente fregiate di gagarakas sottostanti e takarikas  sovrastanti e di un  fregio frontale di rombi e rosette,  in Makarbai  in due cornici chaddya che comprendono tra di loro due modanature di pattikas o kapotas che ritroviamo orlate di gagarakas e takarikas come fregiate  sia di rombi floreali diamantini  che di rosette Nel tempio shivaita di Baragaon* il varandika è invece quanto mai assimilabile a quello del tempio di Vias Badora in quanto anche in esso un sommario capitello bharani precede le modulazioni aggettanti ulteriori,  due kapotas con gagarakas e takarikas ed il fregio che li profila di rombi e rosette
A tale altezza, nei templi di Makarbai e di Rahila ove lo svolgimento ulteriore del tempio è integro, come pure nel tempio Chandella di Mahoba che giace  isolato in uno suo specchio lacustre,  per ogni proiezione nel tempio ha inizio il succedersi di una fascia di sringas sino al culmine di ogni lata, proprio come nei templi Bumijha  della dinastia Paramara,   successivi e per lo più postumi agli stessi templi sandhara di Khajuraho. E un dato inoppugnabile, che va conciliato con  la attribuzione unanime al sovrano Chandella Rahila della edificazione del tempio che da lui trae il nome,  cui fu dedicato forse  post mortem, in quanto retrodaterebbe un tempio che ha parvenze   Bhumija fino agli anni del suo regno, che intercorrono tra l 855 e il 905,  mentre le sembianze Bhumj del tempio di Makarbai hanno indotto storici dell’arte quali Krishna Deva, in mancanza di altri riscontri,  a posticiparlo addirittura sino agli esordi del XIII secolo
Lo stesso tipo di costolatura, a tal punto , è presumibile che  decorresse lungo gli stessi sikharas di Vyas Badhora,  almeno per i latas che corrispondevano a upabhadra e karnas, di cui i templi di Makarbai e  Rahilas possono rappresentare e fornire così un’integrazione visiva inconfutabile / formidabile
Il Sikhara del tempio di Barhagaon  invece  precorre o si assimila, come emulo retrivo,  già ai templi di Khajuraho , in quanto non solo raccorda allo slancio ascensionale dei propri latas quello dei rathas del jangha coronandoli ognuno di un proprio sringa, ma al petto ha aggrappata la tensione ascendente di un duplice uromanjari.









  ( E una caratteristica che accomuna ambo i templi a quello di Badargaon  nel distretto di Tikamgarh, un tempio di transizione di estremo interesse: simile in piano ai templi Pratihara, giacchè non presenta alcun mandapa oltre il portico dell’ardhmandapa, ma sormontandoli per la elaborazione dell’adhishthana in uno zoccolo e un podio dove fa la sua decisa comparsa un karnika,  e affine ai templi di Vias Badora e di Rahila nelle rathas e nel ricorrenza ornamentale continua di rombi e rosette, negli stessi pilastri badhrakas,  e precorre o si assimila già ai templi di Khajuraho nel  suo sikkhara di cui diremo (che non solo raccorda allo slancio ascensionale dei propri lata quello dei rathas del jangha coronandoli ognuno di un proprio sringa, ma al petto ha aggrappata la tensione ascendente di un duplice uromanjari.)
Segue nel tempi Rahila a dare inizio già alla varandika una chaddya Kutha in luogo del capitello bharani ,  ugualmente con forte rilievo aggettante,   prima di 3, 4 Kapotas successive con gagarakas e fregiate di rombi e rosette, come in Vias Badora, . La differenza rilevante   che emerge a tale altezza è che per ogni proiezione nel tempio ha inizio il succedersi di una serie di sringas, proprio come nei templi Bumij ritenuti postumi a quelli stessi sandhara di Khajuraho.
Nel tempio shivaita di Baragaon il varandika è quantomai assimilabile a quello del tempio di Vias Badora in quanto in esso un sommario capitello bharani precede due kapotas con gagarakas e takarikas ed il profilo di un fregio di rombie rosette. e precorre o si assimila già ai templi di Khajuraho nel  suo sikkhara di cui diremo Solo che a tal punti a farsi precorritore o emulo retrivo dei templi di khajuraho il sikhara raccorda allo slancio ascensionale dei propri latas quello dei rathas del jangha coronandoli ognuno di un proprio siringa, ma al petto ha aggrappata la tensione ascendente di un duplice uromanjari.)

……………………………………………………………. continua
Oltre le kapili dell’antarala, in tutto e per tutto simili ai badhras e dunque anc’essi con due nicchie, i mandapas gemini  schiudono l’accesso al tempo con il loro rispettivo portale d’accesso laterale volto all ‘esterno, ai cui lati si ergono due nicchie in tutto simili a quelle di badhras e antaralas. In una di quelle volte a mezzogiorno appaiono i resti di un  Shiva Nataraja *.
I vedikas che corrono lungo l’antarala e il portico d’accesso frontale, si elevano su una kapota a  jalakas patttern, ove in Khajuraho ritroveremmo il rajasena, e  ripetono i motivi* d’ambo le sezioni dei rathas del santuario,ncastonando i rombi floreali diamantini tra pilastri badrakas che ne ripetono in minore il motivo.
Nel portico,  e lungo i fianchi del portale d’accesso frontale e delle sue facciate bine*,  dei brevi pilastri sormontano il  kapota superiore del vedika e sono sormontati da un altro  identico kapota, che precede un capitello ove rombi alternati a rosette preludono alla comparsa nella trabeazione finalmente di palmette. Una gronda chaddya,  che oltre che sugli ingressi corre anche lungo i mandapas del  portico e della sala, sporge rispetto alle ultime ornamentazioni preservatasi, un corso a jalaka pattern reticolato e di nuovo un pattika ed un kapota con gagarakas e takarikas ed abbelliti di rombi e rosette, a  racchiudere un antarapatra  che si fregia di soli rombi diamantini incastonativi.
Il tempio di Baragaon presenta ugualmente un’antarala con due nicchie, quella inferiore con le statue di Ganesha a Sud e Chamunda a Nord, quella superiore con rombi inquadrati,  identiche a quelle dei badhra e dunque a quelle di antaralas e badhras dei templi di Vyas Badora, e nei pilastri badrakas delle nicchie e del portico d’entrata e della kapili dell’antarala  assume l identico motivo,  che per il tramite del suo ingrandimento è enfatizzato nel portico d’entrata, di una treccia di rosette e rombi floreali diamantini, tra le stilizzazioni di due vasi dell’abbondanza floreali.
La copertura del portico, prima della serie piramidale di kapotas con takarikas,  comporta come il tempio di Vias Badora il corso traforato di un jakaka pattern, che non è  insolito anche nei templi precedenti Pratihara, come nel suo splendido ricorso ch’è ravvisabile nel vicino tempio di Umri,  prima di una ennesima banda di rombi e dell’ennesima kapota con garakas e takarikas.
Il tempio di Makarbai è pressoché identico a  quello di Vyas Badora  nelle modanature del portico d’ingresso del mandapa interno , dei suoi pilastri e della trabeazione, presentando sopra i capitelli l’identica successione di palmette, rombi e rosette, gronda chaddya, jalaka pattern, gagarakas e takarikas ai bordi di un kapota. Di grande rilievo la comparsa superiore di  kutas   che edicolano in tempietti la forma miniaturizzatavi del tempio,  tra jalakas pattern che scandiscono i piani di risalita della copertura piramidale.
Quanto al tempio Rahila,  per i fregi ornamentali esterni del portico esterno vale esattamente lo stesso discorso, ossia si riscontra un’identità assoluta con quelli corrispettivi di Vyas Badora. Le pareti intermedie tra i tre portali riprendono le stesse modanature dell’adhishthana e della varandika del santuario, alla loro altezza, mentre le pareti intermedie del jangha  appaiono del  tutto spoglie
L’interno dei mandapas gemini di Vyas Badora nella loro trabeazione presenta la successione dei motivi ornamentali di palmette, ardharatna triangolari e di tre fasce successive di rosette e rombi floreali con pendenti di gagarakas,  la stessa successione che ritroviamo all’ interno del portale di Baragaon, e dei mandapa di Makarbai, e del tempio di Rahila, ove però uno solo è il  fascio di rombi e rosette,*Nei  templi di Rahila e Makarbai precedono una copertura circolare, con fasce lisce in Rahila, cuspidate e con rosette e rombi frontali nei mandapas di Vyas Badora ,e di Makarbai, mentre in ambo i portici d’accesso di Vias Badora, e in quello i Baragaon,  reggono un soffitto piatto..
In Vyas Badora arricchisce il complesso della volta del mandapa  la comparsa di teste leonine , prima della curvatura delle coperture.
I portali del garbaghiha , pressocchè identici l uno all’altro, sono in arenaria e magnificamente scolpiti in tale roccia,. Tale dualismo materico non è certo una novita quanto ai Chandella , basti pensare ai templi Brahma e di Lalguan in Khajuraho, e ci induce a chiedere se sia riconducibile diacronicamente a un’inserzione dei portali in granito di gran lunga posteriore, o se rispecchi la convivenza sincronica nella giuntura dei due materiali, per la diversa lavorazione a cui si prestano, di arte arcaica  di provincia e di quella più raffinata della capitale.
In ogni caso dai portali siamo addentrati in tutt’altro universo di stile e in un altro  volgere della periodizzazione,  rispetto a quel che conclama il resto del tempio
Oltre la chandrasila la soglia dell udumbara presenta il  jadya kumba di uno splendido bordo profilato a rosette e a vibranti petali di loto, prima della successione in edicole di divinità e devoti convergente verso il mandaraka* centrale,  incantevole nella sua flessione lotiforme assecondata dalle attendenti del dio*.
Ai lati, alle estremità, due Kubera con nidhi, seguiti a destra da Ganesha e consorte e sulla sinistra da Sarasvati-
Gli stipiti presentano una Ganga e una Yamuna di incomparabile bellezza, il cui accentuato tribhanga, e la cui parure sontuosa in cavigliere, cintura e pendenti,  kundalas e haras, nella corona intagliata a cuspidi appuntite, rimandano inequivocabilmente alle Ganga e Yamuna ed alle apsaras del tempio tardo Duladeo di Khajuraho.
Il loto celebra tutti i fasti delle sue volute nella copertura a torana sorretta da due colonnette, che culminano in riquadri di danzatori e ballerini, in cui fa alfine la sua comparsa un kirtimukka.
Ai lati un dikpala per parte, shivaita eBahirava,,  nei suoi ayudhas superstiti, un damaru , un cobra,  nel teschio infisso in una delle jata mukutas e nei mustacchi fieri e negli occhi strabuzzanti di quello di destra. Sardulas e guerrieri si susseguono a loro di sopra, sulla border line tra stile della capitale religiosa e stile di provincia,  contrassegnato dalla successione immancabile di rosette e rombi floreali. Nell’ antarala, in dialogo con esse due figure di donatori in arenaria.

In perfetto stile khajurahense si susseguono quindi le bande di cinque sakhas,  la più interna e la più esterna fregiate  di volute,  quella centrale costituendo  il mithuna sakha canonico di coppie amorose, affiancate da due sakhas di danzatori e ballerini.
Nella trabeazione al centro si situa Shiva, agli angoli di destra e di sinistra Brahma e Vishnu, tra la successione intermedia delle nove divinitò planetarie dei navagraha.
Oltre un vestibolo interno i pilastri che reggono il soffitto* del garbagriha, due ripiani d’appoggio e la nicchia terminale in cui era riposto il lingam., come lo è ancora in un sacello che è  identico  all interno del garbagriha del tempio sivhaita della vicina Hindorawari,  sono conformati come lo sono pilastri e nicchie ll’esterno del tempio,  i ripiani come pattikas ornate di gagarakas e takaris e profilati di rombi e rosette.
 A sud dei due templi gemini sorgono i resti di un tempio minore, pancharatha e in stile pratihara, composto cioè di portico d’entrata, vestibolo e garbagriha. Di esso si può presumere che  fungesse da tempio laterale in un complesso panchayatana, come i tempietti, anch’essi in stile Pratihara, che contornano il tempio centrale Lakshmana e Visvanath in Khajuraho.
Le sue forme sono più rudimentali di quello del tempio principale, cui l’adishtana rinvia nella sola conformazione del kumbha del vedibhanda, mentre i rathas del janghas sono uniformi. Una madhya latas li divide in due parti ognuna delle quali contiene un rombo diamantino, ad eccezione del badhra centrale ove sono tre. Il varandika si riduce a una gronda chaddya. I latas che se ne dipartono sono latina, senza ornamentazione alcuna, ad eccezione del madhya lata, che in corrispondenza del badhra, nella sua ampiezza maggiore iscrive il motivo ornamentale delle volute dell’abbondanza propiziata.
Pilastri badrakas con due vasi gatha pallava terminali reggono il portale e preludono a un portico ch’e anch’esso spoglio anch’esso di qualsiasi ornamentazione che non sia la profilatura lineare degli stipiti, mentre la soglia dell udumbara si fregia della sola stilizzazione floreale della profusione vegetativa.

Più a valle si situano gli altri due templi maggiori del complesso, entrambi elevati su una piattaforma.
L uno, più a ovest,  presenta una sala mandapa antecedente il santuario, con entrate frontali e laterali.
La sua ornamentazione e la serie delle modanature rinvia a quella del tempio laterale appena considerato, nel vedhibanda dell’adishtana, che una gronda chaddya a forma di karnika,  tra due recessi e due kapotas, distacca risolutamente da due corsi piatti e dalla kapota con takarikas soggiacenti. I rathas come nei templi precedenti presentano due rombi, di maggiori dimensioni quello inferiore, tra di loro separati da una madhya lata, mentre il badhra ne incastona uno solo, ristretto ed allungato.
Ugualmente una madhya banda divide in due sezioni le pareti a balcone del mandapa, con brevi pilastri badrakas superiori.
Il portale d’ingresso al santuario è profilato linearmente quanto quello del tempio laterale precedente,  e la sua soglia presenta tra due rombi il motivo del vaso floreale dell’abbondanza nelle sue forme primordiali, più  decifrabili nel loro maggior naturalismo,.
Nella sua eleganza di proporzioni,  è di una grazia architettonica  memorabile il raccogliersi delle entrate laterali intorno al tempio centrale del Chausat Yogini mandir, sull’alta piattaforma che si distende in uno spiazzo laterale in cui quattro tempietti si fronteggiano. Che il tempio fosse dedicato alle Chausat Yogini lo indica il numero delle celle, vuote ora di ogni immagine statuaria, che corrono lungo le pareti esterne ed interne del portico intorno al santuario centrale che ne raccorda gli accessi Se ne preserva forse solo quella  ritenuta di Durga in un tempio del villaggio ancora in funzione.
Tale testa rinvia alle statue del portale del tempio gemino di Shiva, - Shiva Ardhanarishvara?-, così come l’ornamentazione in granito  delle pareti del santuario centrale  e dei pilastri del portico delle Chausat Yogini rinvia a quella corrispondente sempre del tempio di Shiva, non fosse che lungo le pareti del jangha la madhya lata taglia in due il rombo intabulatovi, di dimensioni maggiori di quello superiore.
Il tutto rafforza il senso che ci si ritrovi di fronte a un complesso unitario, forse unitariamente *concepito,   nella prima metà del x secolo, al tempio dell’edificazione del tempio in onore di Rahila, già defunto, e del tempio di Makarbai, ed unitariamente restaurato e reintegrato nel suo arredo statuario nella seconda metà del  secolo seguente, come vorrebbe la ridondanza ornamentale del corredo statuario, che rimanda stilisticamente ai tempi del tempio Duladeo in Khajuraho.
E se così fosse, dovremmo retrodatare nel tempo i templi Bhumi, come ci inducono a congetturare le evidenze dei sikharas dei templi in Mahoba e Makarbai  e delle loro concordanze globali. riprendendo invariati arcaicamente , nella seconda metà del secolo XI, come  più tardi  in Makarbai, quanto alla mole e alle strutture e nelle parti in granito, per la refrattarietà di tale roccia a una lavorazione  più raffinata- si pensi anche solo all’assenza di qualsiasi grasa pattika di kirtimukkas,  moduli architettonici e ornamentali definitisi e  consolidatisi già in Mahoba oltre un secolo prima, ma in cui si ritrovano anche elementi, nella successione a filiere degli sringas dei sikharas, che si sarebbero creduti esclusivi dell’arte Bhumi. La componente scultorea in arenaria invece,  appare  invece stilisticamente espressione dell’arte del proprio tempo, la stessa del tempio Duladeo in Khajuraho . Quanto al tempio Chausat Yoginin ci ritroviamo di fronte ad una sua struttura  architettonica che come ho arguito in un altro report ritroviamo in un tempio che a mio avviso è da ricondurre anch’esso al culto delle Chausat Yogini, quello di Sijahari*, nel distretto di mahoba. Tale asset*to architettonico amplia lo spettro delle forme assunte dal templi delle Chausath Yogini, oltre a quello principale circolare, che ritroviamo in Mitavli, in Bedaghat, o nell Orissa, in *, e quello rettangolare,  sempre intorno a una corte che  è rimvenibile in Khajuraho.


****************
I templi Chandella così considerati o precorrono,o  sussistono al contempo di quelli di Khajuraho o ad essi sorgono postumi  in forme elaborate e scolpite solo geometricamente nelle loro componenti in granito, corredate di statue , all’esterno, solo nelle nicchie dell’antarala e dell’adhishthana al’altezza del badhra, ai lati dei portali d’ingresso con una rilevanza assoluta di rombi e rosette, mentre  jalaka pattern, e palmette ricorrono  nelle sole trabeazioni. Ma architettonicamente tali forme sono  più complesse e non meno monumentali, perché, con l’eccezione di quello di Baragaon, in  questo più affine, dove si conservano un’immagine di Ganesha e di Chamunda nelle nicchie dell’antarala,  non erano finalizzati come i templi della capitale religiosa a una visualizzazione esterna  di immagini religiose,  il che richiedeva una linearità architettonica nella pianta In essi è già presente o si tramanda un mandapa d’ingresso al garbagriha-  che può essere anche plurimo, in forme gemine  o trigemine – come a   Urvara, sempre nel distretto di mahoba,  e  Makarbai-. Nella regione un mandapa d’accesso al garbagriha   è attestato presente in precedenza , rispetto ai templi di Khajuraho, solo in  Badari Patoh e Gyaraspur, o al contempo  in Notha.  Nell’elevazione di tali  templi si sviluppa anche nelle forme di un’arte provinciale la conquista monumentale di un plinto e di uno zoccolo, che  assurgono a podio il vedibhanda,   nel quale  soltanto consisteva  il basamento dei templi Pratihara.,( dei quali, come si è ripetuto,  solo il Jarai Math di Barva Sagar appare dotato di un adhishtana completa di bitha e di pitha, zoccolo e plinto)
I loro rathas e badhra senza ornamentazioni di statue sopravvivranno come una variante provinciale ai templi di Khajuraho nella stessa AjaygarpP, mentre i loro sikharas costituiranno varianti  del semplice latina, o secondo la tipologia che si attesterà quale quella dei paramara o Bhumii, in Mahoba, dapprima, come in Vyas Badora e Makarbai, o secondo quella invalsa in Khajuraho.

Con una  considerazione finale.  Che nel Bundelkandh agli albori del millennio coesistessero tipologie che si considerano per lo più  successive l una all’altra, o che ci si rifacesse, a tipologie e forme  aspetti costituenti del tempio hindu che ora ritroviamo solo a distanza, assemblandoli e ricreandone una sintesi monumentale superiore,  può sorprendere solo chi ignori o rimuova il dato che il più dei templi Hindu del centro India purtroppo è andato perduto, con la distruzione da parte di Mohammad di Gazni di tutti i templi di Kannauj,   dove presumibilmente si irradiava e coesisteva ciò che oggi e remoto nello spazio e nel tempio, e di cui templi tra i minori e più sconosciuti serbano gli indizi remoti
Che i templi qui rilevati  rispetto ai templi di Khajuraho siano il   precorrimento di un’anticipazione  primordiale, un coevo * svolgimento provinciale arcaicizzante o un  postumo riproporsi  in una fase di declino, essi condividono in ogni modo con i templi della capitale religiosa khajuraho e ne diffondono e volgarizzano, in una fissazione in tutti i sensi granitica  le innovazioni  dell’elevazione dell’adhishtana, della replicazione miniaturizzata del sikhara e  della  interposizione di una sala mandapa tra portico e vestibolo del santuario. E tale è la sintesi conclusiva di tutto quanto così si è detto



domenica 9 aprile 2017

il complesso dei templi di vyas badora

Il complesso dei templi di Vyas Badora, un villaggio nel distretto di Chhatarpur situato 8 km a est di Chandla, e a 53 km a Nord est di Khajuraho, comprende in particolare un duplice tempio dedicato a Shiva e un tempio in onore delle Chausat Yogini. quanto mai inusuale nelle sue forme
Il tempio gemino shivaita, è in granito , ed è composto di due edifici di culto raccordati e pressoché identici, sia in  piano ed elevazione che in ornamentazione fino a in ogni dettaglio, differenziandosi solo nello stato di conservazione.  Tutti e due i templi,  allineati parallelamente, sono costituiti di un portale  d’accesso ciascuno dei quali principale, volto a oriente,  dal corrispettivo mandapa cui esso è d’ingresso,  l uno simile all’altro e dal santuario del garbagriha al quale  la sala dà adito,  preceduto dal vestibolo di un antarala e sormontato dal solo nucleo superstite di un sikhara  che a sua volta  dà adito a un proprio garbagriha Entrambe le salette tra loro  simili dei mandapas sono collegate da una breve galleria . A ciascun  mandapa recano  ulteriormente due entrate laterali che si fronteggiano in profondità,  spezzandone i  fianchi  elevati a balcone in guisa di transetti. (Entrambi i mandapas  precedono  a loro volta  un proprio vestibolo ed il santuario del) Al  rispettivo garbagriha un tempo volgeva un  nandi in adorazione del lingam al suo  interno,  riposto in una nicchia. sulla parete di fondo. Della coppia dei veicoli animali del dio resta ora soltanto un esemplare dilapidato. In elevazione  entrambi i templi  presentano la partizione   nel basamento dell’ adishtana costituto dallo zoccolo del  pitha e dal vedibhanda,   nel sopraelevarsi delle  pareti del jangha lungo le quali si dipartono a guisa di pilastri  5 proiezioni principali  per lato,   delle quali soltanto quella centrale , il badhra, è fregiata di nicchie., delle modanature del varandika e dai due sikharas che sovrastano i rispettivi santuari, di cui rimane il solo nucleo interno .
Il basamento iniziale del bitha o zoccolo  consiste di tre modanature, quella iniziale e quella terminale lisce, mentre quella intermedia è fregiata di rombi floreali diamantini.
Su di esso si stagliano le conformazioni del plinto o pitha, composte di un jadya kumba, un karnika, un kapota ornato di gagarakas e di takarikas con un fregio di rombi.
Quindi si susseguono le modanature del podio o vedibhanda , un kura reticolato a scacchi, secondo il motivo della jalaka, un kumbha con madhya banda e rombi, un kalasa insolitamente fregiato di gararakas sottostanti e di takarikas superiori, sormontato da kapota e pattika.
Una nicchia che conteneva una statua si erge tra la seconda modanatura e il vedibhanda all’altezza della proiezione centrale del badhra di ogni tempio, preludendo alla duplice nicchia che in esso è albergata  nella decorazione stessa dei suoi pilastri badhrakas, che presentano un corso intermedio e lungo lo stipite inferiore di roselline e rombi floreali diamantini.
Tale basamento è di per se già di grande rilevanza perché proietta il tempio oltre il periodo pratihara, in cui solo  nel tempio di  Barwa Sagar  una serie di modanature  soggiacenti al vedibhanda di kura, kumba, kalasa e  kapotika  dà luogo a un pitha vero e proprio, e appare attestata per la prima volta una sorta di karnika.
Lungo le pareti del jangha  si dipartono nelle vestigia di pilastri 5 proiezioni principali per lato, delle quali soltanto quella centrale, il badhra, è fregiata di nicchie, prefigurando una conformazione pancharatha del tempio.
Tali pilastri-rathas,  nel loro elevarsi oltre un kapota tra due recessi, con takarikas e gagarakas e  decorato con roselline e rombi floreali diamantini, da un ulteriore profondo recesso intermedio appaiono divisi in due sezioni, ad entrambe le quali sottostà un kapota che replica quello soggiacente in gagarakas e nell’ornamentazione  di roselline e rombi floreali diamantini,: Tale ornamentazione   è il pregio ed il  fregio, ampliato, di una fascia duplice nella prima sezione, e unica nella seconda, che è conclusa invece da un kumba( o kapota?. Tali fasce compartiscono a loro volta le due sezioni del pilastro nelle specchiature di rombi diamantini.  Tali rombi  dilatati ,  campiscono  gli stessi badhras,  i loro stipiti ei pilastri badhrakas, ricorrendovi, alternati a roselline,  tra i gathapallavas dei due vasi dell’abbondanza.
Nicchie simili , cui ne succedevano altre ai lati del frontone del sukanasaika, ricorrono nella kapili esterna del vestibolo dell’antarala, secondo una consomiglianza nell’eminenza devozionale tra badhra e antarala, che risale ai templi pratihara e che ritroveremo nei templi Chandella
Un capitello bharani, un kapota ulteriore  con gagarakas e takarikas e un kapota (o pattika )di nuovo a rombi e rosette con gagarakas si susseguono a costuire la varandika e negli upabadhras che affiancano il badhra centrale e nei karnas d’angolo precedono gli sringas di miniature tri-rathas  di sikharas.
All’altezza della base di tali sringas è  quindi la volta della varandika , composta , oltre di due modanature lisce- di pattika(‘?), kapota,_  dal ricorso successivo di più antarapatras  a rombi tra pattikas con jalakas patterns.
Ad un raffronto esterno con altri templi  Chandella edificati in granito,  il tempio shiva di Vias Badora  presenta affinità accentuate con il tempio Rahila di Mahoba,  non solo nella grandiosità della mole nell’elevazione e nel piano, che anche nel tempio Rhaila ha  due ingressi laterali oltre a quello frontale del singolo mandapa dell unico tempio, ma ancor più nella ornamentazione, le cui modulazioni sono identiche  in tutto il decorso del vedhibandha.
Sono particolarmente significative le particolarità insolite ad accomunarli del jalaka pattern  del kura- abitualmente liscio., e dei gagarakas del  kalasa del vedibhanda, che di solito è del tutto disadorno.
Inoltre in ambo i templi i rathas presentano rathas in cui  fregi di rombi e rosette intervallano rombi diamantini più cospicui, benché un recesso non intercorra a sezionarli.
( E una caratteristica che accomuna ambo i templi a quello di Badargaon  nel distretto di Tikamgarh, un tempio di transizione di estremo interesse: simile in piano ai templi Pratihara, giacchè non presenta alcun mandapa oltre il portico dell’ardhmandapa, ma sormontandoli per la elaborazione dell’adhishthana in unno zoccolo e un podio dove fa la sua decisa comparsa un karnika,  e affine ai templi di Vias Badora e di Rahila nelle rathas e nel ricorrenza ornamentale continua di rombi e rosette, negli stessi pilastri badhrakas,  e precorre o si assimila già ai templi di Khajuraho nel  suo sikkhara di cui diremo (che non solo raccorda allo slancio ascensionale dei propri lata quello dei rathas del jangha coronandoli ognuno di un proprio siringa, ma al petto ha aggrappata la tensione ascendente di un duplice uromanjari.)
Segue nel tempi Rahila a dare inizio già alla varandika una chaddya Kutha in luogo del capitello bharani ,  ugualmente con forte rilievo aggettante,   prima di3, 4 Kapotas successive con gagarakas e fregiate di rombi e rosette, come in vias Badora, . La differenza rilevante   che emerge a tale altezza è che per ogni proiezione nel tempio ha inizio il succedersi di una serie di sringas, proprio come nei templi Bumij ritenuti postumi a quelli stessi sandhara di Khajuraho.
Nel tempio shivaita di Baragaon il varandika è quantomai assimilabile a quello del tempio di Vias Badora in quanto in esso un sommario capitello bharani precede due kapotas con gagarakas e takarikas ed il fregio sul profilo di rombie rosette. e precorre o si assimila già ai templi di Khajuraho nel  suo sikkhara di cui diremo Solo che a tal punti a farsi precorritore o emulo retrivo dei templi di khajuraho il sikhara raccorda allo slancio ascensionale dei propri latas quello dei rathas del jangha coronandoli ognuno di un proprio siringa, ma al petto ha aggrappata la tensione ascendente di un duplice uromanjari.)





I templi Chandella così considerati precorrono sussistono al contempo di quelli di Khajuraho e ad essi sopravvivono,  in forme elaborate e scolpite solo geometricamente, corredate di statue solo nelle nicchie dell’antarala e dell’adhishthana al’altezza del badhra,  con una rilevanza assoluta di rombi, rosette, jalaka pattern, e palmette nelle sole trabeazioni, ma architettonicamente spesso più complesse e non meno monumentali, perché, con l’eccezione di quello di Baragaon, per questo più affine, dove si conservano unì’immagine di ganesha e di Chamunda nelle nicchie dell’antarala,  non erano finalizzati come i templi della capitale religiosa a una visualizzazione esterna  di immagini religiose, , il che richiedeva una linearità architettonica nel piano. In essi in piano è già presente un mandapa d’ingresso al  garbagriha, anche in forme gemine . o trigemine – come a  Sijari Makarbai-, quale è presente in precedenza solo in  Badari Patoh, oal contempo  in Notha,  ed in elevazione come non è attestato compiutamente che nel jarai Math, si sviluppa la conquista monumentale di un plinto e di uno zoccolo, che elevano a podio il vedibhanda in cui soltanto consisteva  il basamento dei templi pratihara.
I loro rathas e badhra senza ornamentazioni di statue sopravvivranno come una variante provinciale ai templi di khajuraho nella stessa Ajaigarh, mentre i loro sikharas costituiranno varianti  del semplice latina, o secondo la tipologia bhumi, in Mahoba, o secondo quella invalsa in Khajuraho.

Con una  considerazione finale.  Che agli albori del millennio coesistessero tipologie che si considerano per lo più  successive l una all’altra, o che ci si rifacesse, a tipologie e forme  aspetti costituenti del tempio hindu che ora ritroviamo solo a distanza, assemblandoli e ricreandone una sintesi monumentale superiore,  può sorprendere solo chi ignori o rimuova il dato che il più purtroppo è andato perduto, con la distruzione di tutti i templi di kannauj da parte di Mohammad di gazni,   dove presumibilmente si irradiava e coesisteva ciò che oggi e remoto nello spazio e nel tempio, e di cui templi tra i minori e più sconosciuti serbano gli indizi remoti 
Il complesso dei templi di Vyas Badora, un villaggio nel distretto di Chhatarpur situato 8 km a est di Chandla, e a 53 km a Nord est di Khajuraho, comprende in particolare un duplice tempio dedicato a Shiva e un tempio in onore delle Chausat Yogini. quanto mai inusuale nelle sue forme
Il tempio gemino shivaita, è in granito , ed è composto di due edifici di culto raccordati e pressoché identici, sia in  piano ed elevazione che in ornamentazione fino a in ogni dettaglio, differenziandosi solo nello stato di conservazione.  Tutti e due i templi,  allineati parallelamente, sono costituiti di un portale  d’accesso ciascuno dei quali principale, volto a oriente,  dal corrispettivo mandapa cui esso è d’ingresso,  l uno simile all’altro e dal santuario del garbagriha al quale  la sala dà adito,  preceduto dal vestibolo di un antarala e sormontato dal solo nucleo superstite di un sikhara  che a sua volta  dà adito a un proprio garbagriha Entrambe le salette tra loro  simili dei mandapas sono collegate da una breve galleria . A ciascun  mandapa recano  ulteriormente due entrate laterali che si fronteggiano in profondità,  spezzandone i  fianchi  elevati a balcone in guisa di transetti. (Entrambi i mandapas  precedono  a loro volta  un proprio vestibolo ed il santuario del) Al  rispettivo garbagriha un tempo volgeva un  nandi in adorazione del lingam al suo  interno,  riposto in una nicchia. sulla parete di fondo. Della coppia dei veicoli animali del dio resta ora soltanto un esemplare dilapidato. In elevazione  entrambi i templi  presentano la partizione   nel basamento dell’ adishtana costituto dallo zoccolo del  pitha e dal vedibhanda,   nel sopraelevarsi delle  pareti del jangha lungo le quali si dipartono a guisa di pilastri  5 proiezioni principali  per lato,   delle quali soltanto quella centrale , il badhra, è fregiata di nicchie., delle modanature del varandika e dai due sikharas che sovrastano i rispettivi santuari, di cui rimane il solo nucleo interno .
Il basamento iniziale del bitha o zoccolo  consiste di tre modanature, quella iniziale e quella terminale lisce, mentre quella intermedia è fregiata di rombi floreali diamantini.
Su di esso si stagliano le conformazioni del plinto o pitha, composte di un jadya kumba, un karnika, un kapota ornato di gagarakas e di takarikas con un fregio di rombi.
Quindi si susseguono le modanature del podio o vedibhanda , un kura reticolato a scacchi, secondo il motivo della jalaka, un kumbha con madhya banda e rombi, un kalasa insolitamente fregiato di gararakas sottostanti e di takarikas superiori, sormontato da kapota e pattika.
Una nicchia che conteneva una statua si erge tra la seconda modanatura e il vedibhanda all’altezza della proiezione centrale del badhra di ogni tempio, preludendo alla duplice nicchia che in esso è albergata  nella decorazione stessa dei suoi pilastri badhrakas, che presentano un corso intermedio e lungo lo stipite inferiore di roselline e rombi floreali diamantini.
Tale basamento è di per se già di grande rilevanza perché proietta il tempio oltre il periodo pratihara, in cui solo  nel tempio di  Barwa Sagar  una serie di modanature  soggiacenti al vedibhanda di kura, kumba, kalasa e  kapotika  dà luogo a un pitha vero e proprio, e appare attestata per la prima volta una sorta di karnika.
Lungo le pareti del jangha  si dipartono nelle vestigia di pilastri 5 proiezioni principali per lato, delle quali soltanto quella centrale, il badhra, è fregiata di nicchie, prefigurando una conformazione pancharatha del tempio.
Tali pilastri-rathas,  nel loro elevarsi oltre un kapota tra due recessi, con takarikas e gagarakas e  decorato con roselline e rombi floreali diamantini, da un ulteriore profondo recesso intermedio appaiono divisi in due sezioni, ad entrambe le quali sottostà un kapota che replica quello soggiacente in gagarakas e nell’ornamentazione  di roselline e rombi floreali diamantini,: Tale ornamentazione   è il pregio ed il  fregio, ampliato, di una fascia duplice nella prima sezione, e unica nella seconda, che è conclusa invece da un kumba( o kapota?. Tali fasce compartiscono a loro volta le due sezioni del pilastro nelle specchiature di rombi diamantini.  Tali rombi  dilatati ,  campiscono  gli stessi badhras,  i loro stipiti ei pilastri badhrakas, ricorrendovi, alternati a roselline,  tra i gathapallavas dei due vasi dell’abbondanza.
Nicchie simili , cui ne succedevano altre ai lati del frontone del sukanasaika, ricorrono nella kapili esterna del vestibolo dell’antarala, secondo una consomiglianza nell’eminenza devozionale tra badhra e antarala, che risale ai templi pratihara e che ritroveremo nei templi Chandella
Un capitello bharani, un kapota ulteriore  con gagarakas e takarikas e un kapota (o pattika )di nuovo a rombi e rosette con gagarakas si susseguono a costuire la varandika e negli upabadhras che affiancano il badhra centrale e nei karnas d’angolo precedono gli sringas di miniature tri-rathas  di sikharas.
All’altezza della base di tali sringas è  quindi la volta della varandika , composta , oltre di due modanature lisce- di pattika(‘?), kapota,_  dal ricorso successivo di più antarapatras  a rombi tra pattikas con jalakas patterns.
Ad un raffronto esterno con altri templi  Chandella edificati in granito,  il tempio shiva di Vias Badora  presenta affinità accentuate con il tempio Rahila di Mahoba,  non solo nella grandiosità della mole nell’elevazione e nel piano, che anche nel tempio Rhaila ha  due ingressi laterali oltre a quello frontale del singolo mandapa dell unico tempio, ma ancor più nella ornamentazione, le cui modulazioni sono identiche  in tutto il decorso del vedhibandha.
Sono particolarmente significative le particolarità insolite ad accomunarli del jalaka pattern  del kura- abitualmente liscio., e dei gagarakas del  kalasa del vedibhanda, che di solito è del tutto disadorno.
Inoltre in ambo i templi i rathas presentano rathas in cui  fregi di rombi e rosette intervallano rombi diamantini più cospicui, benché un recesso non intercorra a sezionarli.
( E una caratteristica che accomuna ambo i templi a quello di Badargaon  nel distretto di Tikamgarh, un tempio di transizione di estremo interesse: simile in piano ai templi Pratihara, giacchè non presenta alcun mandapa oltre il portico dell’ardhmandapa, ma sormontandoli per la elaborazione dell’adhishthana in unno zoccolo e un podio dove fa la sua decisa comparsa un karnika,  e affine ai templi di Vias Badora e di Rahila nelle rathas e nel ricorrenza ornamentale continua di rombi e rosette, negli stessi pilastri badhrakas,  e precorre o si assimila già ai templi di Khajuraho nel  suo sikkhara di cui diremo (che non solo raccorda allo slancio ascensionale dei propri lata quello dei rathas del jangha coronandoli ognuno di un proprio siringa, ma al petto ha aggrappata la tensione ascendente di un duplice uromanjari.)
Segue nel tempi Rahila a dare inizio già alla varandika una chaddya Kutha in luogo del capitello bharani ,  ugualmente con forte rilievo aggettante,   prima di3, 4 Kapotas successive con gagarakas e fregiate di rombi e rosette, come in vias Badora, . La differenza rilevante   che emerge a tale altezza è che per ogni proiezione nel tempio ha inizio il succedersi di una serie di sringas, proprio come nei templi Bumij ritenuti postumi a quelli stessi sandhara di Khajuraho.
Nel tempio shivaita di Baragaon il varandika è quantomai assimilabile a quello del tempio di Vias Badora in quanto in esso un sommario capitello bharani precede due kapotas con gagarakas e takarikas ed il fregio sul profilo di rombie rosette. e precorre o si assimila già ai templi di Khajuraho nel  suo sikkhara di cui diremo Solo che a tal punti a farsi precorritore o emulo retrivo dei templi di khajuraho il sikhara raccorda allo slancio ascensionale dei propri latas quello dei rathas del jangha coronandoli ognuno di un proprio siringa, ma al petto ha aggrappata la tensione ascendente di un duplice uromanjari.)





I templi Chandella così considerati precorrono sussistono al contempo di quelli di Khajuraho e ad essi sopravvivono,  in forme elaborate e scolpite solo geometricamente, corredate di statue solo nelle nicchie dell’antarala e dell’adhishthana al’altezza del badhra,  con una rilevanza assoluta di rombi, rosette, jalaka pattern, e palmette nelle sole trabeazioni, ma architettonicamente spesso più complesse e non meno monumentali, perché, con l’eccezione di quello di Baragaon, per questo più affine, dove si conservano unì’immagine di ganesha e di Chamunda nelle nicchie dell’antarala,  non erano finalizzati come i templi della capitale religiosa a una visualizzazione esterna  di immagini religiose, , il che richiedeva una linearità architettonica nel piano. In essi in piano è già presente un mandapa d’ingresso al  garbagriha, anche in forme gemine . o trigemine – come a  Sijari Makarbai-, quale è presente in precedenza solo in  Badari Patoh, oal contempo  in Notha,  ed in elevazione come non è attestato compiutamente che nel jarai Math, si sviluppa la conquista monumentale di un plinto e di uno zoccolo, che elevano a podio il vedibhanda in cui soltanto consisteva  il basamento dei templi pratihara.
I loro rathas e badhra senza ornamentazioni di statue sopravvivranno come una variante provinciale ai templi di khajuraho nella stessa Ajaigarh, mentre i loro sikharas costituiranno varianti  del semplice latina, o secondo la tipologia bhumi, in Mahoba, o secondo quella invalsa in Khajuraho.
Con una  considerazione finale.  Che agli albori del millennio coesistessero tipologie che si considerano per lo più  successive l una all’altra, o che ci si rifacesse, a tipologie e forme  aspetti costituenti del tempio hindu che ora ritroviamo solo a distanza, assemblandoli e ricreandone una sintesi monumentale superiore,  può sorprendere solo chi ignori o rimuova il dato che il più purtroppo è andato perduto, con la distruzione di tutti i templi di kannauj da parte di Mohammad di gazni,   dove presumibilmente si irradiava e coesisteva ciò che oggi e remoto nello spazio e nel tempio, e di cui templi tra i minori e più sconosciuti serbano gli indizi remoti


Antecedenti templi Sijari  con badraka senza rombi e rosette,
successivi Makarbai, tempio Ganesha ,  Chausat Yogini in Urvara, Chausat yogini in Dubhela vedi pilastri interni
verificare anche per la successione dei motivi nella trabeazione : palmette ardaratna o fregi triangolari, rombi e rosette.è cos’ in makarbai
karnika badagaon, rahila, makarbai , sijari, makarbai,( urvara), non compaiono nei templi di Dhubela

cui non si prestava il granito di cui erano composti.,





E’ ai suoi tempi che si può far risalire l edificio,  postdatando però il tempio che di Rahila,  è in onore , più che costituirne un’opera.  tra l’890 e il 910 d. c. A. D. o ad un’ epoca di poco posteriore.













Modanature di base bitha, cipika, ?,   pitha zoccolo due modanature lisce tra cui una intermedia fregiata di rombi floreali diamantini,

plinto un  jadya kumba, un karnika,  un kapota  ornato di gagarakas e di takarikas con un fregio di rombi
podio vedibhanda con un kura a scacchi o jalika, un kumbha com madhya banda e rombi, un kalasa insolitamente fregiato di gagarakas e takarikas, sormontato da kapota e pattika.
Pilastri-rathas, due sezioni in successione costituite da pattika con gagarakas,  cubo con rombi, pattika intermedia sempre con rombi, kapota conclusiva.
Capitello bharani, kapota e pattika prima dello sringa.
Verandika pattika kapota, antarapatra a robi tra due pattine a jali.
Makara per l’acqua, nicchie nel badra all’altezza del’adhishthana



Esse  risaltano rispetto ad altre intermedie poste di taglio. Quelle eminenti sono contraddistinte nella loro rilevanza / strutturalità fondamentale da uno sringa o sikhara terminale  in miniatura. . All’altezza della base di tali sringas si dipartono quindi le modanature del varandika, prima di ciò che rimane del solo nucleo interno dei sikaras .

che ne anticipa presentano  due sezioni in successione costituite da pattika con gagarakas,  cubo con rombi, pattika intermedia sempre con rombi, kapota conclusiva.
Capitello bharani, kapota e pattika prima dello sringa.
Verandika pattika kapota, antarapatra a robi tra due pattike a jali.
Makara per l’acqua, nicchie nel badra all’altezza dell’ adhistana

Non solo, ma ad un raffronti puntuale la serie delle modanature appare in tutto e per tutto identica a quella del tempio Rahila di Mahoba, preludendo a una similarità più complessiva nell’ornamentazione, come già nel piano, che anche nel tempio di Rahila  presenta due ingressi laterali oltre a quello frontale al singolo mandapa del tempio.
Sono particolarmente significative le particolarità insolite ad accomunarli del jalaka pattern  del kura- abitualmente liscio., e del kalasa del vedibhanda, che di solito è del tutto disadorno.
E’ ai suoi tempi che si può far risalire l edificio,  tra l’890 e il 910 d. c. A. D. o ad un’ epoca di poco posteriore.


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domenica 2 aprile 2017

Il nuovo capitolo del libro dell'amore di Mohammad

 Il nuovo capitolo del libro dell'amore di Mohammad
“Ora quale nuovo capitolo vuoi scrivere del libro dell’amore, mio Mohammad? Chiedo al ragazzo una volta che nella follia di M. , per lui pazza per amore, e nei contatti e litigi che di nuovo tra loro sono ripresi più frequenti che mai, hanno trovato puntuale conferma le rivelazioni e le predizioni dell’astrologo che Mohammad aveva contattato tramite il mio cellulare , ossia che non era lei la ragazza che si baciava con un altro al luna park, e che il presunto amico gli aveva fatto intravedere a distanza, e che tutto sarebbe reiniziato tra loro più intenso che mai.
“ Un nuovo capitolo intitolato che l’amore dà nuova vita, e nuove chances”, come ne festeggiava l'inizio Mohammad, dopo che per amore .il ragazzo aveva tentato di togliersi la vita, ora avvelenandosi, ora impiccandosi, emulando nei suoi atti di estrema disperazione la ragazza stessa, che appena il giorno prima aveva riprovato a tagliarsi le vene...
Ieri sera Mohammad ha potuto riconsegnare alla vista di lei il suo volto incantevole, ricevendone in dono un orologio con le cifre tutte spostate in basso nel quadrante, Oggi, poi, dopo avermi trasmesso dei libri di seconda mano per il nuovo anno scolastico di Poorti che si sono rivelati del tutto inutili, essendo altri solo nella confezione e non meno stupidi i libri di nuova adozione,- non un concetto, non un ragionamento, tutto all insegna della nozione, di quale sia il più grande degli animali terrestri e il più piccolo cane del mondo, del più visitato e del più di successo di idoli e siti mondani, - con il mio sovvenzionamento Mohammad ha potuto assicurarsi l' affitto della baracca che sarà l ulteriore spaccio di lassi e di the del padre, ritrovando con questi il sorriso ed un sollievo economico..
Nei suoi desideri fantastici Mohammad sa di condividere con la ragazza una corsa che appare impossibile contro il tempo e gli obblighi di casta che con il suo assillante decorrere in India fatalmente s'impongono, tramite una spietatezza delle loro stesse famiglie e dell'ambiente in cui vivono che si rivelerà di una crudeltà efferata, sa che il loro amore potrebbe adempiersi solo se entro tre anni egli trovasse il modo di presentarsi a casa di lei scintillante di oro e di successo, sfoggiando il lusso mediatico d’auto rombanti , di vestiti e di gioielli, ma per ora può tornare al sonno notturno e a respirare a pieni polmoni, ad un futuro da trascorrere anche a me accanto, in una Khajuraho che voleva soltanto lasciare a tutti i costi, per una Kanpur che è tornata a fargli paura e a profilarsi per lui inauspicabile, oltre che per l'irreperibilità di un lavoro, per le agitazioni che vi si riprospettano tra hindu e muslim, e l imperversare delle anti-Romeo squads, le ronde di polizia e che vi infieriscono contro chiunque che anche solo a distanza o sia pur vagamente sembri volere importunare qualche ragazza, anche solo per come è vestito o acconciato, o per i modi in cui si atteggia. Meglio sarebbe stato, si è obiettato, battezzarle AntiKrishna squads, visto che Romeo non amò che la sola Giulietta, mentre il Dio fu un autentico "eve teaser", parola di un avvocato, Prasant Bhushan, che avrà modo per questo di cadere in disgrazia e di finire tradotto in Pakistan.
Ma se così si è schiarito l'orizzonte di Mohammad, nubi si addensano in quello di Kailash.
Tutto ieri è stato in meditazione ed in preghiera lontano da casa presso un santuario di Hanuman, in preda all’angoscia di quanto la sua mente vacilli e si sia fatta debole, e tema il futuro più di quanto mai prima, i 5 6 laks dei costi del matrimonio di una Poorti che è ancora bambina, per le leggi di casta anche per lei ineludibili, inesorabili, mentre non ha una rupia nel suo acconto in banca, e con il negozio, o l’autorickshaw, non riesce a raggranellarne che una miseria in più giorni.
“ Quando la mia mente è così, mi ha finalmente confessato nella sua impotenza sconsolata , mi chiede sempre di più soltanto di dormire e di bere”.
Sono così cessate le sue ultime reticenze, nei miei riguardi , nel confessarmi quanto fino a sei mesi or sono si ubriacasse, non solo saltuariamente, il che ne faceva agli occhi dei più in Khajuraho un alcolizzato inaffidabile. Una  riprova dolorosa e mortificante si è avuta  quando ci siamo recati dal dottor Khare, ed anche i sintomi che avesse dolori articolari al collo e al braccio destro, - in realtà per come da mesi si sistema a dormire di pomeriggio nel negozio avendo un seggiolino in luogo del cuscino-, sono stati interpretati dall’assistente del medico con un chiaro gesto e il riso più volgare come un sintomo di quanto egli alzi troppo il gomito.
In realtà in Kailash l alcool abbrutisce le disposizioni patologiche primarie di una mente che la psichiatria catalogherebbe come affetta di schizofrenia paranoide, ma tant’è , per l’intelligenza popolare indiana ogni alterazione mentale è solo uno stato di ubriachezza, e solo i debiti e le delusioni per una donna possono lasciar intendere che uno si tolga la vita, come la religione è solo e nient’altro che i suoi rituali,  e la paura di che può succedere in futuro o che possano un giorno andare male i propri malaffari, su cui speculano  brahnmini e mahulana e preti di ogni sorta.
Sta di fatto che da quando Kailash, sei mesi or sono, come ha promesso al Monkey GoD, ha smesso definitivamente di bere, non si verificano più dramas o scene spaventose in famiglia, lui non si fa mostruoso e grottesco con la moglie e con i figli, la nostra vita trascorre in una gioiosa serenità tranquilla, e bastano meno rupie per le spese di ogni giorno, anche se affitti, luce, acqua, gas,  costi della scuola incombono quotidianamente.
Solo che sotto un malanimo ostile e scostante nei miei confronti,  egli cela ancora tutta la sofferenza di dovere dipendere da me, anche per la sua affidabilità economica relativa, data  la sua assoluta incapacità di risparmiare nulla di quello che si trovi in tasca o sul conto , e mi obbliga a non essere mai rannuvolato o angustiato nel mio atteggiarmi, perchè il vedermi afflitto riattiva in lui la sofferenza di dovermi fare soffrire, per tutto ciò di cui mi privo e che non mi consento per il suo sostentamento e quello della sua famiglia.
Ed ancora io non ho smaltito, dopo la sua rivelazione finale, il disgusto per tutto il denaro finito in whisky di cui ha privato me e i suoi figli, mentre seguitava ad accusare me di pensare solo a me stesso e di speculare su tutto, in quanto gli lasciavo ogni giorno, con il sospetto o la certezza interiore che non fossesro olo dicerie o esagerazioni /fosse vero/ tutto ciò che si diceva sul suo conto, e che dovessi piuttosto ridurre ulteriormente la sua spettanza, per precludergli ogni possibilità di accesso al bere, insieme agli amici che in mia assenza hanno trasformato il negozio di handicrafts in un ludo-club in cui bivaccare
 Alla luce della antecedente ubriachezza cronica di K di cui sono ora assolutamente certo, ancora più rivoltante mi appare la condotta del fratello, che benché ne fosse ben a conoscenza, per avermelo detto, senza che io volessi prestargli realmente e integralmente fede, e ben sapesse a che eccessi potesse giungere K,. quando lo interpellava al telefono e trascendeva in urla dissennate, ha distrutto ogni possibilità di concorso economico di K all’aiuto che gli recavo, ha calpestato tutto ciò che un forestiero e nessuno della sua famiglia faceva per lui, ciò che di Kailash era il prestigio, per mera  rivalità  mimetica facendosi acquistare a sua volta da altri un autorickshaw, il che non ha consentito più a K. di potersi spartire gli utili dei seight.seing dei turisti dell'hotel dove il fratello era addetto alla reception, e poteva inoltrargliene la richiesta.
Da parte di K, per parte sua,  nemmeno un sorry, a scusa di quanto mi ha inflitto come ai figli e a sua moglie.

Nè alla luce di quanto mi diceva e mi rivelava che avevo dovuto e dovrei ancor più condonare a lui stesso, si è intenerito in nulla nei riguardi di Mohammad, per i furti e gli ammanchi che sospetta non a torto che perpetri a mio danno, al tempo stesso che dice che sono il suo angelo o il suo dio, la sua spina dorsale e il suo bastone, che  non sopporta che debba perdonargli a sua volta. Mohammad persistendo imperterrito benchè avevse  piena intelligenza, con accenti di perfidia, di ciò a cui mi esponeva, quando la gelosia di K nei suoi riguardi aveva modo di rivoltolarsi contro di me, nella riprovazione  di come con il furto o non andando mai a scuola, il ragazzo contraccambiava il sostegno agli studi che gli recavo comunque,  il ragazzo non solo denunciandomi le volte che lo aveva visto bere con altri sull'autorickshaw, ma chiarendomi che se le crisi mentali di K. avvenivano puntualmente nei giorni di sabato o martedì, sacri ad Hanuman, era per l'astinenza cui era costretto, e non già per la permalosità scimmiesca del dio di fronte a qualche sua trasgressione rituale.