martedì 13 dicembre 2016

Ed ora, amico mio, riscrittura

Ed ora, amico mio,
Che qui invecchio solitario e nel freddo
Tra  (i) cumuli intorno di parole nei libri
Senza che a farmi compagnia sia più la certezza
Di ricongiungerci  ancora
Di nuovo insieme dove come  cala  la sera su giochi ed attese
Il gelo del tuo attaccamento incubi/ingeneri
 La tua  gelosa follia

Il residuo calore che avventura ancora  i miei anni
Oltre l’attendere qui solo la  la morte nel passare dei giorni 
Ora in me è  l’amore che in me  di te crepita, mio caro,
Per quanto so che sei perduto se non ti sostengo,
Per quanto tu in me confidi benché di me
Tutto tu sappia.

Mentre senza di te qui il mio dolore è tale e tanto
Che la gabbia di stenti  è il suo imprigionarsi,
Che disperando di ritrovarci 
La mia veglia cerca solo l’addormentarsi e il morire  
Nel sogno di te.


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