domenica 7 aprile 2019

Un Ghazal di Mirza Ghalib


Il mondo non è che un campo da gioco di  ragazzi, al mio cospetto
Il giorno e la notte sono  il consueto spettacolo,  al mio cospetto.
Il trono di Salomone è per me un gioco perditempo,
Idem il miracolo del Messia,  al mio cospetto
Per me tutto il mondo è un vano accento,
Non c’è sostanza che non sia l’ illusione di un’idea, al mio cospetto.

L’intero deserto del mondo per me si cela nella polvere
Anche il fiume struscia la fronte sulla  sabbia, al mio cospetto .
Non chiedermi quale sia il mio stato, al tuo apparire,
Considera quale sia il tuo, al mio cospetto.
 Dici il vero- mi riguardo e mi  do lustro- e perché  mai altrimenti
Se un idolo con il sembiante di uno specchio siede al mio cospetto
Attieniti allo stile di rosa fluente dal mio dire
e lascia che qualcuno ponga il boccale di vino al mio cospetto.
Trascorre l’insidiarsi del disgusto,  in me è trascorsa ogni sorta di gelosia,
perché io dovrei dire:” Non fare il suo nome al mio cospetto?”
La fede mi  trattiene,  l ‘incredulità mi  sprona,
la Kaba è retrostante, la Chiesa al mio cospetto
Sono un amante, ma  che fatalmente si disinganna su chi ama,
Laila stessa diffama Majnun al mio cospetto.
Siamo felici, ma non  si muore felicemente nell’unione,
della brama della notte della separazione giunta  al mio cospetto.
Un unico mare Rosso di sangue si va  intorbidando,  appena  uno abbia qualche pretenzione
Vedi che cosa di buono ora giunge al mio cospetto!
Benchè la mano non possa  più muoversi, eppure, hanno ancora umore di vita questi miei occhi,
lascia la brocca e  il bicchiere di vino al mo cospetto.
Egli condivide la mia vocazione, il mio bere
E i miei segreti,
Non condannare  Ghalib, per me  egli vale quanto basta
Al mio cospetto.


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