domenica 21 ottobre 2007

Dussehra









Mentre i suoi bambini sono presso i nonni, nel villaggio natio, per la festa di Dusserha questo pomeriggio K. si è recato al ponte che supera il fiume che precede il parco di Panna. Quando me ne ha parlato per telefono, era ancora eccitato per le celebrazioni ed il concorso di folla. A causa della secca degli altri corsi d'acqua nel territorio, i devoti e gli spettatori erano accorsi da Panna, da Khajuraho, fin da Chhattarpur, per immergervi le statue di Durga.
Almeno duecento e più, a suo dire, i simulacri della dea che aveva visto allineati a riva...
prima che scomparissero in acqua secondo il rito di cui in questi giorni mi sono reso partecipe rivedendo le immagini nella sequenza dell'esordio di "Devi", il film mirabile di Satyajit Raji


Tutto il ponte era gremito, mi ha raccontato il mio amico, ovunque era uno spettacolo, danze, musica, bancarelle, puja e offerte alla dea...
"Many, many crowd..."
Ma oramai tutto aveva volto al termine, mentre me ne parlava, accanto alla moglie che gli aveva preparato la cena al suo rientro tardivo, e la solita quiete notturna era già alta in Khajuraho. Domani tutto ritornerà come prima, " quiet, very quiet", prima che tra venti giorni già si ravvivi in India ogni villaggio e sia ancora festa, che in ogni casa si accendano le luci per Diwali, in attesa della venuta di Laksmi anche per il suo nuovo bambino.

martedì 16 ottobre 2007

Anitre al largo, di sera

Qui ancora, tu vivi,
gracidano le voci
a cui ritorni


2005

Navaratri




16 ottobre 2007



L'estate sta sopravvivendo a se stessa, estenuandosi in un incantevole autunno, la cui serenità, di un azzurro profondissimo, trama crepitante il fogliame degli alberi, di cui la luce soffonde le opulenze vegetative, cedendo ogni sua crudità ai primi nudi profili di rami e di tronchi.
E' imminente una perturbazione che precipiterà, a giorni, la meravigliosa sospensione estiva in un inverno anticipato, ed io non intendo che l'animo ne anticipi l'arrivo alterandosi per le contrarietà che lo inquietano, voglio piuttosto, in tale grazia luminosa, assaporare i frutti tardivi delle gioie che mi concedono le circostanze presenti, le amicizie che vivo, gli impegni intrapresi.
Dalla Cina dopo più di due anni ha ripreso a scrivermi Appel Wang, di ritorno dal Giappone.
Le chiederò, quando le risponderò di nuovo, come abbia trascorso il festival di metà autunno, lo scorso settembre, quando a metà dell'ottavo mese, del calendario cinese, la luna è al suo massimo splendore
Credo che la stagione sia più inoltrata nel remoto Oriente, se in Jilin Peter già si lamenta di quanto faccia freddo.
In India, a quanto mi viene dicendo Kallu, una lieva frescura mitiga la calura, ch'è ancora infestata di mosquitos, della festa in corso di Navaratri,
le nove notti in cui si celebrano le nove manifestazioni e parvenze di Durga,


















































la Dea Madre ch'è lo Spirito di Sapienza in cui il Verbo si fa operante nel mondo.





























In tre templi, ogni mattina alle cinque, Kailash ora si reca a pregare ogni giorno, fino a che sia Dussehra, nel tempio di Durga ch' è presso l'aeroporto di Khajuraho, nel vicino tempio di Shiva, nel tempio di Durga ch' è accanto a casa sua, per assicurarsi il "good kharma" che ne faccia il degno padre dello small baby oramai nascituro. E potere raggiungere il Nirvana e trovarvi la Vacca, anzichè il Cobra, che lo faccia rivivere in un'esistenza migliore.

"Sto cambiando tutta la mia vita. Ho bisogno per questo di sempre più "good Kharma", così Dio mi aiuta e dà un buon futuro a me ed ai miei bambini, potrò avere successo e denaro nella vita. Ma ho già " very good Karma". Il buon Kharma che Dio mi ha dato un grande amico come te".
L'altro ieri, domenica sera, gli ho comunicato l'evento che ha talmente esaltato la mia felicità attuale, che nella "jungle" della boscaglia oltre i laghi della mia città, sia riapparsa nel fulgore festivo la carissima gatta che credevo già morta, poichè dallo scorso gennaio ne avevo perduto ogni traccia.
Quando gliene ho parlato, Kailash mi ha detto del cane randagio che gli fa festa ogni volta che si reca al villaggio, seguendolo dovunque.
"Se vado al lago mi segue al lago, se vado al fiume è lì con me, , mi segue fin dentro la toilet.
Egli sente se hai "good kharma. E se gli fai del bene, se gli dai del cibo, tu ricevi da lui "good kharma", ti può guidare nelle tenebre quando ti rechi al fiume".

E' così vivida la luce delle parole del mio amico, c'è in esse tanta fede e felicità , nonostante tutto, che voglio credere alla loro forza, riporvi la mia speranza, e fugarvi il tremito in cui il cielo della mia anima già si vela, la stagione mite ha la recrudescenza di un brivido, in un ansito, come nel mutamento che mi annuncia il mio amico non ravviso uno spirito reale di iniziativa, alcuna intrapresa di fatto, e non riesco aintravedere che il conforto, restando in attesa, di potere sempre più confidare in me, nell' aiuto di chi, come il suo "house's owner", sia con un cuore pari al suo.

martedì 9 ottobre 2007

Della monumentalizzazione delle civiltà orientali

Il amico Kallu ha assentito, sull'autobus che ci avviava al nostro addio in Jhansi, quando gli ho chiesto se non fossero che pietre, per lui, i templi della sua Khajuraho dove non si officiavano più culti.
Nel Tamil Nadu, in precedenza, ove gli antichi templi Pallava e Chola sono aperti al culto, alla mia domanda su quale dei templi che visitavamo preferisse, " tutti" mi diceva, oppure " entrambi, " nel caso di due templi che gli ponevo a raffronto, poichè in ognuno di quei templi officianti per lui c'è Dio.
Visitati quindi da solo anche i templi del Kerala e del Karnataka, le grotte shivaite di Elephanta, sulla via per Jhansi mi ritrovavo in assoluta sintonia con il sentire hindu del mio amico: nel senso che in Pattadakal o in Elephanta, in Khajuraho, e in Bubhaneshwar, i templi hindu sono pur anche magnifiche vestigia, ma che si rivelano inerti aneliti di vita spirituale, delle frigide sembianze, se sono stati svuotati delle loro pratiche di culto, della loro vivente realtà religiosa, per larvarli in monumenti artistici devitalizzati turisticamente, nelle oasi artificiali di parchi archeologici immacolati .
E' la china lungo la quale i templi di Hampi sono destinati a subire la stessa imbalsamazione che ha contraffatto i monumenti islamici dell' Uzbekistan, il cui restauro integrativo ne ha rivestito del suo smalto posticcio e delle sue protesi murarie artificiali le rovine superstiti, sicchè tali resti sono finiti irrecuperabilmente perdute nella loro storicità romantica, come è accaduto in Samarcanda della favolosa moschea di Bibi Khanum.

Pianto d'amore

Pianto d'amore,
risgorgano parole
a farsi canto

giovedì 14 giugno 2007

Una meraviglia ignota ai più





Non ne parlano i libri d'arte, le guide ne parlano al più come di una negletta meta di pregio, in Allahabad
Il Khusru bagh è invece una delle meraviglie moghul, in una verde oasi ove si de congestionano il traffico e il minuto commercio che prolifera ai margini del centro della città.
Basta procedervi e si è già addentro all' al di là di un paradiso islamico, nei taciti palazzi che ospitano la quieta ultraterrena dei loro signori defunti,








































il principe Khusru, la madre Shah Begun, la sorella Nesa ( Begum), in un dialogo dei loro spiriti che non chiede più che si dissuggellino portali e finestre, ma che liberamente traspira, tra le jali, dall'uno all altro dei palazzi tombali.
Ai primi di gennaio, il giorno seguente le nostre peregrinazioni nell' Ardh Mela, nonostante l'ora fosse già tarda per essere di rientro a Khajuraho durante la notte, ho implorato K. perché anch' egli lasciasse il vicino hotel per venire a vedere il paradisiaco giardino , dopo che fugacemente l'avevo visitato. Ed il tempo in cui vi si è dilungato, egli inoltrandomi nell' interno delle tombe a cui mi ero negato l'accesso, era il tributo tacito, in forma di indugio, della sua stessa ammirazione rapita.

mercoledì 13 giugno 2007

Afghanistan, tesori ritrovati



Per l'immaginario mitico della mia immaginazione storica, tutto era superbamente favoloso,di quanto era esposto nella mostra a Torino de I tesori ritrovati dell' Afghanistan!
Ritrovarmi di fronte alla pietra medesima fatta incidere dal filosofo Clearco in Ai Khanum, con dei precetti delfici trascrittivi alle estreme frontiere della civiltà occidentale, in terre di raffronto dell' ellenismo con il buddismo,un' emozione trascendente











"Sii un bambino ben educato
un giovane padrone di sé
un giusto uomo
un anziano saggio
Muori senza afflizioni."

La stessa denominazione dell' esposizione faceva per me irresistibilmente da pendant al libro di Flandrin intitolato Tesori perduti dell'Afghanistan, che credevo fosse l ultima parola su luoghi e bellezze di inconsolabile perdita.
Dunque, la successione di guerre terrificanti sul suolo afghano, la furia rapinatrice e devastante, trafugamenti e avidità criminale, vi riecheggiavano, a distanza oramai di sicurezza, come i mostri insonni da cui quel patrimonio immenso era stato posto felicemente in salvo, e nel magnifico sito museale, le meraviglie della globalizzazione d'antan, ove sensuosità femminili di avori indiani e freschezza di tocco i di vetri dipinti mediterranei, bronzi egizi e greco- orientalegggianti facevano splendida mostra della loro antica compresenza in un deposito di epoca kushana ritrovato in Begram, del 1 secolo d. C. -Ben lontano ora dagli affanni e dalle insidie della guerra,ugualmente il tesoro di Tillia Tepe, nella luce di cui sfavillava, ostentava altre, antecedenti mescidanze cosmopolite, presso le stesse popolazioni nomadi scite o yuezhi in suolo afghano, fuse insieme ecletticamente nell'uno o nell' altro ornamento del corredo funerario di principi o principesse :















nell' identico fodero di pugnale la svastica indiana , il dragone cinese, si integravano con i viluppi di colpi di coda, di fauci voraci , di spirali avvolgenti, della vitalità del soprannaturale animalistico dell' arte greco scita delle steppe, accanto ad una moneta romana recante l'effigie di Tiberio imperatore, ad una moneta indica ove il primo Budda antropomorfo volgeva la ruota della legge, darmachackra, ad anelli con Atena intagliata, a fermagli con putti greco romani che si dilettavano su pesci fluttuanti, ad appliques di Veneri kushana con amorini in erezione, a fermagli con soldati loricati di armature greco-battriane, a fibbie da calzatura,con mandarini cinesi, itineranti , su carri mongolici di epoca han trainati dai più fieri dragoni, a pendagli di signori di leoni cornuti - come nell' Altai-in caffetano partico, con un tikka al centro della fronte alla maniera indiana.
E il silenzio in cui tutto quello splendore era stato sottratto alla disintegrazione di pallottole e di dinamite, alla devastazione di colpi di lame e di picche e versatoi, all'inclemenza di scoline e turbini deterioranti , era un commosso tributo in ogni lamina e granulo, e brattea, a Viktor Sarianidi, a chi le aveva dissepolte dall' oblio e riconsegnate allo sguardo dei volti e alla commozione dei cuori , sottraendole con lucidità e coraggio a mani adunche ed intenti efferati
Ma, folgorante, come un nembo di Zeus tramutatosi nel Vajira - gioiello buddistico di Vajirapani, in un' Ai Khanum - Signora Luna-ov'erano stati ritrovati entrambi, fondeva in uno passato e presente, l'inquietudine locale attuale delle genti rivierasche e la fascinazione paurosa di quelle remote genti trascorse, eppure cosi di nuovo vive e presenti, lungo i nostri corsi d'acqua come presso le acque correnti in prossimità delle Alessandrie che furono fondate in Afghanistan , l'agnizione del presunto delfino cavalcato da putti, in più coppie di fermagli,con tanto di singolari barbigli, e squame, e pinna caudata,

nientemeno che nel siluro che spopola della fauna ittica i nostri fiumi come l'antico corso dell' Oxus,o del Kokch,, da cui traggono eccitazione e turbamento i pescatori d'oggi del Po, e dei suoi affluenti, come gli antichi pescatori erranti dell'Asia.