lunedì 8 dicembre 2008

come si vive ancora in India, come vivevamo noi

Prima parte


Cerco di illustrare a mia madre quanto sarebbe bello per lei ritrovarsi in India, perché nelle stesse campagne del Madhya Pradesh, dove vive il mio amico, ritroverebbe il mondo in cui è cresciuta, ed è è stata bambina, fin anche l'aratro ancora trainato dai buoi. E mia madre " Non mi meraviglio , per quello che mi racconti, di come vivono in India. Ho settanta sette anni e nella mia infanzia si viveva così, anche da noi, nelle campagne del Mantovano, con le cose utili che ti servivano, ma niente di più, niente di superfluo: un paio di scarpe per l' estate e un paio per l' inverno, tanto gli uomini che le donne, i vestiti erano un abito pesante per l' inverno e uno leggero per l'estate, ma non di più, e li indossavi solo le domeniche.
( Le avevo raccontato come abitualmente in India si usino ciabatte di plastica, senza indossare le calze, e che quando io e Kailash siamo partiti per il Nepal, lui aveva dovuto chiedere in prestito un paio di scarpe al fratello, non avendone alcuno. Le ho detto anche come ne " La tigre bianca " Aravind Adiga racconta di un uomo che non può entrare in un centro commerciale perchè dopo che le porte a vetro si erano aperte, " L'addetto alla sorveglianza l'aveva fermato. Indicava col bastone i piedi dell'uomo scuotendo il capo: l'uomo aveva le ciabatte ai piedi. Anche tutti noi autisti avevamo le ciabatte. Ma quelli che avevano accesso al centro commerciale avevano tutti le scarpe"( pg.107)).
"Le scarpe le portavi solo se andavi via, in piazza, al mercato, da qualche parte, come tornavi a casa te le levavi, per paura di sprecarle.
( Magari) D'inverno portavi tutti i giorni gli zoccoletti di legno per ripararti dal freddo e dall acqua, e a marzo cominciavi ad andare scalza perché c'era già un clima primaverile, fino all' autunno, finché non cominciava a fare freddo, avevi per questo sempre i piedi rovinati, perché inciampavi e le strade non erano asfaltate.
Le calze le cominciavi a mettere a novembre, erano sempre confezionate in lana di pecora.
D'inverno ti coprivi con qualche maglia anch'essa in lana di pecora, con gonne fatte di stoffe che recuperavi da qualche abito vecchio. Le maglie, di sopra e di sotto, si facevano co la lana di pecore allevate da noi, tutti i giorni ti mettevi degli straccetti, abiti fatti in casa con dei tessuti vecchi, solo qualche volta ricorrevi ai sarti, anche se in paese c'erano molte sarte che confezionavano abiti. Per gli abiti di lavoro di tutti i giorni si prendeva della stoffa ordinaria, tela, che comperavi al mercato, cercando sempre di spendere per il vestire il meno possibile, questa era la gran storia.
Mia madre, osservando le fotografie di Adjay, Purti, Sumit, i bambini di Kailash, aveva colto quanto siano belli, ma sempre gli stessi, gli abiti che indossano, ed io le avevo ricordato che quando io e Kailash siamo partiti con Adjay per fargli conoscere le scuole del Progetto Alice di Valentino Giacomin, la mattina del giorno della partenza il bambino ha dovuto stare a casa da scuola, perché gli abiti che gli sarebbero occorsi, in mancanza della divisa della scuola che non gli era ancora stata fornita, erano gli stessi che gli servivano per quel breve viaggio, ed erano ancora stesi ad asciugare al sole durante le ore di lezione.

In dvd mia madre ha visto com' è la casa di Kallu, nel suo villaggio, l'andito d'accesso sovrastato dalla spianata dove le sementi sono stese ad asciugare, due camere ai lati dell'andito d'accesso, con una lettiera per gli ospiti, la camera da letto dei genitori, il cortile con la piantina di tulsi e le statuine delle divinità tutelari nel terriccio della colonnina portante, due forni di cottura all' aperto, i vani uno più oscuro dell altro dove sui ripiani ricavati nei muri sono riposti attrezzi, suppellettili, granaglie, ortaggi, la scala che reca alla stanza di letto di Kallu e di sua moglie e i suoi bambini, quando fanno ritorno al villaggio. Niente acqua, gas, la luce elettrica solo la notte.

" Invece la casa di noi contadini , riprende mia madre, al piano terra era composta da una cucina grande, che conteneva un focolaio, una stufa a legna, un tavolo, delle sedie, una credenza per tenere i piatti. Non c'erano sale da pranzo, soggiorni.

Nelle camere gli ornamenti erano miserie, sulle credenze, in cucina, sui comò, nelle stanze da letto, si metteva qualche foto di persone che non c'erano più, dei vasi di fiori raccolti in campagna, nei giardini di fuori, mentre in mezzo alla tavola si metteva un vassoio con i bicchieri e una bottiglia di vino, fatto da noi nelle cantine, per chi tornava dal lavoro nei campi.

Per le sedie venivano giù dalle montagne i seggiolai, ti facevano la loro struttura in legno, te le impagliavano, sedie grandi, sedie piccole.

Al piano superiore c'erano poi le camere da letto, le famiglie tradizionali di una volta erano numerose, padri, madri, le suocere, i figli con le nuore, i loro figli, di camere ne servivano anche quattro, erano camere grandi, ma spoglie, senza riscaldamento, con grandi finestre, freddissime d'inverno. Oltre ai letti c'erano solo un armadio ed un comò per la tenuta degli abiti . Per riscaldare il letto si usava il marchingegno chiamato "prete", si metteva nel letto uno scaldino con delle braci che si raccoglievano dal fuoco del camino, coperte con la cenere.

Ci coprivamo nei letti con delle trapunte fatte in casa, di ovatta di cotone, non di lana, erano solo pesanti, non tenevano gran caldo. Ricordo sempre che mia madre mi teneva addosso dei paletots.

Non c'erano nemmeno i materassi che si usano adesso, si riempivano delle fodere con delle piume di gallina, un' altra sacca con dei cartocci di granoturco"

Lei ha ben presente , dicendomi questo, come solo dagli inizi di quest'inverno la famiglia di Kailash disponga di materassi, oltre a una lettiera , ed abbia smesso di dividersi nel sonno tra tale lettiera e le coltri stese sul pavimento,- fino ad allora, sulla lettiera, dormendo abitualmente la moglie e i figli maschi, sul pavimento Kailash con la piccola Purti.

Credo che Adjay abbia dormito per la prima notte da solo, in un suo letto, quando si è sistemato nella cuccetta del vagone del suo primo viaggio in treno, da Satna a Varanasi.

"Anche ai miei tempi, fino a tre o quattro anni si dormiva nel letto dei genitori, poi si provvedeva a un lettino, un mezzo letto per noi bimbi".

(..A cominciare da quando sono nati i miei fratelli, continua mia madre, sono stata messa in un mezzo letto accanto a quello del nonno, nella sua camera, ed ho dormito nella camera del nonno fino a quando mi sono sposata.

(

Al secondo piano c'era poi il granaio, dove venivano portati frumento, frumentone, patate, tutta la roba che veniva coltivata dalla terra e che si raccoglieva in campagna.

after Mumbay attack















Sui miei appunti di viaggio nel Ladak, a Srinagar , nel 2008
http://www.odoricoamico.it/diario%20india08/index.htm

"Ora è tutto calmo, al telefono mi diceva ieri Kailash, a proposito della situazione in India dopo le bombe di Mumbay , ora la preoccupazione comune è come finire di perdere denaro, l' afflusso di turisti stranieri, dopo che tanta gente ha perso e seguita a perdere la vita.
" Ieri, sul pullman che veniva da Satna c'erano solo due turisti" in arrivo a Bamita per recarsi a Khajuraho, dove Kailash era ad attenderli invano per l' hotel per il quale lavora.
Ma lo stato di quiete è è la calma timorosa del prossimo attacco, in chissà quale stato o città santa o grande centro dell India.


Il mio amico era appena rientrato dai festeggiamenti per la vittoria schiacciante del candidato locale del Congress Party, all'Assemblea legislativa dell Uttar Pradesh,
- quante bancarelle presso i templi di Khajuraho- e non ha accolto con particolare entusiasmo la notizia che l 'intelligence pakistana aveva tratto in arresto la mente organizzatrice degli attentati in Mumbay, Zaki-ur-Rehman Lakhvi, del Laskar-i-Toiba, secondo le confessioni dell'unico sopravvissuto del comando suicida.
" I pakistani non fanno niente, -ha detto sarcastico- non danno un buon aiuto all'India, si sono mossi solo perchè glie l'hanno richiesto gli americani, per la paura che accada in America quel che succede in India, nel Pakistan".
La settimana scorsa mi aveva anticipato la notizia degli attentati sanguinosi di Peshawar, e fin dal primo giorno mi aveva ricordato le analogie tra gli attacchi al'Oberoi, al Taj Mahal hotel, in Mumbay, e gli attacchi al Marriot in Islamabad, quindi, guiorno dopo giorno, mi aveva informato dello stillicidio dei ritrovamenti di bombe inesplose in India,come a Nagpur, della prosecuzione degli atti di violenza nell'Assam
Ma dominava le nostre parole, ostante tutta, la tristezza di Kallu di seguitare a rompere i suoi principi, se accettava il mio aiuto monetario per gli orecchini d'oro di Bimla, per la festa di fine anno di tutta la sua famiglia, con Purti, Adjay, Sumit, all 'Oberoi hotel di Khajuraho,












































il mio sconforto di renderlo sempre più scontento della sua vita, quanto più cerco di allietargliela e di renderla agiata e bella, la consolazione della comune consapevolezza, che rasciugava le mie lacrime, che oramai solo indissolubilmente uniti, " with connection", possiamo fargliela, e realizzare e avere good Karma.
Ne è il riscontro, secondo il mio amico, come seguitiamo a risollevarci a vicenda, l' uno aiutando l 'altro a tornare felice quando lo sa triste.

lunedì 1 dicembre 2008

" Il senso della vita?"


" Il senso della vita?" mi batteva forte il cuore" Il senso della tua vita è che se tu muori, chi mi paga le mie tremila cinquecento rupie al mese?"
Leggevo le pagine folgoranti della Tigre Bianca , e la mente ricorreva a Kailash, all'apprensione che c'è in ogni sua raccomandazione di avere cura della mia salute quando ci lasciamo al telefono.
Ritornava, nelle vicende seguenti, la metafora della Stia per polli entro le cui Tenebre i poveri d'India sono ingabbiati dalle loro famiglie, e sentivo dibattervi le nostre sorti.
" Odiamo i nostri padroni dietro una facciata d'amore, oppure li amiamo dietro una facciata di odio?"
Per quanto ti amo io sono disperato, mio caro Kallu, perché più ti amo, e più ti dono, meno ti rendo libero e uomo, e ti nego il destino di essere il padre che da un futuro ai propri figli, assicurandogli io pressocchè ogni cosa al tuo posto.
Non è meglio, Kallu, che voi siate più liberi e poveri? Che tu piuttosto ritorni al villaggio, alla miseria di quanto poco potrai offrire loro, ma in virtu del tuo solo cuore e del tuo solo lavoro? Ti costasse il ritrovarti a dormire al freddo tra lamiere e cartoni, sotto un cavalcavia di Delhi in costruzione?
Quanto tu sei arrivato ad odiarmi, durate i nostri ultimi viaggi, a non tollerare nemmeno di guardarmi, per la mia incapacità di renderti da me indipendente, anzi, perché in quanto più tentavo che tu lo diventassi,invece ti irretivo/ vincolavo sempre di più, ch'era il motivo stesso per cui io soffrivo e tu mi accusavi di essere infelice, di avere una mente negativa, a bad mind, che improvvisamente intristiva.

La prima radice del nostro amor




Paolo e Francesca , Inferno, V



L'episodio di Paolo e Francesca è una delle espressioni letterarie più potenti della concezione cristiana, secondo René Girard, del peccato come contagio mimetico di un desiderio rivalitario.



" Ma dimmi : al tempo d'i dolci sospiri,
a che e come concedette amore
che conosceste i dubbiosi disiri?"
... Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto come amor lo strinse
soli eravamo e senza alcun sospetto.


Prima della lettura il desiderio originario di Paolo non preesiste che in potenza alla sua trasmissione imitativa, in quanto , in una versione maligna dell'identico procedere dell Amore che è glorificazione divina, - il Verbo della lettura in lui si incarna peccaminosamente e diventa passione che danna, allo stesso tempo in cui contagia Francesca ed è da lei imitato, e può rivelarsi a se stesso nello stesso grado in cui si ritrova in lei e può riconoscersi nella passione che in lei ha suscitato.
Amor ch'a nullo amato amar perdona
A imitazione si amano oramai l'una dell'amore dell'altro.
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso:
ma solo un punto fu quello che ci vinse
Ma in Paolo e Francesca la ragione non è ancora sommessa al talento del desiderio che è insorto; perché questo accada, perchè nulla più possa opporre al peccato ogni beatificazione stilnovistica della virtù d'amore, ed il peccato passi dalla potenza all atto, occorre un modello imitativo, irresistibile, cui immedesimarsi nella provocazione di un identico desiderio rivalitario, quello del bacio di Lancillotto e di Ginevra, che si fa l' oggetto di contesa del suo cavaliere e del suo re, così come Francesca è l' oggetto di una contesa rivalitaria tra fratelli.


Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu ' libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante"



La pietà conclusiva di Dante è la pietà per la debolezza della creatura umana di fronte alla potenza della essenza stessa del peccato, che li travolge nella stessa sua prima radice, il contagio imitativo di un desiderio che danna Paolo e Francesca per la esclusività oppositiva del suo oggetto, nella donna amata.


"Mentre che l'uno spirto questo disse,
l'altro piangea; si che di pietade
io venni men così com'io morisse.
E caddi come corpo morto cade."

lunedì 24 novembre 2008

the sound from the hearth












The sound
from the
heart
by
Valentino Giacomin



THE SOUND FROM THE HEART
Valentino Giacomin
Drawing: Clipart.com
By Farhang Atefi

Awakening Special Universal Education, Guroupur, Sarnath – Varanasi (India) – Email: valentino1@rediffmail.com – Web: www.aliceproject.info

Copyright 2008 - ASUE Alice Project
All rights reserved. No part of this book may be reproduced by any means without the permission from the publisher.














Good heart, good health, good environment
HeartMath, that was established in 1991 by Doc Lew Childre, has discovered that if someone has a coherent heart rhythm, it has a demonstrably positive effect on other people in close proximity to him or her (and the reverse is also true). Just think about how you feel in the presence of someone who is appreciative or caring, compared to being close to someone angry or frustrated.. That is: if your own heart rhythm is coherent, there is a greater chance that your environment will also behave coherently. That is: the health of your environment starts with your own health. That is: changing the world starts with you. McCraty explains, “With every heartbeat, information is supplied that affects our emotions, our physical health and the quality of our lives.” This means that feelings of compassion, love, care and appreciation produce a smoothly rolling—HeartMath calls it “coherent”—heart rhythm, while feelings of anger, frustration, fear and danger emit a jagged and capricious—”incoherent”—image. But this is more than a statistical difference. HeartMath’s research shows that a different heart rhythm leads to other chemical and electrical–even neurological--reactions in the body. McCraty says, “If you consciously shift your attention to a positive emotion, like appreciation or care, or if you allow your thoughts to return to the feeling of a cherished memory, your heart rhythm changes immediately.”
Harold Kushner: When you are kind to others, it not only changes you, it changes the world.


The story of Lin the young monk.



“Did you clean your room, fetch water for the monastery, cure the sick monks and care for the entire Universe?”
















“I cleaned my room, I fetched water for the monastery, I cured the sick monks, but I do not know how to care for the entire Universe!”
“This is your homework for today!”






















“Caring for the entire the Universe? What does it mean?”
Lin thought day and night.













He asked a senior wise monk.
“How can I care for the entire Universe?”
The old monk replied, “Read my book on compassion!”
“Please," asked the young monk. "Can I have your book!”
The old monk gave Lin the book.

















Lin opened the book, but it was totally empty!
“Where is the story?” he asked.
“It’s in your heart!” replied the monk, while he carried on writing.
“How can I read it?” asked the monk.
“By caring for the entire Universe!” replied the old monk.




















The young monk was baffled by the answer. He asked his Lord for inspiration. While he was meditating and praying, a cat entered his room and started to disturb him. Lin was annoyed and threatened the cat while he pulled it out of the room.

















Suddenly, the monastery gong sent an unpleasant sound throughout, all the way down to the villages and much further.
“Who is striking the gong in such an aggressive way?” asked the monks. “Lin is fighting with the cat!” explained the Master. “His gong – mind is making an unpleasant noise!”


















Lin tried to continue his mediation, but the came back. He yelled at it unable to control his emotions.
Again, from the monastery gong came a horrific sound, like the barking of a mad dog. The sound disturbed the mind of the monks, of all the people around the monastery and even farther away.


























The monks protected their ears from that dreadful noise.”What is happening now?” they asked.”Lin was not able to concentrate and now he is angry with the cat!” said the Master.


It was true. Lin was not able to concentrate on his meditation and he turned his attention to the cat. That was when he realized how skinny and skeletal it was!
He felt shame for his previous behavior and pity for the poor cat.


















“My friend, you need help right away. Come, I will give my lunch and I will cure you. I will not leave you until you become healthy and happy! ”


















The monastery gong now sent off a sound again but this time it was a nice, peaceful, pleasant sound.
“Lin is caring for the cat!” smiled the Master.



















Lin brought the cat outside the monastery. There he found many other cats and animals that needed his care and help. There were also beggars with tattered clothes and wounds all over the body. He was so deeply moved by the suffering of the animals and human beings that he prayed, “May all the suffering of the animals, human beings and ghosts of the entire Universe come upon myself. May all creatures find happiness and the causes of happiness. May I be able to free them from their physical and mental misery teaching them how to live in equanimity, free from attachment and aversion ! ”

The monastery gong sent a melodious, heavenly sound that astounded the monks, and made the villagers wonder about the miracle of such marvelous music that brought peace to the mind and gave strength to their bodies.





















“What is going on?” asked the monks and the villagers in wonderment.
“This is the sound coming from Lin’s gong-mind. He is caring for the entire Universe!” explained the Master.















The monks understood that when intention/actions come from the heart, the gong – mind produces a celestial melody that brings serenity and love to the whole Universe.
















Buddhist sayingIf you light a lamp for somebody, it will also brighten your path.
Lao-Tse, Chinese Philosopher:By the accident of fortune a man may rule the world for a time, but by virtue of love and kindness he may rule the world forever.
Paramahansa Yogananda: Kindness is the light that dissolves all walls between souls, families, and nations.
Mother Teresa: Kind words can be short and easy to speak, but their echoes are truly endless.
Zoroastrianism:
“Seek your happiness in happiness of all”

Matthew 22:37-39 CEV
“Love the lord your God with all your heart, soul and mind. This is the first and most important commandment. The second most important commandment is like this one. And it is,” Love others as much as you love yourself”
Satya Sai Baba
“There is only one religion; the religion of Love. There is only one language; the language of the Heart. There is only caste; the caste of Humanity.”
Judaism
"You shall not hate your brother in your heart . . . but you shall love your neighbor as yourself; I am the Lord." "The stranger who sojourns with you shall be to you as the native among you, and you shall love him as yourself; for you were strangers in the land of Egypt." (Lev 19:34).


Islam
"Human beings can live in blessing and kindness so long as they love each other, show trust-worthiness, and behave according to truth and fairness. Love is enduring and patient and kind. It judges all things with the heart, not the mind. And love can transform the most common place into beauty and splendor and sweetness and grace. For love is unselfish, giving more than it takes, being unconditional and unhampered by environment. Love never forsakes, it is faithful and trusting, truthful. It is guileless and honest and never deceiving. Love is Allah's Divine Gift." ("Islamic Digest")
Buddhism
"Never is this world appeased by hatred; it is only appeased by love - this is an eternal law." (Dhammapada, The Way of Righteousness - 3-5, 201).
Daoism
"Heaven would save those who have love." (By founder Lao Zi, Ch. 67).


A human being is part of a whole, called by us the “universe,” a part limited in time and space. He experiences himself, his thoughts and feelings, as something separate from the rest — a kind of optical delusion of his consciousness. This delusion is a kind of prison for us, restricting us to our personal desires and to affection for a few people near us. Our task must be to free ourselves from this prison by widening our circle of compassion to embrace all living creatures and the whole of nature in its beauty. - Albert Einstein
“If you want others to be happy, practice compassion. If you want to be happy, practice compassion.” - H.H. the Dalai Lama

My best friend, my indian brother










Oggi, per le strade di Khajuraho, al telefono Kailash era già di nuovo più che mai allegro e commosso, con i soldi in tasca per andare già a comperare le sedie e il tavolino per Adjay. Ho dovuto tradurgli l'e-mail che gli ho inviato stamattina, che aveva capito solo in parte .
" Insieme noi abbiamo good Karma,- mi ha detto ispirato, per quanto ne ha compreso- e insieme rinasceremo in un'altra vita"
"Kailash, my dear, my adorable friend, - dicevano le mie parole-.
Don't speak more that you are a nothing, because you cannnot give back me money.
You are my best friend, my happiness, all the beauty of my life, what the most rich people cannot buy spending all his money-
For my help I ve asked You only one thing: To work giving good example to Adjay, to your children, like barber, or in Hotel Harmony, even if you take litttle money.
It isn't easy.
And you take care how much is it possible, for you, of your family.
This is your very good Karma, your best remuneration for me.
You have only to be happy, enjoying what you can obtain by my aid.
The best for me, is the thought of Bimla sleeping with Sumit and Adyay on confortable gadda, of Adjay studying better on a writing table or going happy by bicycle.
That it s the good Karma. You are already a man of the highest principles
My best friend, my indian brother, Kallu Kailash, life of my life.
Odorico"
" Ma un giorno tu potrai dormire in una mia casa", ciononostante si è sentito ugualmente)d i dovermi dire nel salutarmi

domenica 23 novembre 2008

A nothing


Nel corso della nostra telefonata odierna, ci eravamo intrattenuti a lungo, ridendone, sulle possibili resistenze di Bimbla a dormire in hotel, o a pranzare in un ristorante, quand'anche sia effettivamente d' accordo di venire anch'essa ad Agra con tutta la famiglia, e su come sia possibile tentare di allentarle già in un loro prossimo pellegrinaggio a Citrakut, dove essi tutti si recheranno a dicembre o a gennaio, prima o dopo Natale, per spendere di meno che durante le festività.

E a lungo mi ero preoccupato che si accertasse
che Adjay non soltanto ogni giorno andasse a scuola, ma che imparasse sempre di più a leggere e a scrivere, che verificasse se poteva iniziare a leggere i libriccini di favole, se non ancora il Ramayana o il Mahabaratha nella versione per ragazzi.






















E stavamo parlando di come il mio amico potrebbe spendere i soldi che gli invio, in un primo tempo per delle sedie, per il tavolino per scrivere di Adjet e per la bicicletta che il bambino gli chiede da tempo,
quindi per una lavatrice che allevi le fatiche di Bimla, soprassedendo, fin che non vive in una sua casa, all'acquisto di un climatizzatore per stanza. - eppoi i suoi bambini entrerebbero e uscirebbero in continuazione dalle varie stanze, provenendo dal cortile esterno o recandovisi , e la loro salute ne risentirebbe, quando il mio amico è precipitato in un abisso di tristezza

" I m a nothing, sono niente, tu mi dai, mi dai, ed io.... ma quando io avrò a god job", un buon lavoro, smetterò di ricevere da te e potrò darti a mia volta, la mia vita ora non ha good karma,
io non vivo secondo buoni principi.... ma allora potrai vivere nella mia casa, e quando sarai vecchio il mio Sumit potrà darti un aiuto a camminare..."
Sconvolto, gli ho detto di non parlare più così, che è molto di più quello che mi dà di quanto lui possa ricevere da me, talmente siamo amici, che oramai i suoi bambini sono i miei bambini, i miei nipotini, mi sono corretto- ", my "poti"", è così, no, che si dice in Hindi?
Certo, che sono oramai un membro della sua famiglia...
E dire che potevamo essere così felici di noi, quando quindi mi ha detto che in televisione erano apparse, in un documentario in inglese, le immagini di Manali, di Leh, e che aveva potuto dire ad Adjay che vi era stato insieme con Odorico, ove comparivano immagini di monti, di ghiacciai, degli alberi di mele nella Kullu valley.Ma sono scoppiato in lacrime, al termine della sua telefonata, e ancora ne piango, ripensando al senso delle sue parole infelici, che quanto più faccio per lui, per amore, più lo rendo inevitabilmente infelice di se stesso, rendendolo sempre più dipendente dal mio aiuto, quando vorrei proprio, più che ogni altra cosa, che grazie ad esso ne avesse sempre meno bisogno.
" A good job", e come? e quando? in quel mondo di vita, in virtù di che cosa che sappia fare?
Dunque non lo è, un buon lavoro, quello di barbiere che abbiamo ricercato insieme...
E 'riemersa l' infinita tristezza che ci aveva sconsolato in Sarnat, quando in stanza mi ha detto di essere " a very bad person", davvero una brutta persona, per tutto quello che mi faceva spendere per lui, nel volerlo e nell'averlo al mio fianco nel corso dei miei viaggi.
Credevo, piuttosto, che a renderlo così triste fosse il motivo per cui aspettandomi all esterno, cessata la pioggia torrenziale, mi aveva visto deprimermi al ristorante, scuotendo io il capo, nel vano sforzo di separarmi da Adjay, perché non vedesse che ancora una volta pagavo anche per suo padre.
Sapessi quante volte, mio adorato amico, tu rattristandoti anziché gioire di ciò che ottenevi da me, della vista dell'Everest o dell incontro di tre Oceani in Kaniakumari, la mia mente si è indurita di dolore, sentendovi il tuo odio della mia intollerabile presenza, in cui si mutava lo scontento di te stesso, di dovere tutto al mio aiuto.
" Stai attento, abbi cura del tuo corpo", soo stati poi gli ultimi suoi avvertimenti al telefono .

( Le immagini sono tratte dalla illustrazione di Farhang Atefi di The sound from the hearth di Valentino Giacomin)