martedì 22 febbraio 2022

Si ricorda che per salire sui treni

Si ricorda che per salire sui treni è obbligatorio avere il Supergrenpass rafforzato e indossare la mascherina ff ppp Ed al treno merci che sfe rraglia/ anzichè del futuro di chi non può salire/lo stridio dell'avvertire ti riporta , delle loro vite,/ a quei vagoni merciu di sterminio

Sono io un uccello senza più ali / se solo si buca una tua ruota.

mostruosi tempi, suicidari, che se vuoi salire sul treno in arrivo, entrare in un bar, comperarti un paio di scarpe...
come vivere, tra chi è solo capace di lasciarci senza futuro?
Per gli altri si apre, per non si chiude ancora di più l'esistenza...

mercoledì 5 gennaio 2022

Qui vivo, da forzato

Uscito dal lager, facendo un lavoro liberamente scelto, vivendo accanto ai suoi cari e ai parenti, quell’uomo si condannava talvolta a una detenzione suprema, più completa e profonda di quella cui lo costringeva il filo spinato. Grossman, Vasilij. Tutto scorre... (Gli Adelphi) (Italian Edition) (p.66). Adelphi. Edizione del Kindle. Qui vivo da forzato,. aprendo le ciglia nel timore di quale sia la fortezza in cui mi risveglio, pervaganti basiliche d’incanto nell’azzurro dei cieli l’uscio aperto, verso nessun dove, verso quale dove che non sia di esilio in terra, di esilio dal cielo, quale che ne sia il prezzo che si impone l’ansia mortale per un supplemento di vita di ogni libertà fa una detenzione suprema. Che cosa, qui, m’aiuta ancora a voler vivere E a non morire’? A non desiderare l’impennarsi del morbo, tra i loro immacolati eden di ogni erba infestante, Se non chi ancora più soffre di me, invisibile al mondo, se non Voi, Piotr ILic, Josif caro escluso da tutti perche fino in fondo li capivi tutti niente più, all’orizzonte, che sia il risveglio di una striscia d’aurora da mandels tam ciglia che pungo Qui vivo da forzato.e basta,
Da Marrakesh fino a Cordoba La cammella con il suo corpo ed i suoi libri, Questo il maestro, queste le sue opere. Ma di Averroè si è realizzata la speranza? Da Teheran a Tiblisi è vedendolo portato da buoi, attaccati a un carro, che Puskin reincontra Griboedov, pugnalato trastullo, morte istantanea, morte bellissima, di chi la conobbe tutta la disgrazia dell’ ingegno Harun- al- Rashid, Jafar al-Barmaki Akbar- e- Azam, Adham Khan, giustiziato, poi crocifisso alle porte, gettato due volte a capofitto chi fu per il principe il proprio fratello di latte. Chi lo sa il destino, Josip, di uomini o di umane belve, che fitte fatali al petto ci riserba, Potessi mai esser certo che le sue speranze si sono realizzate!