martedì 14 ottobre 2014

lettere


Caro B.
sono Odorico.
Ti scrivo durante la mia permanenza in Italia al mio rientro dall’India, dove risiedo ora 
prevalentemente, da che sono in quiescenza, presso la mia cara famiglia di adozione. 
Spero di ritrovarti in una situazione migliore di quella che mi affligge, mentalmente, nel 
chiederti se puoi indirizzarmi a qualche editore che possa interessarsi ai miei reports di 
viaggio in un'India archeologica ed architettonica sconosciuta ai più, dove i loro itinerari 
propositivi spaziano dalle pitture rupestri all’architettura contemporanea,in particolare 
grazie a mie conoscenze inusuali dell'induismo templare.
In sintesi, ciò di cui avrei bisogno è che un editore mi assicurasse una loro pubblicazione 
futura, magari anticipando su una rivista quella dei singoli scritti, in modo che mi sia dato 
di attendere con calma e lucidità mentale alla revisione e al completamento che ancora 
richiedono. Allego intanto due soltanto dei miei reports, che ho prescelto non perché siano i 
migliori, ma in quanto più d’altri nelle loro infinite imperfezioni residue sono pervenuti ad 
essere adeguati. Spero che il formato Pdf non tradisca più di tanto quello originario.


Con affetto
Odorico. 
E stammi sereno, almeno tu...
On Fri, 29 Aug 2014 14:34:56 +0530 "Baldissera Di Mauro" <bdimauro@regione.umbria.it> wrote
>

Caro B.
Grazie di tutte le cose care e belle che mi scrivi. Purtroppo su di te quanto mi dici è 
sconfortante. Eppure bisogna vivere, per quel che vivere può ancora significare o si è ridotto 
ad essere per noi. 
Mi ha fatto davvero piacere che i miei report tu li abbia trovati molti belli, refusi a 
parte. Fosse solo un problema di distrazione...E’ che nella mia esistenza sottovuoto di 
scrittore sono quanto mai intempestivo, nella duplice accezione opposta del termine, che mi 
vuole al tempo stesso ancora precoce ed in ritardo.
Mi va benissimo come intendi darti da fare. Mi sento solo di anticiparti che potrà essere un 
problema il corredo fotografico. Un ampio supporto di immagini- e di qualità- mi sembra 
imprescindibile, soprattutto per i templi hindu.
Non ho ancora rinnovato il visto – turistico o di lavoro-, né tanto meno ho acquistato il 
biglietto aereo. 
Con il mio amico Kailash Sen ho preventivato di non fare ritorno prima di ottobre, in 
previsione di un settembre piovoso in India, dato che la stagione dei monsoni è ancora di là 
da venire nel Madhya Pradesh.
Inoltre devo prolungare il più a lungo possibile il mio soggiorno in Italia, per ritrovarmi 
altre volte con mia madre.
I soli termini certi sono che il visto deve consentirmi l'ingresso ad iniziare dai primi di 
ottobre, disponendo di un contratto di assunzione come insegnante che decorre dalla metà del 
mese, e che vorrei essere in India per Diwali, tra il 23 ed il 27 ottobre.
Intanto il bambino più piccolo del mio amico seguita a chiedere quando io torni, e si rifiuta 
di parlarmi al telefono quando gli dico che non sarà l’indomani. Questo è il problema.
In India ho un’ esistenza elettronica più ridotta che in Italia, per le limitazioni impostemi 
dall’uso della chiave elettronica. La posta e le informazioni le posso ricevere quasi sempre 
regolarmente, e per Skype in Khajuraho ci sono ottimi internet center. Mi è invece sempre 
possibilissimo, via internet, in tempo utile pagare il canone televisivo e tasse odiose come 
la Tasi in quanto inquilino. 

Con rinnovato affetto e gratitudine 
Odorico


Mantova 25 settembre 2013
Caro B.
qualora il documento che tu intendi inviarmi sia un dattiloscritto stampato puoi spedirmelo al 
seguente recapito
Odorico Bergamaschi
Piazza d’Arco 6 f
Mantova 46100 
Se invece è un testo elettronico, quale che sia il formato, puoi inviarmelo ai seguenti 
indirizzi e-mail:
odoricob@yahoo.it
bapuculturaltours@rediffmail.com
In merito alle cose che ci siamo detti, è vero che la mamma di Arundhati Roy era cattolica e 
del Kerala, mentre il padre era un bramino del Bengala, per cui entrambi non erano di madre 
lingua hindi. Credo che in un’ intervista Arundhati Roy abbia detto di quanto sia spiacente di 
ritrovarsi nello scrivere solo usando l’ inglese..
Quanto alla "Grande Bellezza" comprendo le tue perplessità. e se ne fossi stato sceneggiatore 
avrei diversamente e con più spessore culturale caratterizzato la figura del cardinale , 
facendone un elargitore della “grazia a buon mercato”, di cui scrisse Bonhoeffer, tramite 
formule quali quella famigerata che “dove abbonda il peccato sovrabbonda la grazia”, o che 
“anche una bestemmia va contestualizzata”, un giusto mix tra Tarcisio Bertone e mons. 
Fisichella, ma resta vero che ci sono prelati anche più spregevoli di quello inscenato nel 
film.
Nella mia città la curia ha allestito una mostra nel Museo Diocesano celebrativa del Gonzaga 
più dissoluto di tutti, quello di “ una Vergine per il Principe”, Vincenzo I che mise al rogo 
una vecchia ebrea, ed altri sette ebrei fece morire appesi a testa in giù solo per avere 
dileggiato dei francescani. Ne ho scritto a suo tempo sulla Gazzetta di Mantova come di uno 
scandalo, nel silenzio generale.
Quanto ad India ed Occidente mi attengo nella mia “reincarnazione” indiana all’"ibridazione 
reciproca" di cui parlava Panikkar. Non mi va di lasciare la speranza cristiana.
Tieni conto di me anche come eventuale reporter. In India socialmente sto diventando troppo 
familistico. Ed ho referenti interni possibili anche in Iran o in Cina, dove vorrei ritrovare 
margini per fare ritorno.

Ciao.
Odorico 


Mantova, 2 ottobre 2014


Caro B.

Complimenti per la tua bravura finanche eccelsa di scrittore, nonostante le riserve che pur 
suscita- un conto è saper scrivere di tutto, un conto è scrivere di tutto, in un unico testo, 
magari con il rischio o sortendo l’esito di trasformare la scrittura stessa, estenuante, nel 
corpo del giudizio ipocrita di condanna da parte del proprio lettore

E grazie, di cuore, per le cose belle e delicate che scrivi sul mio conto. 
Mi limito per ora a formulare solo alcune osservazioni, alcune solo apparentemente minimali, 
talmente mi coinvolge quello che scrivi, soprattutto in quello che sembra non riguardarmi
direttamente, e cui qui non faccio riferimento.

Non c’è stato alcun furto di appunti, caso mai, preterintenzionalmente, si è verificato il 
dono subdolo di un amico cui accenni più volte.
Un furto del genere è avvenuto invece successivamente, quando un certo Giuliano Bergamaschi, 
dopo avermi conosciuto per l’ omonimia che ci accomunava negli esami dei concorsi
abilitanti all’insegnamento, ed essersi trattenuto la mia tesi di Laurea su Spinoza, mai più 
restituita, che gli avevo concesso in lettura, pubblicò l'anno seguente un saggio su alcuni 
degli argomenti che vi si trattavano, da cui ha avuto inizio la sua fortuna e carriera 
universitaria, che lo vede ora docente di Filosofia della mente presso l’università di Verona. 
Ma non ho mai concepito un mio futuro eminentemente filosofico. Mi sarei iscritto a storia 
dell’arte , in Firenze, cui ero stato ammesso, se dopo il servizio militare non avessi potuto 
incominciare subito a insegnare.
b) Mi fa un gran piacere che tu abbia citato La trasparenza e l’ostacolo di Jean Starobinskij. 
Mi dispiace invece il riferimento esplicito al “ Marx secondo Marx” di Luporini, nel contesto 
demolitorio in cui si colloca.

c) Al di là delle schermaglie di allora che rientrano in tutto quanto ho rimosso- inclusa 
tutta la mia vita tormentata di insegnante - non mi è mai intimamente appartenuto tradurre la 
mia sessualità nelle categorie filosofiche del pensiero dei padri, quali Hegel o Croce.

d) La stanchezza cui ti riferisci è forse il fatto che sono sempre in debito di senso con la 
vita, psicoastenia a parte, o altrimenti è da intendersi come il mio limite di fondo per il 
quale non so sostenere letture e scritture di mole ingente, sono capace solo di piccole forme, 
nelle mie composizioni tendendo ad avviarmi quanto prima ad una fine

e) E non so di trionfo nell’umiliazione, ma di mortificazione nello spazio-tempo di questa 
valle di lacrime. 
Anelli mancanti? Tutto è relativo, in tal senso.

Ma non è questo che ti ho riferito ciò che mi ha più coinvolto del tuo discorso. E ciò che ora 
mi preme, è la vita dignitosa che voglio assicurare al mio amico indiano e a sua moglie e ai 
nostri tre amati meravigliosi bambini, il tesoro del mio cuore che non avrei rinvenuto se il 
mio destino fosse stato glorioso.

Con affetto 
Odorico.

Mantova, 14 ottobre 2014

Caro B., 
in assenza di una tua risposta ho deciso la mia partenza per l’India il 20 ottobre.
Quanto al tuo testo, consentimi un commento ulteriore delle tue considerazioni teologico- 
filosofiche. Di esse le più penetranti sono per me quelle inerenti il destino della nostra 
reincarnazione nel corpo di gloria spirituale la cui figura è secondo le tue parole il 
compimento di ciò che in vita abbiamo fatto del dono della nostra individualità 
insostituibile, o le riflessioni concernenti la croce iscritta nella nascita e nella 
fondazione del mondo, che è il principio del valore assoluto anche della vita precocemente 
finita, della bellezza salvifica del dolore innocente, Ciò che invece mi appare una 
superfetazione non motivata è la ribellione sulla croce del Figlio al Padre. “ Padre, nelle 
tue mani consegno il mio spirito” sono tra le sette ultime parole di Gesù in croce” , insieme 
al consensuale “ Padre perdona loro perché non sanno quel che fanno. ”Per dirla con i termini 
del commento di Pietro Citati alla Rivelazione greca di Simone Weil “ La creazione del mondo 
non è stata — secondo la Weil — un atto di pienezza, di espansione e dilatazione di Dio, come 
racconta la Genesi. È stata una follia. Per darci spazio, Dio ha rinunciato a se stesso; si è 
limitato; si è nascosto negli abissi più remoti; si è ritirato dall’universo, come diceva 
Itzhak Luria. Nel luogo vuoto, che prima della creazione occupava, egli ha lasciato lo schermo 
tremendo della necessità: le leggi meccaniche dell’universo, il male, la miseria, l’angoscia, 
il lavoro, la guerra e la forza dell’Iliade, la morte violenta, la malattia, l’oggettività 
mostruosa della fabbrica moderna. Come uno schiavo, Dio si è incatenato con le catene della 
necessità, sulla quale non interviene”.
E di fronte a tale incatenamento Gesù si è ritrovato in croce solo uomo, per l’ inattività 
della sua sostanza divina, mentre l’altra rimaneva in vigore, secondo il sommo teologo 
ortodosso Sergej Bulgakov, che sullo stato agonico di Gesù ha svolto vertiginose meditazion 
(in Sofiologia della morte, ad esempio, che si può ritrovare in appendice a L’altro di Dio di 
Piero Coda).
Quanto alle tue personali riflessioni cruciali, per ora non mi sento che di consigliarti il 
raffronto con la disanima di Ted Hughes delle sue responsabilità, quale “her husband”, nei 
riguardi di Silvia Plath. 
Con affetto
Odorico

2

Caro professore,
 sono Odorico
Bergamaschi.


Spero che sia agibile quanto di suo gradimento il sito web di
cui le ho consegnato una copia,  che
include  il commento integrale di ben cinque
raccolte poetiche di Seamus Heaney. E' difficoltoso e lento nel suo avviamento,
nel duplice index, ma poi dovrebbe risultare di
alquanto agevole consultazione.
Per ogni evenienza l'’indirizzo del sito web  è il seguente:




 Colgo l’occasione di tale appuramento per inviarle, come si sono premurato di chiederle preventivamente, la
seconda delle mie Ecloghe Indiane, cui allego il minimo di note utili alla sua
comprensione. Non mi taccia le sue perplessità, riguardo a  ciò in cui dovesse
dispiacerle.


Con stima profonda ed intensa simpatia umana


Augurando un’infinità di cose belle a lei ed ai suoi cari


Odorico.


3

Grazie degli auguri in ricambio, cara L..

Sto bene, al pari di tutti quanti i miei famigliari, depressione a parte.
Ora sono a Mantova, essendo rientrato in Italia il 24 giugno, e farò ritorno in India le 
prossime settimane.
I miei cari in India credo che facciano una buona vita, tutti quanti i bambini ora vanno a 
scuola, anche il più piccolo che frequenta la pre-scuola delle suore, ed il mio amico ora alla 
guida del tuk tuk -autorickshaw ha un vero lavoro dignitoso che assolve con impegno e bravura, 
per quanto sia assai poco redditizio. Io in Italia ho seguitato mentalmente i miei viaggi 
indiani, lungo meravigliosi itinerari templari sconosciuti, scrivendone e illustrandone i 
report, in vista di una loro assai ipotetica pubblicazione, come di altri miei scritti, che mi 
consentano di non vivere più in stato di continua perdita e di anoressia economica, per tener 
fede al mio impegno di vita, tanto più che con mio fratello e mia sorella devo provvedere 
anche al sostentamento di mia madre. Ritrovarmi con lei resta la principale ragione del mio 
rientro in Italia, dove per l’ansia e l’assillo materiale che mi attanaglia, benché non sia 
affatto al lumicino, non mi consento gran che, tranne che un aggiornamento culturale su quali 
siano stati i libri e i film eccellenti delle ultime stagioni. In viaggio mi sono recato solo 
nella vicinissima e bellissima Verona, che ho rivisitato puntualmente. Purtroppo come sai bene 
non sono un uomo di relazioni, e anche i contatti che ho ricercato non sono stati fruttuosi, 
come tutti i precedenti. Resta però la gran soddisfazione che tutti coloro che mi hanno 
rivisto o che ho risentito, intellettuali, ex colleghi e studenti, mi hanno attestato stima ed 
affetto. “ A Odorico ritrovato “ mi ha scritto Claudio Magris in una dedica, ed il professor 
Bernardi-Perini, della mia città, già docente di latino nell’Università di Padova, magnifica 
persona, ha accolto di buon grado che mi appresti ad inviargli qualche altra mia poesia. 
Mi fa vivo piacere, Luigina, che tu continui i tuoi preziosi corsi di formazione in Italia. 
Per il resto va tutto bene? Ed in India quando ritorni? Con quali nuove prospettive od 
approfondimenti della ricerca del Progetto Alice? Purtroppo con Valentino non c’è niente da 
fare. Qualsiasi minimo rilievo per lui si trasforma in un’offesa personale imperdonabile. La 
mia ultima derubricazione è stata al rango di “ provocatore”. Mah. Mica era un infingimento la 
mia adesione al progetto Alice originario. Del resto io e te sappiano benissimo come la 
pensiamo. I miei rilievi sono sempre stati improntati non a pur lecite divergenze di opinioni, 
ma soltanto all’esigenza del rispetto e dell’inclusione effettivi della pluralità dei punti di 
vista di donatori, collaboratori, e scolari e studenti delle scuole del Progetto Alice.
E sono convinto di non pensarla in merito diversamente dal Dalai Lama, secondo quanto ebbe a 
dire nell'ultima visita in Sarnath.
Con affetto 
Odorico.



On Mon, 06 Oct 2014 00:16:10 +0530 "Luigina De Biasi" <luiginadebiasi@libero.it> wrote




Ciao Odorico e grazie per il tuo augurio che ricambio.
Come stai? Il tuo vivere in India, il lavoro...tutto bene?
Io continuo con i corsi di formazione in Italia. E tu , sei rientrato 
durante l’ estate?
Ti auguro ogni bene, un abbraccio,

L.

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 Caro Magris,
sono Odorico ( Bergamaschi).
Sono ben felice che ci siamo alfine ritrovati, un mese orsono, al festivaletteratura della mia città, e di essermi ritrovato anche in un suo recente articolo sulle tentazioni- e propensioni- populiste della nostra classe politica.
Spero di rivederci ancora più volte , nel ripetersi di evenienze simili.
Anch’io al pari di lei, per tornare a quello che allora lei disse così fervidamente e lucidamente, seguito a tenere dei miei differenti tavoli di scrittura, sia pure al computer in differenti cartelle, finché la scrittura seguiti ad essere una mia necessità espressiva.
Ma a differenza di lei seguito a curare da sempre solo piccole forme, le poesie che in me ancora sopravvengono, in forma di ecloga o di haiku, le mie pagine di diario- blog sul mio discernimento della verità dell’amore attraverso le cure che mi assumo della mia cara famiglia indiana d’adozione, con la quale, ora che ho potuto ritirarmi in pensione dall’insegnamento, vivo la maggior parte dell’anno in Khajuraho, o i rari interventi che invio alla Gazzetta o alla Voce di Mantova, nonché i miei report archeologici di viaggio in una splendida India sconosciuta ai main streams, e post e commenti in facebook, che sarà pura una fiera della vanità ed un ambito di coltivazione di integralismi di gruppo, ma che può essere un’utile palestra per pervenire all’essenzialità delle proprie forme di interlocuzione, taglienti o sferzanti o calorosamente condivisive e confortanti.
Sarò in partenza il 20 di ottobre per Delhi.
Qualora prima di allora mi raggiungesse una sua e-mail od un suo biglietto, in Italia o in India, preferibilmente, data l imminenza della mia partenza per un soggiorno prolungato, al mio indirizzo di posta elettronica o al recapito domiciliare, ne sarei estremamente felice.
Essi sono i seguenti


Bergamaschi Odorico
Piazza d’Arco 6 f 46100 Mantova

Odorico Bergamaschi
with Kailash Sen family
Khajuraho Sewagram
N phone ( 0091) 9893089843
Chhatarpur district
Madhya Pradesh
India
Alla mia lettera ho allegato la mia prima Ecloga indiana.

Infinite cose belle

Odorico Bergamaschi.

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