martedì 28 giugno 2016

malinconie

Momammad, in riva al talab dei nostri incontri,  insieme con l’amico suo più fidato, mi chiedeva giorni addietro di che fossi triste nella mia malinconia, che mi rendeva silenzioso e distaccato nella quiete serale cinerina  di una stagione oramai monsonica.
 Solo il giorno prima avevo dovuto intercederlo perché non ponesse termine alla nostra amicizia, per ciò a cui l avevo lasciato esposto di una nuova esplosione della  schizofrenia paranoide di Kailash,  chiedendogli scusa di non averlo salvaguardato e protetto, in una mia residua ingenua fiducia nelle riserve mentali di Kailash., che si mescolava al compiacimento di non lasciare indenne il ragazzo dal contatto con una realtà così incandescente Lo facesse almeno per Chandu, infondendomi di Mohammad la grata presenza e  vicinanza affettiva la forza di sostenere l’insostenibile, e di seguitare ad essere d’aiuto al nostro angelo magico, assicurandogli la scuola ed una mirabile  infanzia, nonostante tutto.
Troppo  si era fatto pregare, perché  il mio amore non si fosse  manifestato a se stesso nel suo assoggettamento,  benché dopo avermi detto che ero proprio un servo nei confronti di Kailash, un suo “ gulam”, il ragazzo nel suo empito giovanile  avesse voluto salutare giocosamente il rigenerarsi della nostra amicizia, mettendo a cimento nel sollevamento pesi quanto fosse forte oltre che pesante il suo big friend.
Poi , ad un nuovo attacco geloso di follia paranoide di Kailash, non avevo saputo la sera seguente mantenermi superiore, e tutto l amore che nel pomeriggio mi avevo intenerito nel carezzargli il capo,  era esploso  nella furia di un odio trattenuto a stento,  in un traboccare nel suo digrignante contrario,  in un anelito letale che mi aveva disilluso su che restava in vita del mio affetto per kailash,  che non vedevo come potessi credersi più forte della morte, se con essa congiurava tanto,  ne aveva voluto la testa così teneramente amata.
Mohammad  l ‘avrei reincontrato al talab  anche i giorni seguenti,  egli stesso mi avrebbe richiesto che vi convenissi,  e con me ed il suo amico avrebbe voluto finanche ritrovarsi nel mio ufficio,  ma gli interi pomeriggi che avrei trascorso con lui,  sarebbero stati  venati della consapevolezza più triste, che mi faceva temere certi secondi fini  quando mi cingeva per un bacio sulle guance e ne intercettavo le mani nel  lambirle, che sopravveniva in superficie quando lui e l’altro ragazzo mi dicevano del destino infelice in cui versavano i loro amori giovanili delle loro ragazze.

“ Before love me , now leave me,  I liked only to kiss, now only to kill...”

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