giovedì 17 novembre 2016

solo con il mio respiro animale

Sono di nuovo passate le 17, 30 , senza che mi sia pervenuto neanche un messaggio di conferma o diniego della concessione del visto. Ed in me continua l’angoscia che ne trae un sospiro di sollievo, perché ho eluso per un altro giorno l’impatto con la negazione del visto che mi avrebbe costretto a una resa dei conti con le pulsioni estreme della mia depressione.
Ma non è che ogni giorno mi trovi così sospeso tra la vita e la morte perché io scalpiti di ritrovarmi in India: il disavanzo economico pauroso del mio sostegno a Kailash e l’inettitudine sua e di Ajay che incupiscono ogni prospettarsi di un futuro in comune, gli stati letali del mio protrarmi in India, gli ultimi mesi, senza potere più sconfinare da Khajuraho e concedermi niente, guatato dalla gelosia di Kailash nei soli scampoli di gioia che fuori delle mura della sua casa ritrovavo nel solo rivedermi con Mohammad , ( pure tra tanta costernazione mentale, mentre quant’era bello, Dio mio, ritrovarci tutti insieme la sera, nella meraviglia radiante da Chandu, Poorti ed Ajay intenti nei compiti), il finire tra i templi di Khajuraho di nuovo ogni giorno per forza di inedia e per il completamento o l’ approfondimento dei miei studi, ripercorrendo interminabili filari inespressivi di statue di Shiva o di Vishnu, senz’altro in loco in cui potessi ricreare la mente fuori dei miei libri e delle mie divagazioni in internet, - tutto il peso di tali miei trascorsi recenti rallenta ogni mio intento di farvi ritorno, non fosse la nostalgia di riabbracciare tutta la tenerezza in cui si rammollisce ogni inaffettività di Kailash, Ajay, Poorti e del mio adorato Chandu, come tutta la calorosità fisica del mio lazzerone Mohammad , nel suo sventuratissimo, miserabilissimo splendore.
Ciò che mi fa disperare e mi toglie la vita è piuttosto l’ idea che per un inghippo burocratico io non possa mai più rimettere piede in India e ritrovarmi con loro, di non potervi più riprendere sul campo e allargarvi le mie insostituibili ricerche archeologiche, in siti e monumenti su cui ricade solo l’oblio e l’ incuria, o lo schifo ributtante di un degrado turistico che è il vilipendio per denaro della loro bellezza spirituale, nello sconforto che le sole certezze cui posso appigliarmi, sono che raggiungendo invece il Nepal posso convocarvi tutti quanti i miei cari, sia pure per pochi giorni soltanto, o il dato giudiziario che anche le proscrizioni delle black list conoscono un termine, di non più di tre anni.Che per me sarebbero di attesa in una solitudine orrida.. Come l’altra notte, quando mi sono ritrovato ad un altro giorno di meno tra me e la morte, lontano da loro e isolato da tutto, nella mia camera da letto come già in un mio loculo, e le case e le vie di fronte mi erano solo uno slargo funerario senza più battito di vita. Solo in stanza con il mio respiro animale.

new currency




Oggi con Kailash al telefono mi sono intrattenuto a lungo sulle  traversie che lo coinvolgono .a seguito della messa fuori corso in India  delle banconote di 1000 e di 500 rupie,  per contrastare sia la contraffazione che la corruzione e le contrattazioni in nero. Finora hanno provocato il caos,  code interminabili davanti alle banche, la situazione generale di famiglie che non possono più comprare e di  negozi che non vendono. Ma a quanto Kailash me ne ha detto, a fronte di tali e tanti disagi ogni giorno cambiano le disposizioni sulle new currencies, su quante  banconote di nuovo taglio si possono ritirare in banca in luogo di quelle che si sono depositate e che vengono  ritirate dalla circolazione,  così  le difficoltà ora vanno  alleviandosi, e tali misure volute da Modi stanno trovando il suo convinto  consenso.Mentre i primi giorni matrimoni o spese  agricole erano impossibilitati dalle misure iniziali disposizioni più elastiche consentono per sovvenirvi di superare la soglia del massimale di 24. 000 rupie prelevabili per settimana,  ne vengono rilasciate 25.000 se si  richiedono  per comperare  urvarak,   concimi o fertilizzanti, o  50.000 se occorrono  perchè si è uomini di affari, elevando il prelievo consentito fino a 250.000 rupie se si tratta di spese matrimoniali, La gente per lo più deposita ora di giorno in banca  le banconote  fuori corso, e fa  la fila di notte per  ritirare dai bancomat quelle appena  entrate in circolazione, nei nuovi tagli di 500 e di 2.000 rupie . Chi  poi deposita  somme già in sé cospicue,  50.000 rupie alla volta, per esempio ma  per importi inferiori a 300 000 rupie,  l' importo da cui inizia la tassabilità dell’ammontare, deve  farlo trasmettendo il proprio codice bancario,  di modo che l’assommarsi sia tassabile quando si supera la soglia delle 300.000 rupie. In tale  stato delle cose oggi solo dopo tre, quattro ore di fila egli ha  potuto depositare 4.000 rupie,  mentre in casa ne dispone di altrettante, e la restante vecchia valuta ha già potuto utilizzarla per pagare  la bolletta della luce.
Iniziava a dirmene e udivo intanto  con quella di Poorti  nelle altre stanze la voce di Chandu,  che  ho fatto chiamare al telefono perché ci salutassimo e gli dicessi quanto mi è caro.
Poi si è passati a parlare dei mancati affari del negozio, delle spese scolastiche di Poorti e Ajay di cui gli ho chiesto di farmi fare il rendiconto dal principal, per ultimarne a dicembre il pagamento. Ed il suo pensiero è corso a colui alle cui spese scolastiche non avrei provveduto.
“ E Mohammad?”
Me ne ha chiesto con tale umano delicato riguardo, che non gli ho taciuto che due settimane or sono siamo rientrati in contatto, solo dopo che il ragazzo aveva avuto l 'avvertenza di comunicarmi in  facebook il suo ultimo numero di telefono, che avevo smarrito con il mio cellulare nel mio viaggio in treno per  Delhi alla partenza dall India.
Poi  si erano persi i nostri contatti, perché Mohammad  non disponeva nemmeno di che effettuare  una ricarica della sim card
“ Ma se le batterie sono cariche, può ricevere ugualmente, sempre che lui sia nel Madhya Pradesh”, mi replicava la lucidità implacabile di Kailash.
Del ragazzo gli facevo comunque sapere che secondo le intenzioni di suo padre studierà solo fine alla fine della classe in corso, la decima, dopo di che  sarà avviato al lavoro in Delhi.

Poi si perdevano nei nostri discorsi i riferimenti al ragazzo, nella mia urgenza sciagurata di far sapere tutto al consolato indiano della situazione in cui verso, pur di strappare il visto che ci ricongiunga.













Oggi con Kailash mi sono intrattenuto a lungo al telefono sulle  traversie che vanno  alleviandosi in India dei cambi di banconote in corso nei tagli di 500 e 2.000 rupie. Cambiano ogni giorno le disposizioni sulle new currencies, su quante vecchie banconote si possono consegnare in banca per  ritirare in cambio quelle nuove. Oggi solo  dopo tre, quattro ore di fila egli ha  potuto depositare 4.000 rupie,  mentre in casa ne dispone di altrettante, e la vecchia valuta ha già potuto utilizzarla per pagare  la bolletta della luce. La gente intanto deposita di giorno in banca  le banconote  fuori corso, per fare la fila di notte per  ritirare dai bancomat quelle appena  entrate in circolazione . Disposizioni più elastiche consentono di superare il la soglia del massimale di 24. 000 rupie prelevabili per settimana,  se si  richiedono  per comperare  urvarak, ossia  concimi o fertlizzanti, o  se occorrono  perchè si è uomini di affari, elevando il prelievo consentito fino a 200.000 rupie qualora si tratti di spese matrimoniali, mentre i primi giorni matrimoni o spese  agricole erano impossibilitati dalle restrizioni iniziali Chi  poi deposita  somme cospicue ma  per importi inferiori a 300 000 rupie,  l importo da cui inizia la tassabilità dell’ammontare,  50.00 rupie alla volta, per esempio, deve  versarlo trasmettendo il proprio codice, di modo che l’assommarsi sia tassabile quando si supera la soglia delle 300.000 rupie.
Mentre iniziava a dirmene,  nelle altre stanze udivo intanto  con quella di Poorti la voce di Chandu,  che  ho fatto chiamare al telefono perché ci salutassimo e gli dicessi quanto mi è caro.
Poi si è passati a parlare dei mancati affari del negozio, delle spese scolastiche di Poorti e Ajay di cui gli ho chiesto di farmi fare il rendiconto dal principal, per ultimarne a dicembre il pagamento. Ed il suo pensiero è corso a colui alle cui spese scolastiche non avrei provveduto.
“ E Mohammad?”
Me ne ha chiesto con tale umano delicato riguardo, che non gli ho taciuto che due settimane or sono siamo rientrati in contatto, solo dopo che aveva avuto l avvertenza di comunicarmi in  facebook il suo ultimo numero di telefono, che avevo smarrito con il mio cellulare nel mio viaggio in treno per  Delhi alla partenza dall India.
Poi  si sono persi i nostri contatti, perché Mohammad  non disponeva nemmeno di che effettuare  una ricarica della sim card
“ Ma se le batterie sono cariche, può ricevere ugualmente, sempre che  sia nel Madhya Pradesh”, mi replicava la lucidità implacabile di Kailash.
Del ragazzo gli facevo comunque sapere che secondo le intenzioni di suo padre studierà solo fine alla fine della classe in corso, la decima, dopo di che  sarà avviato al lavoro in Delhi.
Poi si perdevano nei nostri discorsi i riferimenti a Mohammad,  nella mia urgenza sciagurata di far sapere tutto al consolato indiano della situazione effettiva in cui verso, pur di strappare il visto che ci ricongiunga.


 Oggi con Kailash al telefono mi sono intrattenuto a lungo sulle  traversie che vanno  alleviandosi in India dei cambi di banconote in corso nei tagli di 500 e 2.000 rupie. Ogni giorno cambiano le disposizioni sulle new currencies, su quante vecchie banconote si possono consegnare in banca per  ritirare in cambio quelle nuove. Oggi solo  dopo tre, quattro ore di fila ha  potuto depositare 4.000 rupie,  mentre in casa ne dispone di altrettante, e la vecchia valuta ha già potuto utilizzarla per pagare  la bolletta della luce. La gente intanto deposita di giorno in banca  le banconote  fuori corso, per fare la fila di notte per  ritirare dai bancomat quelle appena  entrate in circolazione . Disposizioni più elastiche consentono di superare la soglia del massimale di 24. 000 rupie prelevabili per settimana,  se si  richiedono  per comperare  urvarak, ossia  concimi o fertlizzanti, o  se occorrono  perchè si è uomini di affari, elevando il prelievo consentito fino a 200.000 rupie se si tratta di spese matrimoniali, mentre i primi giorni matrimoni o spese  agricole erano impossibilitati dalle misure iniziali Chi  poi deposita  somme cospicue ma  per importi inferiori a 300 000 rupie,  l importo da cui inizia la tassabilità dell’ammontare,  50.00 rupie alla volta, per esempio, deve  farlo trasmettendo il proprio codice, di modo che l’assommarsi sia tassabile quando si supera la soglia delle 300.000 rupie.
Mentre iniziava a dirmene udivo intanto  nelle altre stanze con quella di Poorti la voce di Chandu,  che  ho fatto chiamare al telefono perché ci salutassimo e gli dicessi quanto mi è caro.
Poi si è passati a parlare dei mancati affari del negozio, delle spese scolastiche di Poorti e Ajay di cui gli ho chiesto di farmi fare il rendiconto dal principal, per ultimarne a dicembre il pagamento. Ed il suo pensiero è corso a colui alle cui spese scolastiche non avrei provveduto.
“ E Mohammad?”
Me ne ha chiesto con tale umano delicato riguardo, che non gli ho taciuto che due settimane or sono siamo rientrati in contatto, solo dopo che aveva avuto l avvertenza di comunicarmi in  facebook il suo ultimo numero di telefono, che avevo smarrito con il mio cellulare nel mio viaggio in treno per  Delhi alla partenza dall India.
Poi  si erano persi i nostri contatti, perché Mohammad  non disponeva nemmeno di che effettuare  una ricarica della sim card
“ Ma se le batterie sono cariche, può ricevere ugualmente, sempre che lui sia nel Madhya Pradesh”, mi replicava la lucidità implacabile di Kailash.
Del ragazzo gli facevo comunque sapere che secondo le intenzioni di suo padre studierà solo fine alla fine della classe in corso, la decima, dopo di che  sarà avviato al lavoro in Delhi.


Poi si perdevano nei nostri discorsi i riferimenti al ragazzo, nella mia urgenza sciagurata di far sapere tutto al consolato indiano della situazione in cui verso, pur di strappare il visto che ci ricongiunga.

Sono di nuovo passate le 17, 30 ,

Sono di nuovo passate le 17, 30 , senza che mi sia pervenuto  neanche un messaggio di conferma o diniego della concessione del visto. Ed in me continua l’angoscia che ne trae un sospiro di sollievo,  perché  ho eluso per un altro giorno l’impatto con la negazione del visto che mi avrebbe costretto a  una resa dei conti con  le pulsioni estreme della mia depressione.
Ma non è che ogni giorno mi trovi così sospeso tra la vita e la morte perché io scalpiti di ritrovarmi in India: il disavanzo economico pauroso del mio sostegno a Kailash  e l’inettitudine sua e di Ajay che incupiscono ogni prospettarsi di un futuro in comune, gli stati letali  del mio protrarmi in India,  gli ultimi mesi, senza potere più sconfinare da Khajuraho e concedermi niente,  guatato dalla gelosia di Kailash nei soli scampoli di gioia  che fuori delle mura della sua casa ritrovavo nel solo rivedermi con Mohammad , ( pure tra tanta costernazione mentale, mentre quant’era bello, Dio mio, ritrovarci tutti insieme la sera, nella meraviglia radiante da Chandu, Poorti ed Ajay intenti nei compiti),  il finire tra i templi di Khajuraho  di nuovo ogni giorno  per forza di inedia e per il completamento o l’ approfondimento dei miei studi inerti, ripercorrendo interminabili filari inespressivi di statue di Shiva o di Vishnu,   senz’altro in loco in cui potessi ricreare  la mente fuori dei miei libri e delle mie divagazioni  in internet, - tutto il peso di tali miei trascorsi recenti rallenta ogni mio intento di farvi ritorno, non fosse la nostalgia di riabbracciare tutta la tenerezza in cui si rammollisce ogni inaffettività di Kailash, Ajay, Poorti e del mio adorato Chandu, come tutta la  calorosità fisica del mio lazzerone Mohammad ,  nel suo sventuratissimo, miserabilissimo splendore.
Ciò che  mi fa disperare e mi toglie la vita è piuttosto l’ idea che per un inghippo burocratico io non possa mai più rimettere  piede in India e ritrovarmi con loro, di non potervi più riprendere sul campo e allargarvi le mie insostituibili ricerche archeologiche, in siti e monumenti su cui ricade solo l’oblio e l’ incuria, o lo schifo  ributtante  di un degrado turistico che è il  vilipendio per denaro della loro bellezza spirituale, nello sconforto che le sole certezze cui posso appigliarmi, sono che raggiungendo invece il Nepal posso convocarvi tutti quanti loro, sia pure per pochi giorni soltanto, o il dato giudiziario che anche le proscrizioni delle black list conoscono un termine, di non più di  tre anni.. Che per me sarebbero di attesa in una solitudine  orrida.. Come l’altra notte, quando mi sono ritrovato ad un altro giorno di meno tra me e la morte, lontano da loro e isolato da tutto, nella mia camera da letto come già in un mio loculo, e le case e le vie di fronte mi erano solo uno  slargo funerario senza più battito di vita.  Solo in stanza con il mio respiro animale.


sabato 12 novembre 2016

Ed ora che qui invecchio solitario e nel freddo
















Ed ora, amico mio,
Che qui invecchio solitario e nel freddo
Tra  i cumuli intorno di parole nei libri
Senza più la certezza di ricongiungerci, 
un giorno,
Dove  di nuovo come la sera cala  su giochi ed attese 
Il gelo del tuo attaccamento incubi che gelosa follia

Il residuo calore che avventura ancora  i miei anni
Oltre  l’attendere qui solo la  la morte nel passare dei giorni 
Ora è  che amore  di te crepito, mio caro,
Per quanto so che sei perduto se non ti sostengo
Per quanto tu in me confidi
 Benché di me tutto tu sappia.

Mentre senza di te qui il mio dolore è tale e tanto
Che la gabbia di stenti  è il suo imprigionarsi,
Che disperando di ritrovarci 
La mia veglia cerca solo l’addormentarsi. e il morire  
Nel sogno di te.



Varianti 

Ed ora, amico mio,
Che qui invecchio solitario e nel freddo
Tra  i cumuli intorno di parole nei libri
Senza più alcuna certezza di ricongiungerci, un giorno,
Dove  di nuovo come la sera cala  su giochi ed attese 
Il gelo del tuo attaccamento anneri la gelosa follia

Il residuo calore che avventura ancora  i miei anni
Oltre  l’attendere qui solo la  la morte nel passare dei giorni 
Ora è  che amore  di te mi alimenta, mio caro,
Per quanto so che sei perduto se perdi il mio aiuto
Per quanto tu in me confidi
E mi affidi i tuoi figli
 Benché di me tutto tu sappia.

Mentre senza di te qui il mio dolore è tale e tanto
Che la gabbia di stenti  è il suo imprigionarsi,
Che disperando di ritrovarci 
La mia veglia cerca solo l’addormentarsi. e il morire  
Nel sogno di te

.Ed ora, amico mio,
che qui invecchio solitario e nel freddo
Tra  i cumuli giacimenti  intorno di parole nei libri
Senza (che) più alcuna certezza ( mi rianimi )
di ricongiungerci un giorno
Dove  di nuovo come la sera cala  su giochi ed attese 
Il gelo del tuo attaccamento anneri /intenebri la si intenebri in gelosa follia

Il residuo calore che avventura ancora  i miei anni
Oltre  l’attendere qui solo la  morte nel passare dei giorni 
Ora è  che amore  di te mi alimenta,  mio caro, 
Per quanto so che sei perduto se perdi il mio appiglio
Per quanto tu in me confidi benché di me
tutto tu sappia.

Mentre senza di te qui il mio dolore è tale e tanto
Che la gabbia di stenti  è il suo imprigionarsi,
Che disperando di ritrovarci 
La mia veglia cerca solo l’addormentarsi e il morire
nel sogno di te







Ed ora il solo residuo calore che avventura i miei anni
Oltre un passare dei giorni che sia solo un attendere la morte
È l’amore  che mi alimenta di te nutro per te, kailash, amico mio
Per quanto( so che) sei perduto se perdi il mio aiuto
Per quanto in me confidi benché di me tutto tu sappia.

Ed ora che qui invecchio solitario e nel freddo
Tra cumuli e cumuli/ i giacimenti  intorno di parole nei libri
Senza che più alcuna certezza  mi rianimi di ricongiungerci un giorno
Senza più alcuna la  (che) alcuna certezza (ci sia data ?certezza che ci sia dato
Di ricongiungerci potermi di nuovo poterti  ti di nuovo raggiungere con te ricongiungere un giorno
Ove  di nuovo come la sera cala  su giochi ed attese i giochi in cortile e le attese deluse e deluse attese

L’algido tuo il tuo attaccamento algido  annera s’intenebri ancora in gelosa follia algido nella più gelosa follia
(L’algore ) Il gelo del tuo attaccamento si intenebri ancora in gelosa follia

Ed ora (ora) Il solo residuo calore che avventura ancora  i miei anni
Oltre  l’attendere qui solo la qui la morte nel passare dei giorni il  un passare dei giorni ch’ e sia solo l’ attendere la morte
Ora è ( l’) che amore (che) di te mi alimenta (di te) nutro per te, Kailash, amico mio,
Per quanto so che sei perduto se perdi il mio appiglio aiuto
Per quanto in me confidi benché di me
tutto tu sappia.

(E )Mentre senza di te qui il mio dolore è tale e  tanto
Che la gabbia di stenti  è il suo imprigionarsi,
Nel sogno  che disperando di ritrovarci  te

La mia veglia cerca solo l’addormentarsi.

sul vaffa dell'elezione di Trump













Da parte di Beppe  Grillo si è detto o  blaterato di un pazzesco Vaffa lanciato contro l’establishment americano, e il suo politically correct, con l elezione di un miliardario evasore e bancarottiere qual’è Donald Trump a quarantacinquesimo presidente degli  Stati Uniti di America, alla cui poltrona del Tesoro già si sfidano banche d'affari. Ai trumpisti e neotrumpisti così sintonizzati in ascolto, specialmente a quelli che sussistono fra le file pentastellate, vorrei sommessamente far presente che è un colossale Vaffa scagliato anche contro l’antirazzismo e l’antisessismo e l’universalità dei principi della civiltà liberale, che pur ha raccolto nella pur esecrabile Hillary Clinton la maggioranza del voto popolare americano. Inoltre vorrei non di meno ricordare che tale vaffa non è stato emesso solo dai più disperati e dimenticati d’ America, i forgotten di cui ha detto bene il neo presidente, e che nel Partito democratico americano o in quelli europei e italiani di centro sinistra e di sinistra, chiusi in bolle mediatiche come le loro Leopolde, non ritrovano più rappresentanza, ma che tale Vaffa è stato truonato con voce ben più potente dalla old economy del petrolio e del carbone che vuole sabotare gli accordi di Parigi sulla riduzione dell’ inquinamento ambientale, a detrimento delle energie rinnovabili, dalle industrie delle armi contrarie a qualsiasi limitazione del loro uso e favorevoli alla loro introduzione nelle stesse scuole, in chiese e pubblici uffici, dalle case farmaceutiche americane  ostili  alla riforma sanitaria dell’ Obama care che ne calmiera  il lievitare dei profitti, dai capitani d’industria americani che hanno tutto da guadagnare dalla elevazione di barriere doganali e protezionistiche, a danno ad esempio della Brembo che opera in Messico, non che dai rigurgiti del Ku Klux Klan e dei movimenti razzisti e sessisti, ferventemente devoti e tardopatriarcali, che vogliono trasformare in una miscela esplosiva neoschiavista e indecentemente maschilista il melting pot multietnico americano. A tali entusiasti vorrei infine rammemorare, sommessamente, che gli auguri più calorosi a Trump sono stati espressi da autocrati quali Putin, Erdogan, Al Sisi, dei colossi dai piedi d’argilla ai quali se si lascia spazio e campo, alle frontiere orientali di Unione europea e Nato e in Medioriente, in lotta ed in combutta non meno di quanto si dipingessero essere i Clinton con Iran e Arabia Saudita, l' una contro l’altra armata, è dubbio che ne traggano giovamento le nostre istanze di sicurezza e la nostra economia, non che l’ umanizzazione della nostra civiltà .

domenica 6 novembre 2016

L'alimentazione in tempo di guerra

Sempre dalle interviste a mia madre che vengo trascrivendo
L'alimentazione in tempo di guerra
In tempo di guerra cambiava il modo alimentarsi per voi che avevate la campagna ? C’erano per voi delle restrizioni?
Si cercava di ripiegare con le cose che si facevano in casa, e lo stesso c’erano delle restrizioni La carne di manzo era tesserata, la andavamo a comperare solo il sabato e la mangiavamo una sola volta la settimana. Ma con la macellazione dei maiali che d'inverno si faceva in casa c’erano i cotechini, i salami, gli zampetti, la soppressata, la stessa testa del maiale privata delle ossa e messa sott'olio, le ossa poste sotto sale in una camera fresca per essere usate nel fare il brodo. Alla festa così mangiavi il tuo cotechino con le verze o le patate, e con i cotechini si andava avanti fin quasi d'estate. . Era così che si cercava di economizzare le carni di manzo e la roba che erano tesserate. Mangiavamo molte uova perché avevamo le galline, mi mandavano anche a venderne al mercato di Concordia, poi quando le galline non facevano più uova una alla volta venivano uccise, e con i loro quarti e con le ossa di maiale che buono che era il brodo che si faceva. Il formaggio era quello del casello dove portavamo il latte, ne prendevamo due, tre chili, alla volta, e delle volte portavamo a casa anche una o due forme intere., di quelle che non erano vendute perché avevano dei difetti. proprio piccoli. Patire la fame mai, ma perché .cercavamo di utilizzare tutte le cose che potevamo fare in casa, il formaggio e il burro del casello dove portavamo il latte, senza dover ricorrere ai mercati come si fa adesso
.Quello che si andava a comperare nelle botteghe era il minimo, il riso e la pasta, che mi ricordi, ma come il pane anche la pasta il più delle volte la facevi in casa, facevi molta sfoglia, i bigoli e i maccheroni con il torchio, facevi la pasta trita, facevi le tagliatelle, insomma in casa veniva fatto quasi tutto.
Delle gran frittate, dei grandi intingoli la sera, i “ pucin”, … avevi i pollastri, li accoppavi , e con le rigaglie, i magoni, i fegati e le ali, facevi gli intingoli di carni e patate.
La terra a saperla usare ti dava tutto, e l orto era una bottega, (con i suoi spartiti) di insalata bianca, insalata verde, prezzemolo, sedano, pomodori, peperoni, radicchi, verze, zucche, patate...
Insomma, nonostante la guerra chi aveva la terra allora non stava male, c’era il casello, c’erano i capponi, le galline, le faraone, patire la fame mai, che mi ricordi

martedì 1 novembre 2016

mia mamma, sul fascismo

Dalle interviste a mia mamma in via di trascrizione
Sul fascismo
Mi ricordo ancora della radio su una finestra dell’osteria, in Malcantone, quando la voce di Mussolini ha dichiarato la guerra. La gente di sotto, sbalordita, “ C’è la guerra, c’è la guerra…”. Che vuoi, ero una bambina, avrò avuto allora nove anni, ma in quel momento ho avuto il senso che avesse paura, che non ne fosse esaltata. …Il fascismo ho imparato a conoscerlo andando a scuola, da quel quadro di Mussolini sopra la cattedra, poi il quadro del re ed in mezzo il crocifisso. Tutte le mattine in piedi prima le preghiere, poi la canzone patriottica. Ci facevano sempre fare ginnastica una mezz’oretta, ed io ne ero contenta perché uscivamo fuori. Per non dire degli esercizi ginnici, a sfilare per la piazza, davanti alla scuola, con la gonnellina nera, la camicettina bianca, con il distintivo della Gil, Giovane italiana del Littorio. Erano divertenti le sfilate, ci mettevano tutte in fila, con le nostre maestre al fianco, e via che si andava….” Un due, un due, avanti march, destr, sinistr, saluto al duce…”
Che vuoi che andassi a pensare che fosse a sfondo fascista o non fascista.
Allora erano tutti inquadrati. Ce n’erano pochi che si dissociassero da quella idea li, le maestre poi… La maestra Giannina era fascista fino alla punta dei capelli. Il fascismo e le sue sfilate facevano parte dei programmi della scuola.