lunedì 21 novembre 2016

Meno spendo, e più risparmio, ...

"Meno spendo, e più risparmio, più a lungo posso darti aiuto, e di più posso lasciarti quando io ti lasci morendo"" Less I spend, more I save money, more for a long time I can Help You , and leave You money when I die,", così al telefono sintetizzavo a Kailash la sola natura delle mie preoccupazioni economiche, che mi fa restio a spendere oltre il minimo indispensabile, a concedermi alcunché di più. Avevamo già lungamente discorso del mancato ottenimento del visto a tutt’oggi, ad oltre 67 giorni da che al mio arrivo stesso in Italia ho inoltrato la richiesta, cercando una spiegazione alle ragioni dell’ultima risposta fornitami dall’ open sourcing center " Egregio sig. B., buon pomeriggio,
Purtroppo non vi sono ancora novità, stiamo chiedendo ogni giorno affinché si possa risolvere questa situazione.
Abbiamo fatto presente la sua disponibilità a presenziare ad un colloquio con il sig. Console Generale, ci è stato ribadito che, al momento, non risulta necessario.
Con i nostri cordiali saluti”
Kailash supponeva che le autorità consolari indiane volessero lasciare passare tre mesi prima della conversione della mancata concessione di un visto lavorativo in un visto turistico, io propendevo a credere, ed ancor più credo tuttora, che invece abbiano intrapreso un ‘indagine sulle mie attività in India durante tutti questi anni, e che restino in attesa di riscontri, - come altrimenti si spiega , che almeno al momento, il colloquio con il sig. Console Generale non risulti necessario?-, e tentavo di farci coraggio ripetendogli che tale sospensiva è vero che non è un si, ma è pur vero che non è neanche un no, e che se avessero già potuto decidersi in tal senso non starebbero ancora aspettando oltre due mesi per pronunciarsi.
Così si fa difficile anche che io possa essere in India a gennaio, se potrò più farvi ritorno, comunque al mio rientro avevo già messo in conto di passare quest’anno il Natale (qui) con i miei familiari, il che dava una luce di conforto a Kailash, un motivo per farsi una ragione del mio protrarmi in Italia.
“ Così, se per Natale sei con la mamma, tua sorella, tuo fratello, tuo nipote, non è un problema se (ora) non sei ancora qui “, in Khajuraho dove comunque gli arriva ogni giorno da migliaia di chilometri di distanza la mia parola di sostegno, per telefono è come se fossi con lui, e tra noi non ci sono dissensi e scontri come accade puntualmente quando siamo insieme
“ Si, ma quando eri qui tu pensavi alla casa, alla salute dei nostri bambini, alla loro scuola, mentre io ero al mercato e me ne stavo via..
" Eri tu che davi a Chandu dasko rupees, ricordi, una o più volte, ora sono io che devo dargliele".
Mi faceva ora davvero piacere che me lo dicesse, gli ribattevo ridendo, perché quando ero a Khajuraho, gli ho ricordato, mi rimproverava sempre di non fare niente per loro, di non provvedere e di lasciarli sempre senza rupie, di spendermi solo per un altro...
“ Ma dicevo così quando tra noi c’erano “ drama “
Gli suggerivo di supplire alla mia mancanza facendosi aiutare da Poorti ed Ajay, la bambina poteva indicargli tutto ciò che venisse a mancare in casa di occorrente, Ajay poteva fargli sapere se la sorella e Chandu avessero bisogno di quaderni o di altro materiale per la scuola, e quanto alla salute dei bambini, che fortunatamente è buona, si recasse per ogni disturbo dal dottor Kare, il medico che è divenuto anche di sua fiducia.
E quanto a denaro, ne disponeva a sufficienza, nonostante l’attuale caos in India del cambio in corso delle vecchie banconote di cui era diffusa la contraffazione con i nuovi tagli delle 500 e 2000 rupie? Almeno ne aveva abbastanza fino a venerdì, quando potrò inviargli un nuovo importo?
Il solo vero problema era la farina di grano che cominciava a scarseggiare, ne restano ancora venti chili, e possono bastare solo fino alla prossima settimana, poichè la famiglia ne consuma ogni giorno un chilo e mezzo per impastare chappati. Occorreva anche riso, che piace a Poorti e Chandu, e gli è difficile ora assicurarlo loro ogni giorno, ma come rilevavo a Kailash ne occorre una quantità assai minore che quella che deve usare di farina, potranno bastare per ora alcuni pacchi,
invece dei “ bori” o sacchi per 890 rupie di 25 , 20 o 10 chili, a seconda della qualità del riso. E quanto a me? Quanto veniva a costarmi la mia vita da solo in Italia, in più di quella in India associata con loro? Dicevo di farcela con 10 euro al giorno, salvo le spese per recarmi una volta la settimana da mia madre, quelle in aumento per acqua, luce, gas, ora che ne faccio effettivo consumo. Non cambiava gran che rispetto a quando ero in India, a fare lievitare i costi della mia vita sarebbero eventuali viaggi, come accadeva anche in India quando li intraprendevo. Ma confido, se mai farò ritorno, di potermi ripetere negli stessi viaggi all’interno del solo Madhya Pradesh, sperimentando le comodità che offre la nuova linea ferroviaria che collega Khajuraho con Chhatarpur, Tikamgarh, Lalitpur, e con i grandi centri d’arte di Deogarh, Chanderi, con le piccole Khajuraho che furono un tempo Dudhai, Chandpur, che vorrei tornare a rivedere con Kailash che non vi è mai stato, progettando nuovi itinerari con i fantasmatici visitatori che siano suoi fantasmatici clienti, che da Lalitpur potrebbero proseguire in tempi abbreviatisi per Vidisha, Sanchi, la stessa Bhopal, il Sud dell'India in ogni direzione. Ma Kailash mi aveva già detto che le incrementate possibilità di raggiungere Khajuraho in treno erano state azzerate dal tragico incidente ferroviario che ieri è avvenuto presso Kanpur, facendo fino a tuttora 147 vittime il cui novero è destinato a salire, talmente sono gravi certuni dei 150 feriti. Almeno per un mese la paura di viaggiare in treno avrebbe diradato i turisti indiani che del treno si servono nei loro viaggi. Ma più che la quantità di morti e feriti, ieri a lasciarlo sconvolto, come avvertivo dal tono dimesso della sua voce , era stata la vista dei bambini rimasti orfani, che gridavano senza nemmeno riuscire ancora a parlare, una figlia di sei anni e mezzo, un suo fratellino di un anno e mezzo, un’altra bimba di due anni e mezzo.
La mente, mentre me ne parlava, correva all'immagine di altre piccole vittime della sventura che la televisione il giorno avanti aveva seguitato a riproporre, i neonati che in Aleppo est che le infermiere in lacrime avevano dovuto estrarre concitatamente dalle incubatrici , tra i crolli di muri e di calcinacci, che sollevavano polvere, degli ultimi ospedali ancora funzionanti che i bombardamenti russi e dei governativi di Assad avevano del tutto distrutto.
Kailash, nell’aggiornarmi i dati di morti e feriti dell’ incidente ferroviario nei pressi di Kanpur, mi ha informato che anche le traversie della demonetizzazione hanno fatto le loro vittime, tra i vecchi deperiti che dalle due e le tre del mattino fino a sera tardi erano rimasti in fila di fronte alle banche, tra i padri cui era venuto meno il denaro per sposare le figlie e che si erano suicidati. Ed è tornato a dirmi di quanti hanno incenerito le banconote che stanno uscendo di circolazione oppure le hanno disperse nel Gange o nel liquame lurido di canali e scoli, perché era denaro sporco , accumulato magari per evasione o corruzione, di cui sarebbe stato loro richiesto di certificare la provenienza.
Alti erano poi nel lasciarci i nostri cuori, quanto grande restava la nostra angoscia di non poterci più rivedere, se non nel Nepal dove Kailash mi raggiunga con i nostri cari.
"Meno spendo, e più risparmio, più a lungo posso darti aiuto, e di più posso lasciarti quando io ti lasci morendo"" Less I spend, more I save money, more for a long time I can Help You , and leave You money when I die,", così al telefono sintetizzavo a Kailash la sola natura delle mie preoccupazioni economiche, che mi fa restio a spendere oltre il minimo indispensabile, a concedermi alcunché di più. Avevamo già lungamente discorso del mancato ottenimento del visto a tutt’oggi, a oltre 67 giorni da che al mio arrivo stesso in Italia ho inoltrato la richiesta, cercando una spiegazione alle ragioni dell’ultima risposta fornitami dall’ open sourcing center " Egregio sig. B.buon pomeriggio,
Purtroppo non vi sono ancora novità, stiamo chiedendo ogni giorno affinché si possa risolvere questa situazione. 
Abbiamo fatto presente la sua disponibilità a presenziare ad un colloquio con il sig. Console Generale, ci è stato ribadito che, al momento, non risulta necessario. 
Con i nostri cordiali saluti”
Kailash supponeva che le autorità consolari indiane volessero lasciare passare tre mesi prima della conversione della mancata concessione di un visto lavorativo in un visto turistico, io propendevo a credere, ed ancor più credo tuttora, che invece abbiano intrapreso un ‘indagine sulle mie attività trascorse in India, durante tutti questi anni, e restino in attesa di riscontri, - come altrimenti si spiega , che almeno al momento, il colloquio con il sig. Console Generale non risulti necessario?-, e tentavo di farci coraggio ripetendogli che tale sospensiva è vero che non è un si, ma è pur vero che non è un no, e che se avessero già potuto decidersi in tal senso non starebbero ancora aspettando oltre due mesi per pronunciarsi.
Così si fa difficile anche che io possa essere in India a gennaio, se potrò più farvi ritorno, comunque al mio rientro avevo già messo in conto di passare quest’anno il Natale (qui) con i miei familiari, il che dava una luce di conforto a Kailash, un motivo per farsi una ragione del mio protrarmi in Italia.
“ Così, se per Natale sei con la mamma, tua sorella, tuo fratello, tuo nipote, non è un problema se (ora) non sei ancora qui “, in Khajuraho dove comunque gli arriva ogni giorno da migliaia di chilometri di distanza la mia parola di sostegno, per telefono è come se fossi con lui, e tra noi non ci sono dissensi e scontri come accade puntualmente quando siamo insieme 
“ Si, ma quando eri qui tu pensavi alla casa, alla salute dei nostri bambini, alla loro scuola, mentre io ero al mercato e me ne stavo via”.
" Eri tu che davi a Chandu dasko rupees, ricordi, una o più volte, ora sono io che devo dargliele".
Mi faceva ora davvero piacere che me lo dicesse, gli ribattevo ridendo, perché quando ero a Khajuraho, gli ho ricordato, mi rimproverava sempre di non fare e di non lasciare mai niente dper loro, di non pensarci e provvedere, di spendermi solo per un altro...
“ Ma dicevo così quando tra noi c’erano “ drama “
Gli suggerivo di supplire alla mia mancanza facendosi aiutare da Poorti ed Ajay, la bambina poteva indicargli tutto ciò che venisse a mancare in casa di occorrente, Ajay poteva fargli sapere se la sorella e Chandu avessero bisogno di quaderni od altro materiale per la scuola, e quanto alla salute dei bambini, che fortunatamente è buona, si recasse per ogni disturbo dal dottor Kare, il medico che è divenuto anche di sua fiducia.
E quanto a denaro, ne disponeva a sufficienza, nonostante l’attuale caos in India del cambio in corso dei tagli delle banconote? Almeno ne aveva abbastanza fino a venerdì, quando potrò inviargli un nuovo importo? 
Il solo vero problema era la farina di grano che cominciava a scarseggiare, ne restano ancora venti chili, e possono bastare solo fino alla prossima settimana, poichè la famiglia ne consuma ogni giorno un chilo e mezzo per impastare chappati. Occorreva anche riso, che piace a Poorti e Chandu, e gli è difficile ora assicurarlo loro ogni giorno, ma come rilevavo a Kailash ne occorre una quantità assai minore che quella che deve usare di farina, potranno bastare per ora alcuni pacchi , invece dei “ bori” o sacchi per 890 rupie di 25 , 20 o 10 chili, a seconda della qualità del riso. E quanto a me? Mi aveva già chiesto quanto veniva a costarmi la mia vita da solo in Italia, in più di quella in India associata con loro. Dicevo di farcela con 10 euro al giorno, salvo le spese per recarmi una volta la settimana da mia madre, quelle in aumento per acqua, luce, gas, ora che ne consumo effettivamente. Non cambiava gran che rispetto a quando ero in India, a fare lievitare i costi della mia vita sarebbero eventuali viaggi, come accadeva anche in India quando li intraprendevo. Ma confido, se mai farò ritorno, di potermi ripetere negli stessi viaggi all’interno del solo Madhya Pradesh, sperimentando le nuove comodità che offre la nuova linea ferroviaria che collega Khajuraho con Chhatarpur, Tikamgarh, Lalitpur, e con i grandi centri d’arte di Deogarh, Chanderi, con le piccole Khajuraho che furono un tempo Dudhai, Chandpur, che vorrei tornare a rivedere con Kailash che non vi è mai stato, progettando nuovi itinerari con i fantasmatici visitatori che siano suoi fantasmatici clienti, che da Lalitpur potrebbero proseguire in tempi abbreviatisi per Vidisha, Sanchi, la stessa Bhopal, il Sud dell'India in ogni direzione. Ma Kailash mi aveva già detto che le incrementate possibilità di raggiungere Khajuraho in treno erano state azzerate dal tragico incidente ferroviario che ieri è avvenuto presso Kanpur, facendo fino a tuttora 147 vittime il cui novero è destinato a salire, talmente sono gravi certuni dei 150 feriti. Almeno per un mese la paura di viaggiare in treno avrebbe diradato i turisti indiani che del treno si servono nei loro viaggi. Ma più che la quantità di morti e feriti, ieri a lasciarlo sconvolto, come avvertivo dal tono dimesso della sua voce sbigottita, era stata la vista dei bambini rimasti orfani, che gridavano senza nemmeno riuscire ancora a parlare, una figlia di sei anni e mezzo, un suo fratellino di un anno e mezzo, un’altra bimba di due anni e mezzo.
La mente, mentre me ne parlava, correva all'immagine di altre piccole vittime della sventura che la televisione il giorno avanti aveva seguitato a riproporre, i neonati che in Aleppo est che le infermiere in lacrime avevano dovuto estrarre concitatamente dalle incubatrici , tra i crolli di muri e di calcinacci, che sollevavano polvere, degli ultimi ospedali ancora funzionanti che i bombardamenti russi e dei governativi di Assad avevano del tutto distrutto. 
Kailash, nell’aggiornarmi i dati di morti e feriti dell’ incidente ferroviario nei pressi di Kanpur, oggi mi ha informato che anche il caos valutario ha fatto le sue vittime, tra i vecchi deperiti che dalle due e le tre del mattino fino a sera tardi erano rimasti in fila di fronte alle banche, tra i padri cui era venuto meno il denaro per sposare le figlie e che si erano suicidati. Ed è tornato a dirmi di quanti hanno incenerito le banconote che stanno uscendo di circolazione oppure le hanno disperse nel Gange, o nel liquame lurido di diversivi , perché era denaro sporco di cui avrebbero finito per denunciare la provenienza oscura depositandoli..
Alti erano poi nel lasciarci i nostri cuori, quanto grande restava la nostra angoscia di non poterci più rivedere, se non nel Nepal dove Kailash mi raggiunga con i nostri cari.

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