mercoledì 5 gennaio 2022
Kallu, servitore di un solo padrone.
Kallu, servitore di un solo padrone.
Lasciato l Hotel Harmony, Kallu divenne un cuore inquieto nell hotel Surya che avrebbe dovuto assicurargli rispetto e un onorato lavoro . In effetti non aveva più tre padroni in una volta, padre, figlio e zio malefico, nessuno lo risvegliava più al lavoro alle cinquc del mattino bussandogli all uscio, o faceva di lui un factotum a salario e personale dimezzato, impiegandolo in giardino e nell orto quando scarseggiavano turisti. Né aveva di che dolersi ancora che i clienti lo oberassero di servizi senza rilasciargli una sola ruopia, di imprecare e dannarsi di essere trattato come una pattumiera e la sua spazzatura. Cionondimeno se gli chiedevo di quante stanze fossero occupare nell hotel Surya non mancava di fare raffronti con l hotel Harmony, senza riuscire a concepirlo come un concorrente dei cui smacchi a vantaggio del nuovo padrone essere soddisfatto. Tanto meno la cosa gli garbava se ora era lui , di notte, che avvistando per strada turisti in arrivo li aveva distolti dall hotel Harmony per farne gli ospiti del suo nuovo hotel. Sembrava che noin aspettase altro, per toglierli un cerrto disappunto interiore, quando dei turisti che non volevano saperne di alloggiare nell hotel surya aveva potuto dirottarli tutti quanti verso l hotel di tutta una vita di esacerbato lavoro. Nulla da eccepire sul suo nuovo padrone, le briglie erano quanto mai allentate, e quando Kailash ha cominciato a soffire di un calcolo alla prostata, non riuscendo quasi più ad urinare, ha potuto congedarsi come e quando è stato necessitato. Il suo amico che gestisce un altro hotel del suo nuovo padrone gli aveva intanto detto che ne condivideva la conduzione con la madre, solo che tra i due c’era ripugnanza reciproca, quando lei era all interno dell hotel lui rimaneva fuori, per rientrarvi solo quando sua madre ne fosse uscita. Né erano migliori i rapporti con il resto della famiglia: e ciò per Kailash non deponeva certo a favore del suo nuovo padrone, senza che avvertisse così dicendo, che stava deprecando la nostra comune sorte famigliare. Non un rimprovero o un addebito neanche al rientro, non oneri di continue fatiche che negandogli il sonno e la regolarità dei pasti potessero debilitarlo, non continue richieste che gli impedissero di essere al telefono quando lo chiamavo, ma era la ragione stessa di tanta souplesse che minava il mio amico. Nulla gli si addebitava ma di nessuna funzione di importanza lo si accreditava, niente che lo impegnasse ma altresì niente che lo onorasse come implicito riconoscimento delle responsabilità che fosse in grado di assumersi per le sue competenze acquisite alla reception. “ Lo sai, finora non mi ha lasciato ricevere un solo ospite, finora non mi ha lasciato firmare una sola ricevuta! Non sono mai io ad accogliere gli ospiti, al loro arrivo, a parlargli e ad accompagnarli in stanza!” Nell Hotel Harmony ero io che ricevevo anche le prenotazioni!”
Kailash era stato assunto come watchman notturno, perché è lunico che non solo ijn tutta Khajuraho resti sveglio anche nel cuore della notte ad avvistare turisti,; ma la sua vista ne soffre, gli occhi si arrossano e gli lacrimano, fatica ora a leggere anche i titoli di giornale, ma che così accusando e denunciando, abbia eluso le aspettative del suo nuovo padrone, neanche questo sembrava avere incrinato il suo rapporto di assunzione. Kailash si era così convertito in termini indolori presso il nuovo padrone in un ozioso lavoratore diurno, quando un giorno è emersa la ragione particolare per cui lo teneva alle sue dipendenze.
Quando Kauilash me l’ha rivelata , coin estremo sconforto, più che indignazione, “ E tu che cosa hai risposto kailash, gli ho domandato, alla sua richiesta che tu gli dessi le password dell’ hotel Harmony?
Gli ho detto che lavoro onestamente per l hotel surya come per l hotel harmony, che no voglio perdere la mia reputazione di lavoratore onesto. I work honest
Poi a me , come se si rivolgesse ancora al padrone dell hotel Surya: ho lavorato per l hotel Surya, per l hotel Harmony, per l hotel Grace per l Hotel Zene, per il Crystal Palace, ma sono sempre stato un lavoratore onesto, e non voglio perdere la mia reputazione di lavorare onestamente”.
Cos’ come il vecchio big owner ha c hioesto di nuovo di lui, ha risposto di nuovo all’appello. E di nuovo, con l’arrivo delle comitive di turisti per le feste di Diwali e matrimoniali, recriminazioni su recriminazioni per come viene trattato da indiani e dai vecchi padroni. I work hard, I work honest and for them I am as one dustbin. Solo i clienti che vengono ad ore con le loro escort da Mahoba o da Chhatarpur lo fanno contento, , con la bakshesh che gli riservano all’arrivo ed alla partenza. O i bengalesi che arrivano in comitiva anche con il cuoco appresso, e gli lasciano una raszione di fish e cicce curry. Con gli altri clienti che non gli riservano che continue pretese ha imparato a regolarsi meglio. Li invita di notte a prendersi da soli in cucina l’acqua che serve e se ne sta a dormire a debita distanza alla reception. Angosciato i giorni scorsi che le comitive che si susseguivano potessero ridurlo ancora in uno stato di debilitazione con carenza di ossigeno ed alta pressione, gli ho gridato per iscritto via messenger che la sua salute , la sua vita è ciò che più conta, voleva forse lasciare senza padre Candu, Poorti, Ajay,
Kailash do you want to lose your life for the hotel Harmony and his not human amanushik owner ? Do you want to leave without father Ajay , Poorti and Chandu? Do you remember what happened to you last summer)? Your weakeness and the hypertension of the blessure of you blood, during covid corona spread ? Working instead in hotel Surya you don't stay at the reception you don t call with the tourist but the owner ask you very a few s for the same salary. Sorry, I dont understand more .You. and your hathi pagalkpan. it's really better If without working You stay with your family. Chandu love me because also he s very alone, ekal, in our family, .I ll provide, no problem.
22 nov 2021, 19:02
IO I m well, as i hope You. I ve called to Chandu, all its very good about him, I promise him to send laptop ka amount next week, he ask me to send the amount in mama account. I wishes For You all the best, my best friend.. See You tomorrow..
Kailash Thank you very much But I like to call you video call I am not angry like you (Kailash )If you like I can leave hotel harmony tomorrow but after you know what happened you have to spend more money for our family
(Kailash) Thank you anyway you take care of me and our family I can leave next week hotel harmony
If you leave hotel Harmony I can take care of your holy Family, our family
Kallu Sen Thank you for your support
IO Kailash I m not angry with You, but with your owner because he treat You very bad and my mind cannot tolerate more this situation. I m not indian. I I dislike to oblige You, but I cannot accept more how you owner use my support to you and your family as compensation and supplement of your low salary. Now Is increasing his profit by your job without caring how is compromising your health and reducing your family house to your dormitory. I said you already what are different solutions.
Ne era sortito il suo impegno per un’altra soluzione, a lasciare l hotel Harmony, e senza mettersi al servizio di un padrone indegno quale quello dell hotel Surya, di raggranellare rupie raccattando turisti per l hotel Grace, l Hotel Zen, l Hotel Jain, il 30% del costo delle camere procacciate il suo guadagno pattuito. Avrebbe potuto scendere in strada come e quando volesse, senza pregiudicare la vita in famiglia, il cibo e il riposo salutari. Ma di nuovo è impaniato con il solo padrone cui il suo dharma e il suo karma lo asserviscono, di nuovo lo trovo sempre di nuovo impegnato in hotel e se mi risponde, con i tank you sono omaggiato di sbadigli più che di parole.
Ancora ieri
Ancora ieri, come l’altro ieri, avrei voluto morire, per svanire per sempre al sopraggiungere di sempre nuove auto lungo la via di casa. Silenziose, oscurata la vista dei passeggeri interni, in una discontinuità di transiti senza fine. Ognuna di esse come un’oscura minaccia recata dalle esistenze al loro interno, , dal loro modus vivendi disposto a tutto per il proprio confort. Cementificazione e asfaltatura di spazi in sobborghi sempre più a lunga distanza, polluzione di energie combustbiili, sterminio di tutte le vite che ad esse anelano e alle quali non possono essere consentite pena l’estinzione di tutti. Tra case introverse, estranee l una all altra, nell eden dei loro giardini da cui i cani che mi abbaiano contro sono le sole presenze che ne compaiono. Nei bar i soli lettori di giornali,un barlume nello sfacelo di vecchi senza più lumi ideali, ogni emancipazione finita nel vivere e basta dell orrore del mondo.
Kailash servitore di due padroni
E così per Kailash si prospetta di tornare ad essere servitore di due padroni, dell ‘uno in hotel, dell’altro per strada, per l uno lavorando full time come se fosse part time per una paga dimezzata, con il presunto tornaconto di non dover fare gli straordinari senza esserne ripagato, per l’altro – o per gli altri-, avventurandosi per strada in cerca di clientela turistica, in cambio di una commissione del 30%. Per l’amico, comunque la rigiri, la situazione gli si ritorce contro attanagliandolo in uno sfruttamento atroce.
Ma per quanto io gli offra alternative, di attendere alla famiglia e salvaguardare la sua salute senza lavorare, il suo dharma, il senso di un debito crescente contratto con me, del mio futuro a cui deve pensare, gli impediscono ogni risoluzione del genere. E così, lui che è un famulo in hotel, a oltre quarant’ anni, con tre figli, complice i lockdown nazionali di cui a suo tempo abbiamo fatto scuola per i pescicani del capitalismo delle catastrofi nel mondo, in paesi senza welfare, ammortizzatori sociali o uno straccio di contratto di lavoro, finisce trattato come non subisce più di esserlo neanche un ragazzo di strada senza esperienza di lavoro. (Kailash, che quanto è più asservito, tanto più così mi asservisce, come rientra nel conto al ribasso del suo padrone). Ed io, anche se a volte vorrei morire piuttosto che sentirmi impotente ad evitare che si abusi di lui (e di me, per il suo tramite), non posso che accompagnarlo nel suo travaglio e tormento, senza sostituirmi mai a lui nel suo poter essere e sentirsi libero per quanto schiavo..
A Chandu ho chiesto frattanto se sia il caso di insistere per il laptop che richiede, non già perché non possa consentirmelo e consertirglielo, ma perché il suo onere stride con la condizione economica della famiglia.” Lo sai Chandu, quanto deve lavorare papà per guadagnare quanto costa il tuo computer? “ Due anni”, mi ha risposto senza doverci pensare su, apparentemente senza che per questo voglia recedere per un laptop meno costoso. Quando poi la sera ho detto a Kailash della cosa, con Chandu in ascolto, e ho fatto menzione di un piano b che contempla un acquisto d’ordine inferiore, Chandu ha ventilato al papà che se era per questo si poteva considerare piuttosto la scelta di un laptop ancora più caro che aveva ben in mente.
Benché dodicenne in realtà Chandu conosce e vuole sapere tutto dello status della famiglia “ So già, mi ha detto l’altro giorno, sornione- che posdomani dovrai andare a inviarci denaro”. L’invio ci si è imposto perché per lui e per Porti l ammissione agli esami che sostengono in questi giorni comporta il pagamento della rata in scadenza della retta scolastica . Altrimenti finiscono esclusi dalle lezioni delle loro scuole. Vorrei davvero che la consapevolezza di come stanno le cose motivasse il mio amato Chandu ad un impegno scolastico meno centellinato.Gli attuali esami intermedi li considera “ half important”, mentre ancora li sta sostenendo già quelli che per lui solo contano sono quelli finali, e con il mio aiuto e quello di un amico trentenne di lui ed Ajay, Aditya, è più che certo di poterli superare. “ My mind is again in lockdown”, mi ha ripetuto per giustificarsi di questo suo impegno in differita quanto almeno alla concentrazione mentale. Ancora più in lockdown è comunque la mente di Ajay, che da due anni di fatto non frequenta il College per la pandemia, dicendomi che ha superato l anno scolastico per il fatto gli hanno condonato le tasse mentre deve comunque ancora iniziare dal primo anno di corso. L’aiuto che posso dare a Chandu, e che potrei replicare con Ajay, dato che si specializza in biologia, si sta rivelando relativo se inteso in termini di mero successo scolastico, ho un bel da spiegarli i sistemi corporei come scambio di ossigeno e dei “kachrà” dei rifiuti di anidride carbonica tramite la circolazione respiratoria e del sangue, l’emoglobina dei globuli rossi e gli enzimi vari, catabolizzanti, come papà Kailash ancora si ricorda dei suoi anni di scuola, nella versione opposta e complementare della fotosintesi clorofilliana, quando l insegnante richiede invece a bambini indiani la denominazione in greco dei globuli rossi e dei globuli bianchi come eritrociti e leucociti, o la formula integrale che per loro non significa niente dell’Atp. Già è gran cosa che Chandu mi segua perché non gli basta leggere e ripetere e rispondere alle domande del libro con un copia incolla di porzioni del testo. Vuole il cielo che fortunatamente Chandu mi saluti ogni volta in un bacio incantevolmente imperturbabile nella sua serenità felice, talmente nulla scalfisce la sua fiducia in sé, in me, nella famiglia, nel futuro e nella vita. In settimana papà Kailash gli ha acquistato una post card con una carica di sole 50 rupie, ed egli ha subito provveduto ad usarla comperandosi un croccante kurkuré con 15 rupie, per poi chiedere una ricarica di 500 rupie. Kailash gliela concederà, ma a patto che la esaurisca in non meno di 10 giorni, altrimenti ….altrimenti che fare rispetto ad una logica del mondo irreversibile che anche al più serrato lockdown può ovviare con un universo contactless, di social distancing e di smartworking, di rapide consegne a domicilio home delivery od on line, di piattaforme per ogni sorta di spettacolo ed evento. Esso è diventato l’amnio in cui sempre più mi lascio avvolgere e isolare, in cui leggo, scrivo e m’informo come non mai, mi incistido e salvo ciò che per me solo conta ed è l essenziale di fronte alla morte, in cui in morte di mia madre ho recuperato anche l irrecuperabile dei rapporti con i miei consanguinei, in cui tramite messenger, whatsapp, money gram, ho amato e provveduto di lontano come non mai ai miei cari in India, di giorno in giorno crescendo i nostri rapporti in amore e letizia. E facendo di necessità virtù, delle stesse obbligazioni più stolte ed odiose una coazione alla felicità, ho tesaurizzato al massimo che “Tutta l'infelicità degli uomini proviene da una cosa sola: dal non saper restare tranquilli in una camera.“( Pascal) E Momammad rifacendosi vivo, Chandu ripetendosi sorprendentemente in quello che Mohammad mi aveva trasmesso, mi hanno con indotto ad entrare anche nel meraviglioso mondo di netflix. Ora che ha moglie per Mohammad si è complicata la vita, forse lei è già in attesa dell’Alì di cui io diventi il babbà, ma può trovare il tempo di strabiliarmi da Mumbay cantandomi al telefono e chiedendomi di Bella ciao, la canzone del “professore” della quale ha imparato il ritornello vedendosi la Casa di carta di cui non sapevo ancora niente. E Chandu, tempo tre giorni, a me già internauta di netflix ha ricantato anch’egli l’aria e le parole di Bella ciao, avendola anch’egli appresa vedendosi gli episodi del serial, tramite un amico che dispone dell’app cinese che la trasmette nella versione internazionale quale Money heist. “ Adesso anche tu Chandu devi avere un nome in codice , come Tokyo..”
“ Berlin, Oslo, Nairobi…”
“ e Rio…My dear bambino conosci davvero tutto! Ed io perchè tu sei indiano ti chiamerò d’0ra in poi Mumbay”, così dicendogli perché Mumbay è la città dell’India che predilige nella sua modernità
“E tu , Rico, sarai per me… qual’ è una città in Italia?”
“ Roma,. Milano, Napoli..”
“ Per me tu sei Milano”.
Esse lunga a Mantova
Signor Direttore,
A Mantova come sta ora di casa Esse Lunga, dopo che da mesi vi è insediata? Ad una prima risposta occorre il preambolo di una premessa. Purtroppo, come l’omino di Charlot nella Febbre dell’oro, che spala di casa in casa la neve di cui ha sgombrato una soglia precedente ingombrandone un'altra, chi amministra la città vuole rendersi emerito con il disfare come sindaco i magoni a cui ha assentito a suo tempo, quale consigliere di maggioranza o quale assessore. E cosi Mattia Palazzi, il nostro Magonius il Grande, il demolition man dei garages di Borgochiesanuova cui diede il benestare a suo tempo, ora con Esse Lunga si vanta di avere posto riparo in piazza Mondadori al più grande disastro a cielo aperto che in realtà sia stato da lui stesso approvato, in veste di consigliere di maggioranza ai tempi del Burky II. L’avervi impiantato Esse lunga, è dunque da chiedersi, è ora sua vera gloria? E’ meglio al tacon che l’ bus? Vedremo, ma che per ora il conto torni almeno in parità non direi proprio , visto che manca ancora all’appello un’autostazione sostitutiva di quella le cui piattaforme sono state spianate, mentre tutto lascia supporre , dicono non a torto anche le ben emerite Cassandre di E-qual, che primi indiziati gli ipermercati nel raggio di un chilometro da Esse lunga, le esuvie fallimentari di suoi competitors andranno ad aggiungersi al novero dei magoni esistenti. Di certo si è rimediato ad un guasto ingente da se stessi prodotto, ma insediando un supermercato iperinvasivo proprio nella Mantova di sud ovest dove si concentra la quasi totalità degli esercizi commerciali della città, lasciandone ancor più sguarnita la Mantova di Nord Est, mentre Lunetta ancora piange la perdita del suo unico ipermercato. Ed in termini urbanistico-architettonici, come si risolve mai la faccenda? A un di presso, fatto salvo un tratto delle antiche mura, l’impressione primaria è che pur di accaparrare quanti più metri cubi possibili Esse lunga non abbia tenuto in nessun conto di venirsi insediando in un centro storico anziché in una periferia; ma quale mai genius loci o il farsi place marker, al diavolo integrarsi e connettersi, vada a farsi fottere il contesto. Così, in ottemperanza a standard architettonici che sono gli stessi dovunque Esse Lunga si impianti, per ribadire nelle stesse cubature un suo uniforme dominio di mercato, mastodonticamente è fuori scala, nei modi più abnormi di una caserma carceraria enogastronomica , quando sarebbe occorso ancor più sviluppo in lunghezza e meno in altezza, che non obbligasse i clienti a un su e giù di piani, un po’ sul modello , per attenersi ai suoi canoni, di quella di Soliera, senza lasciare che restasse a lei d’accanto il catafalco irrisolto della vecchia autostazione. Esse lunga ha così oscurato e rimosso dal corso di Viale Piave la bella vista sia degli edifici di via Conciliazione che del profilo stesso della città, ridotta a larva fantasmatica ed a mera appendice della mole del supermarket . Come non bastasse, un’improntitudine unica ha pregiudicato ogni possibilità di dialogo e d’accordo con un edificio così’ bello e ben più misurato, pur nei suoi squilli fascisti, quale quello del Mamu, finito del tutto in disparte, alla” fatti più in là delle sorelle Bandiera”. Ce lo dice a muso duro la sfrontatezza del bianco sfacciato, abbacinante, con cui è stato rialzata di tono la facciata di Esse lunga, altrettanto, quanto in prossimità, il tono di Corso Pradella è stata abbassato sino ad uno spegnimento funereo nei più lividi dei pavés, oramai dei selciati già sconnessi , in lugubre sintonia con la ferruginosità delle fioriere in corten , che non vogliono saperne di non apparire infestate, non che di un arredo ligneo incongruo e posticcio, già ammalorato. Il tutto, come tutto quello che sia solo fashion e non vero stile ,- che so , al pari di Piazza L. B. Alberti od 80o Fanteria-, apparendo affetto da una decrepita senescenza pregressa. Tornando in conclusione al quesito iniziale, dopo tali apparenti divagazioni, pare in risposta che Esse Lunga in Mantova vi stia già di casa per farla da padrone. Gli incassi siano pure quel che sono, ma come tutte le strade portano a Roma, tutte le nuove ciclabili in città paiono condurvi, magari fors’anche una tratta diretta da Lunetta.
Odorico Bergamaschi
una Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Mantovana nel Casino delle guardie nobili di Palazzo Ducale
Sempre che la costituzione di una Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Mantovana nel Casino delle guardie nobili di Palazzo Ducale sia un ‘impresa di valore , credo che il merito dell’operazione spetti soprattutto a Stefano l’Occaso ed ai suoi orientamenti condivisivi, visto che dal 2019 fino alla primavera scorsa il Sindaco Palazzo, deutero-agonista, , ha caldeggiato direttamente o per interposta persona la dislocazione della Galleria nella Casa Del Mantegna. Una proposta sconveniente, un meglio meno, anche se peggio, a indebito scrocco della Provincia, contro la quale non ha mai levato la propria voce, anzi aveva espresso il suo esplicito assenso, chi giorni addietro sulla stampa locale, ha formulato un compiaciuto plauso per la nuova scelta, onde intascarne o rilevarne il dividendo politico di parte. Direi che un grazie andrebbe rivolto piuttosto a chi, come Stefano Scansani, si è battuto per anni contro la destinazione della Casa del Mantegna ad augusta ma angusta ed incongrua ridotta di ciò che è arte moderna e contemporanea, una presa di posizione che con ragioni diverse o contrarie ho sostenuto anch’io in ripetuti interventi. Continua così l’agire del sindaco Palazzi in cui, con alterne fortune, scarica su altri enti e istituzioni ciò che meno l’accalora, in tal caso non senza rivalse , presumo, su chi, il Politecnico, magari con malagrazia, ha osato interferire con critiche o con ingerenze nelle sue direttrici di marcia. La sollecitazione del Politecnico , in materia, di un Urban Center che quanto a Mantova ed al suo territorio esponesse l’attività progettuale e di ricerca della facoltà di architettura, pare davvero che in Comune non sia mai pervenuta. Come ben poco sembra prefigurare il Casino delle guardie nobili di un multipurpose center, multifunzionale, in quanto tale realmente partecipativo, che era negli intenti propositivi già a suo tempo del MAM, alle cui dimensioni complesse il Casino delle guardie nobili non pare certo attagliarsi nella sua perifericità museale.
Odorico Bergamaschi
Chandu, che dolce languore
Chandu, che dolce languore,/
in cui si assopiscono gli intenti, /
con che incrollabile certezza/
che vigila su quanto non impara,/
“ E’ in lockdown la mia mente”(
mi ripete impenitente”,/
è come un asino o una scimmietta, (
tanto è bello, /
che si divora la carota tra le smorfie, /
“Così finirai a erba e fieno /
nella stalla con Lalosha,/
andrai di primo mattino con lui nella giungla, non più a scuola “./
Kailash fatica cosìtanto per chi gli rende una miseria /
Che quando lo chiamo è a dormire/
Che lo trovo sempre più impegnato,/
Porti non mi parla, e chi la cerca,/
Ajay cerca scampoli di vita/
In anni persi senza scuola, /
Vimala che tutto sovrintende/
Nulla chiedendo e serrando i cordoni,/
nemmeno vorrebbe ponessi rimedio/
alla caduta dei finti denti che l inorridisce/
Così nelle coltri stese al suolo /
ogni sera Poorti con Vimala, /
con Kailash Chandu nel lettone grande/,
Ajay nella mia stanza a dormire da solo,)
io quando poi mi sarò stupefatto dei mahal dei moughal/
troverà riuniti la beatitudine del sonno a conclusione dei giorni /
la beatitudine che ci unisce nel sonno a conclusione dei giorni,
Potesti fare il male e lo tentasti
Potesti fare il male e lo tentasti,
ti riuscì una prima volta,
acquisisti la tua gioia,
e nelle tue nozze pace sia,
la seconda fui più accorto,
battesti in ritirata,
“ieri sera a un vecchio si è mentito”
Poi la tua confessione. decifrata
Ti smentisti, riprovasti,
“hai un cuore duro mi dicesti”
“Non ne ho forse le ragioni?”
Come tagliente la tua voce
un tempo celestiale,
ma pur se il tuo giglio è infetidito
come indelebile in entrambi
è la dolce memoria di quel che è stato.
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